LA CARTA UFFICIALE DEI GILET GIALLI

LA CARTA UFFICIALE DEI GILET GIALLI

Di seguito la traduzione della “Carta ufficiale dei gilet gialli” pubblicata pochi giorni fa dall’omonima pagina FB (linkata in calce al post).

Rispetto all’elenco circolato precedentemente, con cui ha quasi tutto in comune, salta agli occhi la richiesta esplicita di uscita dall’Unione Europea e dall’euro e quella di interrompere immediatamente le politiche colonialiste francesi in Africa, tra cui il franco CFA.

Ecco la traduzione dei 25 punti (riportata anche nell’immagine):

I – ECONOMIA/LAVORO

1 – STATI GENERALI della fiscalità. Inserire nella Costituzione l’impossibilità per lo Stato di prelevare oltre il 25% della ricchezza dei cittadini.
2 – AUMENTO immediato del 40% dello SMIC (il salario minimo), delle pensioni e dei sussidi sociali.
3 – ASSUNZIONI DI MASSA di funzionari per garantire la qualità dei servizi pubblici come prima della RGPP (revisione generale delle politiche pubbliche): stazioni, ospedali, scuole, poste, ecc.
4 – CASE: piano di costruzione di 5 milioni di HLM (alloggi ad affitto controllato) per ridurre il canone, le imposte e rivitalizzare l’economia con nuove assunzioni. Punire i sindaci e i prefetti che lasciano dormire all’addiaccio i senza tetto.
5 – BANCHE: ridimensionarle per tutelarci dalle crisi, spezzare i monopoli, separare le banche d’affari da quelle commerciali e vietare i salvataggi pubblici delle banche.
6 – CANCELLARE IL DEBITO: non ha nessuna ragione di essere, è già stato ripagato più volte.

II POLITICA

7 – COSTITUENTE: riscrivere una Costituzione del popolo e per gli interessi del popolo sovrano. Istituzione di referendum di iniziativa popolare.
8 – DIVIETO DELLE LOBBY e di altri gruppi di influenza. Esclusione permanente dalla vita politica di chiunque abbia una fedina penale sporca, porre fine al cumulo dei mandati.
9 – FREXIT: uscita dall’Unione Europea per ricuperare la sovranità politica monetaria ed economica (nel rispetto del referendum del 2005), riguadagnare il diritto di battere moneta ricusando l’articolo 123 del trattato di Lisbona (50 miliardi di euro di economia l’anno).
10 – EVASIONE FISCALE: ricuperare gli 80 miliardi di euro abbandonati dallo Stato ogni anno al CAC 40 (borsa).
11 – CESSAZIONE IMMEDIATA DELLE PRIVATIZZAZIONI e ricupero dei beni pubblici: autostrade, aeroporti, parcheggi, ferrovie, ecc.
12 – AUTOVELOX E MULTE: ritiro degli autovelox e delle videocamere per le multe che sono solo delle tasse travestite.
13 – ISTRUZIONE: escludere qualsiasi ideologia dal ministero ed escludere le tecniche educative distruttive (metodo globale).
14 – GIUSTIZIA: quadruplicarne il bilancio e limitare per legge la durata dei procedimenti. Semplificare e rendere totalmente gratuita e accessibile a tutti la giustizia.
15 – MEDIA: rompere i monopoli e i clientelismi politici. Rendere i media accessibili ai cittadini e garantire la pluralità di opinione. Porre fine alla propaganda degli editori. Ritirare le sovvenzioni pubbliche dai media (2 miliardi l’anno) così come le esenzioni fiscali dei giornalisti.
16 – GARANTIRE LA LIBERTÀ dei cittadini e inserire in Costituzione il divieto di ingerenza dello Stato nell’insegnamento, nell’educazione, nella salute, nella famiglia.

III SALUTE/ECOLOGIA

17 – OBSOLESCENZA PROGRAMMATA: allungare le garanzie dei costruttori ad almeno 10 anni garantendo l’offerta di pezzi di ricambio.
18 – PLASTICA: vietare quanto prima la commercializzazione di bottiglie di plastica, bicchieri e altri imballaggi inquinanti.
19 – CASE FARMACEUTICHE: ridurne l’influenza, stati generali della salute e degli ospedali.
20 – AGRICOLTURA: divieto di OGM, dei pesticidi cancerogeni, degli interferenti endocrini e delle monoculture.
21 – REINDUSTRIALIZZAZIONE della Francia per ridurre importazioni e inquinamento.

