Di Politica, razzismo, storie vere …

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Di: Gb☭☆
                                    
 In questo paese dove sfortunatamente il microfono è sempre in mano alle teste di cazzo si susseguono inarrestabili parole che ripetere sarebbe assolutamente oltraggioso. E allora capita di ascoltare i fascio-leghisti riversare puro odio e razzismo sull’ “immigrato di turno”. Ma voi, merde d’uomini, pensate veramente di non dovere nulla a queste popolazioni?
Vi tenete stretto il vostro benessere come se fosse tutto merito vostro. Lo pensate davvero? Eppure noi abbiamo sfruttato per anni il terzo mondo, siamo arrivati li e  li  abbiamo messi a lavorare sulle loro terre per estrarre quello che ci piaceva di più, li abbiamo sottopagati e poi ci siamo portati via i frutti. Diamanti, petrolio, oro terre e donne.
Tutto per soddisfare la nostra sfacciata mania di possesso e di ricchezza. Dove siamo passati abbiamo lasciato aridità, fame, miseria e qualche  tonnellata di scorie malsane . 
Gli USA hanno deportato milioni di autoctoni su navi, che non avevano nulla da invidiare ai treni della deportazione nazisti, per portarli a lavorare nei campi di cotone. Sempre la stessa illuminata democrazia occidentale mandava spie ad uccidere i capi di una delle due fazioni in lotta facendo ricadere la colpa sull’altra fazione in modo da scatenare l’ennesima guerra civile ad appannaggio delle malefiche industrie belliche tanto americane quanto europee. Nonostante tutti questi crimini non siamo ancora appagati ed ancora la “grande industria petrolifera” di casa nostra devasta la zona del delta del Niger con il petrolio, inquinando il fiume e rendendo impossibile la pesca agli abitanti. Ancora gli americani sganciano bombe chiamate “libertà” su paesi il cui unico crimine è possedere petrolio, distruggono tutto e tutti con le bombe intelligenti e poi appaltano la ricostruzione a ditte del loro paese. Proviamo per sfizio a fare un conto di tutti i soldi che dobbiamo al terzo mondo e restituiamoli, scommettiamo che il flusso migratorio avrà un’improvvisa inversione?
Quando vi comprate un diamante guardate dentro a tutte le sue cazzo di facce e ci vedrete uno dei tanti disgraziati annegati nel canale di Sicilia. Smettetela di credere che il solo fatto di essere fuori di prigione basti a considerarvi innocenti e quando guardate i vostri figli provate a vederveli  scomparire sotto gli occhi…perché se foste nati “nell’altra parte” quei vostri ragazzi obesi con l’iphone  non sarebbero probabilmente arrivati a vent’anni e quindi voi forse non sareste vissuti abbastanza per concepirli….alla faccia di altre centinaia di migliaia di bambini che crepano ogni anno e delle quali morti, soprattutto voi razzisti di merda, vi rendete complici compiacenti. Quando vi si mette davanti all’ oggettiva realtà e non avete argomenti per il contradditorio affidate la vostra falsa pietas all’ immaginetta strappa lacrime o alla donazione onlus. Al massimo  incolpate i vostri governi….Dimenticando che li scegliete voi, i vostri rappresentanti, quelli che danno voce ai concetti che anche VOI esprimete e di cui siete portatori sani. Quindi, razzisti dei miei coglioni, spero che gli immigrati che tanto odiate vi restituiscano almeno in parte ciò che avete direttamente od indirettamente, fatto passare  loro…..anche se so che sono troppo occupati a salvarsi la pelle per badare a delle merde come voi e non lo faranno.
 
“In qualsiasi modo si svolga la storia degli uomini, sono gli uomini che la fanno, perseguendo ognuno i suoi propri fini consapevolmente voluti, e sono precisamente i risultati di queste numerose volontà operanti in diverse direzioni, i risultati delle loro svariati ripercussioni sul mondo esteriore, che costituiscono la storia.”