IV GEOPOLITICA

22 – NATO: uscita immediata dal Patto Atlantico e divieto per l’esercito francese di partecipare a qualsiasi guerra di aggressione.
23 – FRANCIAFRICA: cessare il saccheggio e le ingerenze politiche e militari. Restituire i soldi dei dittatori e i beni depredati ai loro popoli. Rimpatriare immediatamente tutti i soldati francesi. Porre fine al sistema del franco CFA che mantiene l’Africa nella povertà. Stringere rapporti paritetici con gli Stati africani.
24 – IMMIGRAZIONE: impedire i flussi migratori impossibili da accogliere e da integrare alla luce della crisi di civilizzazione che stiamo vivendo.
25 – POLITICA ESTERA: rispetto scrupoloso del diritto internazionale e degli impegni presi:
testo e lavoro di Gilberto Trombetta

fonte: https://goo.gl/7aRgdd

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Di Politica, razzismo, storie vere …

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Di: Gb☭☆
                                    
 In questo paese dove sfortunatamente il microfono è sempre in mano alle teste di cazzo si susseguono inarrestabili parole che ripetere sarebbe assolutamente oltraggioso. E allora capita di ascoltare i fascio-leghisti riversare puro odio e razzismo sull’ “immigrato di turno”. Ma voi, merde d’uomini, pensate veramente di non dovere nulla a queste popolazioni?
Vi tenete stretto il vostro benessere come se fosse tutto merito vostro. Lo pensate davvero? Eppure noi abbiamo sfruttato per anni il terzo mondo, siamo arrivati li e  li  abbiamo messi a lavorare sulle loro terre per estrarre quello che ci piaceva di più, li abbiamo sottopagati e poi ci siamo portati via i frutti. Diamanti, petrolio, oro terre e donne.
Tutto per soddisfare la nostra sfacciata mania di possesso e di ricchezza. Dove siamo passati abbiamo lasciato aridità, fame, miseria e qualche  tonnellata di scorie malsane . 
Gli USA hanno deportato milioni di autoctoni su navi, che non avevano nulla da invidiare ai treni della deportazione nazisti, per portarli a lavorare nei campi di cotone. Sempre la stessa illuminata democrazia occidentale mandava spie ad uccidere i capi di una delle due fazioni in lotta facendo ricadere la colpa sull’altra fazione in modo da scatenare l’ennesima guerra civile ad appannaggio delle malefiche industrie belliche tanto americane quanto europee. Nonostante tutti questi crimini non siamo ancora appagati ed ancora la “grande industria petrolifera” di casa nostra devasta la zona del delta del Niger con il petrolio, inquinando il fiume e rendendo impossibile la pesca agli abitanti. Ancora gli americani sganciano bombe chiamate “libertà” su paesi il cui unico crimine è possedere petrolio, distruggono tutto e tutti con le bombe intelligenti e poi appaltano la ricostruzione a ditte del loro paese. Proviamo per sfizio a fare un conto di tutti i soldi che dobbiamo al terzo mondo e restituiamoli, scommettiamo che il flusso migratorio avrà un’improvvisa inversione?
Quando vi comprate un diamante guardate dentro a tutte le sue cazzo di facce e ci vedrete uno dei tanti disgraziati annegati nel canale di Sicilia. Smettetela di credere che il solo fatto di essere fuori di prigione basti a considerarvi innocenti e quando guardate i vostri figli provate a vederveli  scomparire sotto gli occhi…perché se foste nati “nell’altra parte” quei vostri ragazzi obesi con l’iphone  non sarebbero probabilmente arrivati a vent’anni e quindi voi forse non sareste vissuti abbastanza per concepirli….alla faccia di altre centinaia di migliaia di bambini che crepano ogni anno e delle quali morti, soprattutto voi razzisti di merda, vi rendete complici compiacenti. Quando vi si mette davanti all’ oggettiva realtà e non avete argomenti per il contradditorio affidate la vostra falsa pietas all’ immaginetta strappa lacrime o alla donazione onlus. Al massimo  incolpate i vostri governi….Dimenticando che li scegliete voi, i vostri rappresentanti, quelli che danno voce ai concetti che anche VOI esprimete e di cui siete portatori sani. Quindi, razzisti dei miei coglioni, spero che gli immigrati che tanto odiate vi restituiscano almeno in parte ciò che avete direttamente od indirettamente, fatto passare  loro…..anche se so che sono troppo occupati a salvarsi la pelle per badare a delle merde come voi e non lo faranno.
 