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 Morale della favola.

L’attacco continuo alle  condizioni di vita e di quel poco “lavoro” che rimane, i tagli alla sanità, alla scuola, il restringimento dei diritti, non solo ci fa tornare indietro di cento anni, ma sta trasformando la società in una grande caserma. Uffici e fabbriche (Fiat in testa), in campi di concentramento in cui l’unica legge applicata è quella del padrone, senza alcuna mediazione e non per nulla si è persino discusso (udite, udite) di impiegare sistemi di sorveglianza per controllare i lavoratori.

 Per secoli la cultura dominante ha insegnato alle classi sottomesse la rassegnazione, a inchinarsi e accettare le sofferenze con cristiana o altra religiosa pazienza, come se il potere dei potenti di turno fosse frutto di una volontà divina e non degli uomini di una determinata classe sociale che difende i suoi interessi. Ora ai nostri giorni, tenta di plagiarla (ed in parte ci riesce benissimo) con l’ informazione pilotata dai media mainstream di regime. Allo stesso tempo, per naturale osmosi,  si è cercato in tutti i modi di soffocare qualsiasi moto di ribellione attentasse all’ incolumità della sacre istituzioni. Le sacre istituzioni come  il Fondo Monetario Internazionale, la Banca Mondiale, il WTO, la BCE che tutelano e difendono gli interessi della borghesia; “borghesia”, una vecchia parola ormai in disuso degli anni ’70, che rappresenta una delle classi sociali nelle quali viene tipicamente suddivisa la società capitalista e riguarda colui o coloro  che possiedono i capitali. Il pensiero predominante in chi li possiede è quello di arrogarsi diritti su tutto e su tutti e di dare continuità intrinseca a questi diritti trasformandoli in leggi creando, di fatto, una democrazia delegata e questo al di là dalle forme di governo e degli schieramenti politici. La crisi della democrazia italiana ha raggiunto gli aspetti di una farsa, di una commedia che sarebbe esilarante se non fossero in gioco i destini di milioni di cittadini e lavoratori, ai quali le forze politiche di governo non riescono e non possono offrire soluzioni per il miglioramento delle loro condizioni di vita sempre più precarie. La dirigenza del Partito Democratico, nonostante la confusione imperante al suo interno, sembra essere entrata sempre più nell’orbita di quei poteri capitalistici italiani ed internazionali che vorrebbero modificare la Costituzione antifascista nel nome della governabilità e degli interessi delle grandi imprese e delle banche ed anche se il sig.Renzi cerca di incantare il vas
to pubblico con i giochi di prestigio, la realtà ed il suo prospettarsi sul futuro non sembra godere delle stesse illusioni. Il tasso di disoccupazione è rimasto stabile oltre il 12%, mentre quello giovanile raggiunge il 40%; continua ad essere elevato il numero di ore di cassa integrazione; la povertà relativa supera il 12%, quella assoluta quasi il 7%; le imprese continuano a chiudere ad un ritmo impressionante; i contratti del pubblico impiego sono ancora bloccati.
 
I partiti e i movimenti della pseudosinistra, a fronte di questi dati, elaborano le più disparate teorie come, ad esempio, quelle di discutere  vari progetti di trasformazione della società cercando nuovi modelli di sviluppo piu equo fondato sulla lotta ai privilegi. Oppure, altri ancora, facendo in modo di attribuire allo Stato un ruolo di direzione economica ancorato a due fondamentali criteri: quello di favorire uno sviluppo produttivo fondato sul soddisfacimento dei bisogni reali dei cittadini e sulla sostenibilità ambientale; quello della promozione di uno sviluppo tecnologico che garantisca al tempo stesso la piena occupazione e il miglioramento generale degli stili di vita.
 
Questo potrebbe  benissimo avvenire attraverso il parlamento e con il partito borghese che meglio sappia rappresentarlo…. Ma in quest’epoca  non possono esistere partiti comunisti che esercitano praticamente gli interessi del proletariato e al tempo stesso praticano la lotta parlamentare ….sarebbe  corruzione economica e culturale, complotto simil-mafioso. La crisi, la disoccupazione, lo sfruttamento non si risolvono né con le riforme istituzionali e costituzionali, né con le lotte sindacali, pure importanti. Il capitalismo, per noi Comunisti, va abbattuto, fatevene una ragione!
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A ucciderli non è il mare

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di Stefano Galieni e Nando Mainardi –

È impossibile tenere il conto degli uomini, delle donne e dei bambini privi di vita di cui continua a riempirsi il Mediterraneo. Ad ucciderli non è il mare, non è soltanto la logica cinica dei trafficanti di persone, non sono solo le guerre da cui sono costretti a fuggire, spesso foraggiate dal sedicente mondo civile. Ad ucciderli sono le leggi e le loro applicazioni che l’Unione Europea e i singoli Stati membri hanno emanato e che praticano con ributtante cinismo. Non è accettabile che un continente in cui vivono 500 milioni di persone consideri emergenza l’arrivo in 8 mesi di 130 mila persone. Non è accettabile neanche che un Paese come l’Italia, che partecipa ai vertici dei grandi della terra, non riesca ad accogliere degnamente chi cerca rifugio e salvezza. Non si tratta soltanto di diritti umani violati ma di scelte politiche scellerate e omicide con cui anche ogni silenzio diviene complicità. Lo scenario che si apre davanti a chi guarda il mondo puntando gli occhi sul quadrante africano e mediorientale è un continuo intrecciarsi di guerre, persecuzioni, violenze che un giorno ricorderemo come genocide. Basti pensare, ma è solo uno degli esempi, che solo lo scorso anno 3 milioni di cittadini siriani, (1 su 8) hanno dovuto varcare i confini del proprio Paese, abbandonare ciò che resta delle proprie case. Di questi circa 123 mila sono venuti in Europa, una cifra risibile, fra loro il 56% hanno trovato asilo in Svezia e Germania. E invece, i messaggi che giungono da buona parte della classe politica italiana e dalle forze di governo tutte continuano a oscillare fra l’inattività, l’allarmismo inutile, un pietismo spesso ipocrita. Inattivi perché operazioni come Mare Nostrum, se hanno fatto si che oltre 120 mila persone venissero raccolte in mare, non hanno permesso la salvezza di altre migliaia di persone, non hanno interrotto il losco affarismo dei trafficanti. La vita di chi parte è rimasta appesa ad un filo che continuamente rischia di spezzarsi, dal momento in cui si parte fino ed oltre quello in cui si è arrivati. L’accoglienza messa in campo, al di sotto di qualsiasi standard umano, è tanto costosa e opaca nella gestione quanto misera e inadeguata a chi intende ricostruirsi una vita. Ma Mare Nostrum adesso sembra dover chiudere la propria attività. Al suo posto dovrebbe subentrare Frontex Plus, una rivisitazione dell’agenzia nata per contrastare gli ingressi illegali e che per sua specifica natura non avrà come compito principale il salvataggio e non potrà spingersi oltre le acque territoriali degli Stati membri. Il rischio concreto insomma è che nel tratto di mare che separa la sponda sud del Mediterraneo dai Paesi europei, aumenti costantemente il numero delle imbarcazioni che andranno a picco. L’allarmismo, soprattutto leghista e grillino, ma supportato anche dalla destra di governo, cerca di instillare ancora le antiche e mai sopite paure: le malattie, il terrorismo, la logica perversa del “prima gli italiani”, per giustificare politiche restrittive e impedire l’apertura a soluzioni diverse da quelle repressive. Il pietismo è ancora più infido: da un lato, nelle occasioni mediaticamente rilevanti, si piangono lacrime per le tante morti, poi, nelle sedi decisionali, si avallano le scelte repressive e vigliacche. Come si potrà contemporaneamente declamare il proprio cordoglio nell’anniversario prossimo della tragedia del 3 ottobre e contemporaneamente votare come Commissario europeo per l’Immigrazione un esponente della destra greca che già si è distinto per quanto realizzato nei propri porti in passato? E con che faccia si potrà parlare di “Italia accogliente” quando neanche si prova ad affrontare il tema della necessità di un drastico cambio di linea dal punto di vista continentale? Cosa pensano le forze che governano le larghe intese europee e nazionali di fronte a proposte concrete e praticabili? Proposte come l’apertura di reali corridoi umanitari per andare direttamente a prendere le persone che vogliono fuggire, strappandole ai trafficanti aguzzini e garantendo possibilità di re insediamento nei 28 Paesi dell’U.E. Proposte come la sospensione del Regolamento di Dublino, che obbliga i richiedenti asilo a fermarsi nel primo paese europeo di approdo e che di fatto è ostacolo alla piena autonomia dei profughi. Proposte come la definizione di un permesso di soggiorno europeo, che offra la possibilità di affrancarsi dalle condizioni di dipendenza o di lavoro schiavistico in cui chi ottiene asilo o protezione umanitaria rischia di cadere in mancanza di una sistematica politica di inclusione. Proposte come la definizione obbligatoria di uno standard minimo di accoglienza che ogni Stato membro deve essere chiamato a rispettare. Le risorse necessarie a tale impresa ci sono. Sarebbe sufficiente sottrarle alle spese per le politiche repressive, a quelle destinate alle guerre in cui ci si prepara incoscientemente ad entrare. Ma per i profughi vale la stessa legge che si applica sul mercato del lavoro: meno diritti, meno opportunità condizioni di vita perennemente precarie e affidate alla discrezionalità e alla logica del profitto. E allora va detto che una sinistra degna di questo nome, capace di raccogliere proposte praticabili e di metterle in campo, non può confondersi con i tanti che cercheranno nei prossimi giorni palcoscenici mediatici per dimostrare il proprio afflato umanitario. Chi alimenta guerre, chi chiude le frontiere, chi uccide i diritti e insieme le persone, ha fatto ben altra scelta di campo.