“In qualsiasi modo si svolga la storia degli uomini, sono gli uomini che la fanno, perseguendo ognuno i suoi propri fini consapevolmente voluti, e sono precisamente i risultati di queste numerose volontà operanti in diverse direzioni, i risultati delle loro svariati ripercussioni sul mondo esteriore, che costituiscono la storia.”

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 Morale della favola.

L’attacco continuo alle  condizioni di vita e di quel poco “lavoro” che rimane, i tagli alla sanità, alla scuola, il restringimento dei diritti, non solo ci fa tornare indietro di cento anni, ma sta trasformando la società in una grande caserma. Uffici e fabbriche (Fiat in testa), in campi di concentramento in cui l’unica legge applicata è quella del padrone, senza alcuna mediazione e non per nulla si è persino discusso (udite, udite) di impiegare sistemi di sorveglianza per controllare i lavoratori.

 Per secoli la cultura dominante ha insegnato alle classi sottomesse la rassegnazione, a inchinarsi e accettare le sofferenze con cristiana o altra religiosa pazienza, come se il potere dei potenti di turno fosse frutto di una volontà divina e non degli uomini di una determinata classe sociale che difende i suoi interessi. Ora ai nostri giorni, tenta di plagiarla (ed in parte ci riesce benissimo) con l’ informazione pilotata dai media mainstream di regime. Allo stesso tempo, per naturale osmosi,  si è cercato in tutti i modi di soffocare qualsiasi moto di ribellione attentasse all’ incolumità della sacre istituzioni. Le sacre istituzioni come  il Fondo Monetario Internazionale, la Banca Mondiale, il WTO, la BCE che tutelano e difendono gli interessi della borghesia; “borghesia”, una vecchia parola ormai in disuso degli anni ’70, che rappresenta una delle classi sociali nelle quali viene tipicamente suddivisa la società capitalista e riguarda colui o coloro  che possiedono i capitali. Il pensiero predominante in chi li possiede è quello di arrogarsi diritti su tutto e su tutti e di dare continuità intrinseca a questi diritti trasformandoli in leggi creando, di fatto, una democrazia delegata e questo al di là dalle forme di governo e degli schieramenti politici. La crisi della democrazia italiana ha raggiunto gli aspetti di una farsa, di una commedia che sarebbe esilarante se non fossero in gioco i destini di milioni di cittadini e lavoratori, ai quali le forze politiche di governo non riescono e non possono offrire soluzioni per il miglioramento delle loro condizioni di vita sempre più precarie. La dirigenza del Partito Democratico, nonostante la confusione imperante al suo interno, sembra essere entrata sempre più nell’orbita di quei poteri capitalistici italiani ed internazionali che vorrebbero modificare la Costituzione antifascista nel nome della governabilità e degli interessi delle grandi imprese e delle banche ed anche se il sig.Renzi cerca di incantare il vas
to pubblico con i giochi di prestigio, la realtà ed il suo prospettarsi sul futuro non sembra godere delle stesse illusioni. Il tasso di disoccupazione è rimasto stabile oltre il 12%, mentre quello giovanile raggiunge il 40%; continua ad essere elevato il numero di ore di cassa integrazione; la povertà relativa supera il 12%, quella assoluta quasi il 7%; le imprese continuano a chiudere ad un ritmo impressionante; i contratti del pubblico impiego sono ancora bloccati.
 