 

“Mare Nostrum ” ovvero il naufragio annunciato.

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Di Franco Piperno :

Quando l’angoscia pubblica, per pericoli inesistenti, provoca di per se stessa sofferenza e morte.

La gestione dell’onda migratoria, dalle coste del NordAfrica verso l’Italia meridionale, da parte del governo italiano, ha degli aspetti propriamente esilaranti– non fosse per le migliaia di cadaveri d’annegati che giacciono non riconosciuti in fondo al mare.

Vediamo le cose più da vicino.
Mare Nostrum si chiama il tentativo di edificare nel Canale di Sicilia una sorta di “Murus Noster” per impedire o almeno disciplinare il flusso migratorio in arrivo dall’Africa settentrionale.

Fin qui niente di nuovo. La politica del rigetto dell’altro è una pratica diffusa– si pensi al lungo muro costruito dal governo americano al confine con il Messico, o anche a quello, più corto ma non meno lacerante,che separa Israele dai Territori palestinesi.
La singolarità tutta italiana sta in quella postura donchisciottesca– icasticamente rappresentata dalla faccia di Angelino ma ancor meglio di Matteo–per la quale, con una alzata d’ingegno, il muro lo si erige al largo, in mare aperto, utilizzando la marina militare.

Messe a parte le considerazioni umanitarie, fatto è che la cosa non ha funzionato; il flusso migratorio è considerevolmente cresciuto, mentre il costo finanziario del dispositivo “Mare Nostrum” ha raggiunto valori insostenibili.
Avviene così che recuperare un migrante naufragato costa in media attorno a 3.000 euro mentre l’esborso totale mensile — indennità di rischio ai militari, combustibile etc– supera abbondantemente i nove milioni. A questa cifra va aggiunta quella pagata dai migranti agli scafisti per la traversata in mare, cifra valutata in media attorno a 2.000 euro a testa.

Tutto questo va confrontato con la possibilità di una altra gestione dell’ondata migratoria, incentrata su una intelligente e generosa politica di immigrazione legale; una sorta di “spending review” che permetta a buona parte dei migranti l’ingresso legale nel nostro paese– così lo stato risparmia annualmente decine e decine di milioni di euro; mentre il costo a carico del migrante è presto fatto: un visto d’ingresso,rilasciato da un consolato italiano–una decina di euro; un biglietto aereo per un viaggio sicuro dalle coste africane ad una città italiana, poche centinaia di euro.

La situazione oltre ad essere tragica è divenuta anche grottesca. Il muro composto da unità della marina militare deve in principio impedire ai migranti di arrivare sulle coste meridionali; di fatto le navi italiane non fanno altro che recuperare in alto mare i barconi stracarichi di migranti; e spesso questo accade in condizioni difficili, quando già è avvenuto il naufragio e si sono perdute vite umane.

Si può dire senza esagerare che “Mare Nostrum” ha finito con il produrre l’effetto contrario a quello per il quale era stato concepito: gli arrivi sulle nostre coste sono aumentati esponenzialmente proprio perché i migranti fanno affidamento, certo rischioso ma ragionevole, sul soccorso in mare da parte delle navi della marina italiana.

V’è inoltre un particolare,un piccolo particolare che rivela la condotta ipocrita, il mentire per omissione,da parte del governo italiano: ormai da settimane i migranti sbarcati dalle navi militari non vengono più identificati tramite le impronte digitali; piuttosto vengono benevolmente lasciati scappare dai centri di raccolta quando non trasportati direttamente nel Nord Italia; e abbandonati a sé stessi nelle aree di servizio dell’autostrada del Sole.
Si aggira così furbescamente il dispositivo comunitario che impone al paese dove giungono i migranti di farsi carico dell’accoglienza e valutare le richieste d’asilo politico.

Così stando le cose, l’angoscia,questa paura senza oggetto, è destinata a gonfiarsi, espandendosi pericolosamente a livello di senso comune.
Secondo le stime dell’ONU, si concentreranno, sulle coste dell’Africa settentrionale, nell’arco del prossimo quinquennio, tra dieci e venti milioni di migranti che tenteranno in ogni modo d’approdare sulle spiagge dell’Europa mediterranea.

Un fenomeno epocale come l’onda migratoria non può essere né capito né gestito se viene rimossa l’esperienza storica,la memoria collettiva di ciò che è già accaduto.
Qui, per chiudere senza concludere, ci limitiamo a ricordare, in primo luogo, che nessuno a memoria d’uomo, neanche il faraone o l’imperatore romano, è mai riuscito a fermare le migrazioni di massa– riteniamo improbabile che ci riescano Matteo l’astuto o Angelino l’indolente.
Aggiungiamo,poi, che questa determinata ondata migratoria alla quale assistiamo ha avuto il suo innesco nell’invasione del mercato capitalistico, il mercato globale, in aree geografiche fin qui estranee; invasione che ha distrutto saperi e relazioni sociali,impoverendo materialmente e spiritualmente centinaia di milioni d’esseri umani, ridotti a consumatori e privati dell’attività produttiva.

L’altro fattore scatenante è stato l’intervento militare degli eserciti NATO in medio oriente, intervento che ha stravolto la vita quotidiana di quelle antiche città — che americani ed europei pretendevano di democratizzare per forza.

Alla luce della memoria è giusto dire che,come per nemesi storica, i migranti vengono a riprendersi ciò che gli abbiamo rubato.

 

 

” L’ invasione dei poveri “

Il testo che segue è stato scritto da un gruppo di compagni che si sono incontrati su Twitter e hanno creato  un comitato di scrittura collettiva comunista ✮☭ C.S.C.C.