I partiti e i movimenti della pseudosinistra, a fronte di questi dati, elaborano le più disparate teorie come, ad esempio, quelle di discutere  vari progetti di trasformazione della società cercando nuovi modelli di sviluppo piu equo fondato sulla lotta ai privilegi. Oppure, altri ancora, facendo in modo di attribuire allo Stato un ruolo di direzione economica ancorato a due fondamentali criteri: quello di favorire uno sviluppo produttivo fondato sul soddisfacimento dei bisogni reali dei cittadini e sulla sostenibilità ambientale; quello della promozione di uno sviluppo tecnologico che garantisca al tempo stesso la piena occupazione e il miglioramento generale degli stili di vita.
 
Questo potrebbe  benissimo avvenire attraverso il parlamento e con il partito borghese che meglio sappia rappresentarlo…. Ma in quest’epoca  non possono esistere partiti comunisti che esercitano praticamente gli interessi del proletariato e al tempo stesso praticano la lotta parlamentare ….sarebbe  corruzione economica e culturale, complotto simil-mafioso. La crisi, la disoccupazione, lo sfruttamento non si risolvono né con le riforme istituzionali e costituzionali, né con le lotte sindacali, pure importanti. Il capitalismo, per noi Comunisti, va abbattuto, fatevene una ragione!
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Passo dopo passo…

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La giunta regionale siciliana di Crocetta ha approvato questa estate la legge sul diritto allo studio. “La Sicilia ha finalmente la possibilità di tutelare e valorizzare il diritto allo studio, ai saperi e alle conoscenze di tutti i ragazzi della nostra terra” hanno proclamato ai primi di agosto il presidente della Regione e l’assessore all’Istruzione e alla formazione professionale, Nelli Scilabra.

UNA SVOLTA STORICA”, “UN CAMBIO DI PASSO IMPORTANTE E STRAORDINARIO” a proposito di passi alla renziana maniera ” che finalmente consente alla Sicilia di non essere più l’unica regione d’Italia a non possedere una legge sul diritto allo studio. Gli alunni di tutte le età, dai più piccoli ai ragazzi delle scuole superiori finalmente avranno una legge che salvaguarderà i loro diritti…La Sicilia deve lasciarsi alle spalle il record nazionale del 25.8% di giovani che abbandonano prematuramente gli studi e ha il dovere di tutelare tutti i giovani che intendono studiare pur non avendo, in molti casi, i mezzi per poterlo fare…”

Ma che belle parole scritte sulla carta!, perchè questo è il punto che RIMANGONO APPUNTO SULLA CARTA!

IL DIRITTO ALLO STUDIO, di cui Crocetta e la sua intoccabile Scilabra si riempiono tanto la bocca, anche quest’anno, alle porte dell’apertura dell’anno scolastico, rischia di essere un DIRITTO A META’ di cui in Sicilia potrà beneficiare, sin dall’inizio in cui suoneranno le campanelle nelle scuole, solo una fetta di studenti mentre un’altra fetta rischia ancora una volta di rimanere illegittimamamente al palo!

Stiamo parlando, purtroppo, ANCORA UNA VOLTA! DEGLI STUDENTI DISABILI, 1200 nelle scuole superiori solo nella provincia o per meglio dire ex provincia di Palermo per non parlare delle altre province siciliane, la cui frequenza a scuola è strettamente legata alla ripartenza dei servizi di assistenza igienico-personale, del trasporto, e dell’ assistenza alla comunicazione.

Servizi di assistenza ESSENZIALI COME LI DEFINISCE TUTTA LA LEGGE VIGENTE, A PARTIRE DALLA COSTITUZIONE, … essenziali per tutelare il diritto allo studio e all’integrazione scolastica dei ragazzi disabili, per i quali a tutt’oggi LE ISTITUZIONI CON IN PRIMIS LA REGIONE DI CROCETTA/SCILABRA cosi’ “solleciti” SOLO A PAROLE! NON HANNO FATTO NULLA DI SERIAMENTE CONCRETO CIRCA LO STANZIAMENTO DELLE RISORSE NECESSARIE PER L’ANNO SCOLASTICO, mentre nel palazzo della ex Provincia si latita in attesa di “UN MIRACOLO”!