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2014 :
il diritto di libera circolazione nel mondo è consentito solo alle merci e agli eserciti: chi fugge da miseria e guerre non ha diritto di superare le frontiere.Cosicchè la deliberata volontà dei governi di non voler gestire le problematiche dellimmigrazione produce una situazione sociale imperniata di degrado ed ingiustizia, nella quale trovano facile strada populismo spicciolo e schiavismo.
Milioni di uomini e donne, bambini e anziani, di ogni età, razza e paese, vengono ogni anno uccisi dalle guerre, dalle privazioni, dall’inquinamento, dal saccheggio del territorio, dalla deprivazione e da malattie curabili.
Una parte importante dell’umanità è relegata a vivere in condizioni di miseria, di emarginazione sociale, di ignoranza, di abbrutimento intellettuale e morale, di precarietà. 
La crisi per sovrapproduzione assoluta di capitale ha dato luogo all’ennesima crisi generale del capitalismo: una crisi economica che si trasforma in crisi politica e culturale. 
Una crisi mondiale, una crisi di lunga durata.
Le multinazionali al servizio della borghesia imperialista fanno razzia di risorse umane e ambientali nei paesi semicoloniali devastandoli; ad opera compiuta li abbandonano e si trasferiscono in altri. Questi si ritrovano ridotti nuovamente al rango di colonie, ma ora di colonie collettive dei gruppi imperialisti, sicché nessuno di questi si assume alcuna responsabilità politica, sociale, morale. Esiste  solo profitto e rendita oltretutto, approfittando della situazione sociale, alimentano “guerre civili” e fratricide, destabilizzando e deviando l’opinione pubblica.
Nel Bel Paese, la propaganda borghese funziona. E così, i nemici degli italiani diventano sempre quelli di tutti i razzisti accompagnati dal verbo imperialista e fa poca differenza se gli italiani ora odiano un po’ meno gli ebrei, ma più i rumeni, i nigeriani o i Rom, che diventano i capri espiatori di governi fallimentari e vengono additati al popolo come la causa di tutti i mali allo scopo di deflettere l’attenzione dai propri fallimenti.Il quotidiano linciaggio morale (e non solo) degli extracomunitari, è  la conferma tonante di quanto in basso sia sceso il discorso pubblico nel nostro paese e di come ormai molti ritengano perfettamente legittimo e premiante esprimere pubblicamente il peggiore razzismo.
“Istituzionalizzare” il  razzismo, per il liberismo ipercapitalista, diventa prioritario.Così si assiste al suo dilagare anche tra chi si considera antirazzista, tra i tanti che premettono sempre “io non sono razzista ma …” etra chi si adopera in distinguo, individuando buoni e cattivi: “I senegalesi sono lavoratori, i cinesi non pagano le tasse e comprano in contanti, i rumeni sono sempre ubriachi.”. 
Il razzismo è subdolo. È annidato ovunque, dove meno te lo aspetti. Alimenta, fomenta atteggiamenti e comportamenti profondamente violenti, spesso ignorati dai media mainstream, come succede nella “civilissima “Francia dove un giovane sedicenne Rom sorpreso a rubare in un appartamento, è stato linciato da una squadretta di “giustizieri”che dopo essere andati a cercarlo nel campo dove viveva, lo ha  cari­cato di forza su una Clio,  tra­sci­nato in un can­tina e mas­sa­crato di botte, abbandonandolo in coma e sanguinante den­tro un carrello di super­mer­cato.
In Italia, il razzismo è anche storia di rimozione, e non  solo rimozione della scomoda eredità del fascismo: dell’olocausto e delle violenze coloniali. È  la mancata elaborazione del razzismo sistemico che attraversa l’intera storia del paese,perché il razzismo non è un effetto contingente, legato ad altri fenomeni sociali, ma un profondo sistema di diseguaglianze prodotte dal capitalismo, con pesanti implicazioni sull’organizzazione sociale e del lavoro.
Noi comunisti chiamiamo comunismo il movimento reale che abolisce lo stato di cose presente, e quindi ci muoviamo in direzione univoca per una radicale rivoluzione  delle legislazioni vigenti che guardino in maniera totalmente diversa alle persone che scelgono l’Italia come paese in cui costruire parte, o interamente, un proprio progetto di vita; per rivoluzionare i meccanismi partoriti dallo sciovinismo imperialista considerando la soggettività delle scelte migratorie e piantandola con la retorica dell’invasione; predisponendo veri e propri  piani di revisione dell’assetto sociale in funzione  delle nuove istanze che gli assetti strategici neocolonialisti hanno creato; catalizzando le espressioni di rabbia e disagio  convogliandole in una nuova lotta di classe, pura  espressione della vera sinistra rivoluzionaria che le forze reazionarie di ogni colore stanno cercando di seppellire.
Questo è il testimone che dobbiamo passare:  immaginare e praticare contesti di convivenza fra eguali in cui pesino sempre meno le forme di sfruttamento dell’ imperialismo mondiale.  
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Uruguay disposto a ricevere bambini siriani come rifugiati

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da Prensa Latina

traduzione di Ida Garberi

Il presidente uruguaiano, Josè Mujica, avrebbe comunicato al segretario generale dell’ONU, Ban Ki-moon, la sua proposta di ricevere in Uruguay circa 50 bambini siriani come rifugiati.

Il settimanale “Busqueda” ha citato oggi fonti ufficiali ed alcuni partecipanti nei preparativi, che riportano che Mujica ha inviato una lettera su questo tema al capo delle Nazioni Unite.

Se l’ONU accede al sollecito, Mujica pensa di sollecitare un aeroplano alla presidentessa del Brasile, Dilma Rouseff, per portare i bambini in Uruguay dal loro rifugio in Giordania, ha aggiunto il settimanale.Sostiene, inoltre, che l’idea è alloggiarli nelle installazioni della scuola agraria che si trova ad Anchorena, un parco e residenza di riposo presidenziale nel dipartimento di Colonia, a 208 chilometri da Montevideo.

Nella sua recente visita nei vari paesi arabi, il cancelliere Luis Almagro ha visitato il campo di rifugiati di Zaatari, in Giordania, ed ha visto numerosi bambini minori di otto anni che vivono lì, alcuni con le loro madri ed altri orfani.

In una posteriore trasmissione alla radio, Mujica ha fatto riferimento al tema e si è chiesto: Non potremo occuparci del tema come società?

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Commento:

Questo breve articolo per come i media di massa stanno facendo informazione,non avrebbe nessuna attenzione, nessuna considerazione, nel cinismo bieco della politica populista,reazionaria e fascista, l’immigrazione è una brace su cui soffiare per accendere la fiamma dell’odio razzista, delle guerre tra poveri, tra ultimi. Il segnale forte di questo grandissimo uomo che è il Presidente Pepe Mujica va nel senso opposto, si offre per salvare 50 bambini dalla guerra andandoli a prendere,  quello che mi preme sottolineare è il numero, offre e promette quello che è sicuro di poter dare a queste persone.

Molto distante dalle poltiche globali sull’immigrazione  che con operazioni militari pattugliano i mari, raccogliendo questi disperati senza nessun piano politico-economico-sociale, di fatto dopo vengono depositati nei CIE dove sopravvivono in condizioni di degrado, mentre chi riesce a uscire dai lager, va a rafforzare l’esercito industriale di riserva dell’ennesima crisi del capitalismo .

Ricordiamo che i gruppi imperialisti razziano le risorse umane e ambientali dei paesi semicoloniali, li devastano e quindi a missione compiuta li abbandonano e si trasferiscono in altri paesi. I paesi coloniali vengono ridotti nuovamente a rango di colonie, ma adesso diventano colonie collettive dei gruppi imperialisti, sicché nessuno di questi assume alcuna responsabilità per la conservazione a lungo termine delle fonti di profitto e di rendita. L’emigrazione selvaggia e atroce di masse di lavoratori e una sequela interminabile di guerre sono le inevitabili conseguenze di questa nuova colonizzazione.