E in questo non vediamo nessuna differenza tra governo locale e governo nazionale! Mentre in questi giorni la notizia della “BUONA SCUOLA” del governo RENZI/GIANNINI impazza su tutti i mass media con l’annuncio di una nuova “rivoluzione” che si vuole mettere in campo scolastico denunciamo con forza “SAREBBE QUESTA LA VOSTRA BUONA SCUOLA??? QUELLA IN CUI ANCORA UNA VOLTA SI CONFERMA CHE IN QUESTA SOCIETA’ CAPITALISTA LE DISUGUAGLIANZE E LE DISCRIMINAZIONI SONO UNA NORMA E CHE DIRITTI BASILARI PER LA NOSTRA CONDIZIONE DI VITA, DIRITTO ALLO STUDIO, AL LAVORO… VENGONO SISTEMATICAMENTE ATTACCATI, MENTRE I VOSTRI “DIRITTI” ALLE POLTRONE DEL POTERE, AGLI STIPENDI D’ORO, ALLE RUBERIE, AL MALAFFARE SAREBBERO INTOCCABILI ???

MA LA SOLA DENUNCIA NON BASTA!

NECESSARIA E’SOPRATTUTTO LA LOTTA per resistere agli attacchi e difendere diritti che sono a base

dell’esistenza e della dignità di vita, E PER QUESTO GIA’ DA DOMANI RISCENDEREMO IN CAMPO,

ma con la consapevolezza che la lotta contro il sistema che produce tutto questo è e deve essere ben più ampia.

Precari Coop Sociali – Assistenti igienico-personale agli studenti disabili organizzati nello Slai cobas per il sindacato di classe Palermo

3277660110 – 3408429376

Comunicato Banda Bassotti

Italian Version:

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COMUNICATO DELLA BANDA BASSOTTI

Ci rivolgiamo alla nostra grande Famiglia, a tutti i Banditi senza Tempo, agli Antifascisti, alla Classe Operaia, ai lavoratori, ai disoccupati e agli sfruttati. Dovunque essi siano.
Da molti mesi assistiamo ad una politica del silenzio. In tutta europa non trapelano notizie di quello che il governo nazista di Kiev sta facendo nel Donbass ed in tutta l’Ukraina. La stampa italiana ed europea e’ completamente asservita all’Unione Europea ed alla politica degli Stati Uniti d’America. Nessuna notizia riguardante i bombardamenti sui civili, le persecuzioni di Russi, di comunisti e di chiunque possa sembrare un Partigiano delle milizie Popolari; nessun cenno al fatto che l’”europea” Ukraina sia il più grande laboratorio per il neonazismo internazionale.
Stanchi di questo, in completo accordo con le Milizie Popolari della Novarossija stiamo organizzando una carovana antifascista con raccolta di fondi, portando nelle terre del Donbass la nostra solidarietà antifascista e un concerto. Come già abbiamo fatto in Nicaragua nel 1984, in Salvador nel 1994, in Palestina nel 2004 siamo pronti per questo viaggio. Dal 26 al 30 settembre 2014 saremo nelle terre che resistono all’attacco dei nazisti, visiteremo Novarossija. Il nostro programma prevede un concerto a Rostov on Don, la città che ospita un immenso campo profughi e un concerto in Novarossija. Non possiamo dire dove, impossibile visti i bombardamenti, ma faremo il possibile. A tutti gli antifascisti chiediamo un aiuto economico per il viaggio e per portare materiale alle popolazioni del Donbass. Sappiamo di contare su una grande Famiglia.
Come già in Spagna nel 1936 dove migliaia di Internazionalisti hanno combattuto a fianco della Repubblica di Spagna: NO PASARAN

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English Version: (VIDEO)

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BANDA BASSOTTI STATEMENT

We are addressing this speech to our big Family, to all the timeless Banditos, to the antifascists, to the working class, to all the workers in the world, to the unemployed and to the exploited.
Wherever they are.
In the last few months we have been witnessing a Policy of Silent.
Everywhere in Europe you won’t hear any information about what the fascist government in Kiev is doing in Donbass and in Ukraine. Italian and European press are totally subdued by European Union and United States.
No news on bombing civilians, on persecution of Russians, communists and anybody who appears to be a partisan of the popular Militia; not a word on the fact that the “European” Ukraine is the biggest Workshop of International neo-nazism.
We are tired of all that and, with Novarossjian popular Militia, we are organising a fund rising antifascist Expedition.
We will bringing our antifascist solidarity to Donbass territory with a concert.
As previously done in 1984 in Nicaragua, in 1994 in Salvador, in 2004 in Palestine we are now ready for another journey.
From 26th until 30th September 2014 we will be in that lands who are resisting Nazis attacks. We will visit Novarossija. Our programme is to set up a concert in Rostov on Don, the city who shelters a huge refugee camp, and one in Novarosija. We still don’t know where this will take place due to the bombings, but we will do our best. We are asking all antifascist an economic support to sustain travel expenses and to bring supplies to the Donbass population.
We know we can count on the support of our big Family.
As it happened in Spain in 1936 where thousands of Internationalists fought side by side with the Republic of Spain: NO PASARAN!