A noi visionari piacerebbe pensare che le risorse dei paesi “terzomondisti” rimanessero nelle loro mani, che questi popoli potessero vivere dignitosamente con tradizioni cultura dove sono nati e hanno vissuto, ma per far questo dobbiamo iniziare a redistribuire la ricchezza,subito quella enorme concetrata in poche mani e dopo forse rinunciare a tutte quelle risorse che noi occidentali  consumiamo rispetto a loro, spesso con sprechi di generi alimentari e di oggetti inutili che il mercato con le sue campagne induce a comprare

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Verona Tosi: vietato dar da mangiare ai clochard

Sapete chi è Flavio Tosi? Il vicesegretario della Lega Nord nonchè sindaco di Verona, le posizioni della Lega sono note a tutti da tempo, un partito che affonda le sue radici nella xenofobia, nel razzismo,  animando per meri scopi di propaganda guerre fra i poveri, tra gli ultimi,etichettando come delinquente chi sfugge dalla fame e dalle guerre.

Il leghista doc Tosi al secondo mandato come sindaco di Verona, ha spesso fatto parlare i media per aver messo in pratica politiche razziste e discriminanti, questa volta si è superato : dopo le ormai note panchine anti chochard che già aveva fatto installare  nei parchi della Verona bene, quelli del centro dove la povertà non deve essere vista, dove i bambini delle mamme che hanno telefonato al sindaco non devono vedere in che condizioni si puo’ ritrovare un uomo.image_11654

 

 

 

Pensare di negare una panchina come letto a chi è costretto a vivere per strada, giorno dopo giorno, è un atto fuori da ogni logica di società civile, di comunità, di solidarietà, ma al peggio non c’è mai fine e il sindaco sceriffo Veronese  spinto dalle anime belle delle segnalazioni di “civiltà” e decoro urbano  non sono ancora soddisfatte e in tempi di campagna elettorale  la panza dei cittadini va ascoltata,Tosi risponde celermente con un’ordinanza che vieta di dare da mangiare alle persone, come se fossero piccioni o animali molesti, proibisce alle associazioni e ai privati cittadini di portare cibo ai senzatetto e per chi trasgredisce, multe tra 25 e 500 euro.

Insomma privati del loro unico letto e affamati in una sorta di selezione naturale che dovrebbe quindi liberare le vie del centro dei perbenisti da presenze sgradite. La povertà, la sofferenza, il disagio ci sono, ma l’importante è che non si vedano, che non infastidiscano i turisti venuti a visitare la città di Giulietta eRomeo.

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Come potrà il sindaco Tosi a  continuare placidamente ad addormentarsi la sera nel suo letto  sapendo che uomini e donne più sfortunati sono costretti a cercarsi un giaciglio di fortuna, non lo capiremo mai e sinceramente non ci interessa nemmeno provare a farlo.

Mistral Air: le deportazioni di Poste Italiane

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Questa mattina un gruppo di solidali con le lotte dei reclusi del Cie ha dato vita a tre presidi-lampo di fronte ad altrettanti uffici postali di Porta Palazzo e della Barriera di Milano. Manifesti sulle vetrine, volantini e interventi al megafono per segnalare a clienti e impiegati che PosteItaliane, attraverso la loro controllata MistralAir, collaborano con le deportazioni dei senza-documenti. Una piccola contestazione, che però ha fatto andare in confusione gli impiegati di Porta Palazzo, che si sono barricati nell’ufficio lasciando fuori alcuni clienti e che hanno riaperto solo all’arrivo di una volante della polizia – rimasta poi di piantone fino all’orario di chiusura.

Eccovi qui sotto i volantini distribuiti. Se aveta anche voi qualcosa da dire a PosteItaliane a proposito della loro partecipazione alla macchina delle espulsioni potete scaricarli in alta definizione da qui,

 

mistralair_a5mistralair_a4Fonte Macerie   e storie da Torino