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Spanish Version: (VIDEO)

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COMUNICADO DE BANDA BASSOTTI

Este comunicado va dirigido a nuestra gran Familia, a todos los “Banditi senza Tempo”, a los Antifascistas, a la Clase Obrera, a los trabajadores, a los parados y a los explotados de donde quieran que sean.
Hace mucho tiempo que asistimos a una politica de silencio. En ninguna parte de Europa se esta informando sobre lo que el gobierno nazista de Kiev esta llevando a cabo en Donbass y en toda Ukrania. La prensa italiana y europea está completamente al servicio de la Unión Europea y de la politica de los EEUU. Ninguna noticia sobre los bombardeos sobre la poblacion civil, ni sobre la persecucion de rusos, de comunistas ni de cualquiera que pueda parecerse a un Partisano de la milicia Popular; ningun comentario sobre el hecho de que la Ukrania “europea” se haya convertido en el mayor laboratorio para el neonazismo internacional.
Cansados de todo esto y de acuerdo con las Milicias Populares de la Novarossija, estamos organizando una caravana antifascista con la recogida de fondos para llevar a las tierras de Donbass nuestra solidaridad antifascista en forma de concierto.
Como ya lo hicieramos en Nicaragua en 1984, en el Salvador en 1994, en Palestina en 2004, estamos preparados para este nuevo destino. Del 26 al 30 del proximo septiembre estaremos en las tierras que resisten el ataque nazista visitando Novarossija. En nuestro programa esta previstos un concierto en Rostov on Don, ciudad que acoge un inmenso campo de refugiados, y un concierto en Novarossija. No podemos concretar aun dónde será, debido a los continuos bombardeos, pero haremos lo posible. Solicitamos a todos los atifascistas una donacion economica para el desplazamiento y en envio de material a la poblacion de Donbass. Sabemos que contamos con una gran Familia.
Como ya sucediera en Espana en 1936 donde millares de internacionalistas estubieron combatiendo junto al bando repubblicano NO PASARAN!

Euskera Version:

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BASSOTTI BANDAREN MEZUA

Denbora gehiegi daramagu isiltasun politika batean murgilduta. Europako toki oro isiltasuna da nagusi, Kiev-eko gobernu nazistak Donbass eta Ukrania osoan daraman politika ezkutatuz. Italia eta Europa osoko prentsa guztia Europear Batasun eta Estatu Batuen politikaren serbitzari ditugu. Inolako berririk populazio zibilaren aurka gauzatutako bonbardaketei buruz, errusiarren kontrako zapalkuntzei buruz edo eta Herri Miliziaren Partisano antza duen edozeinen aurka egindakoei buruz. Hitz bakar bat ere ez nazioarteko Neonazismoaren mintegi bihurtzen ari de “europer” Ukraniari buruz.
Honetaz ahiturik eta Novarossijako Herri Gudaritzarekin bat eginaz, karabana antifaxista bat eratzen ari gara. Jasotako dirulaguntza Donbasseko lurraldeetara eraman nahi dugu gure helkartasun antifaxista kontzertu moduan adieraziaz.
1984ean Nikaraguan, 1994ean El Salbadorren eta 2004en Palestinan bezala, prest gaude halabehar honi aurre egiteko. Datorren Iraileko 26a-30a bitartean eraso faxistari aurre egiten ari den Novarossija lurretan izango gara. Gure egitarauan, bi ekitaldi: lehena, errefuxiatuen landa erraldoi bihurtu den Rostov on Don hirian emango den kontzertua; bigarrena,Narossijan izango dena. Oraingoz tokiak zehazteke daude, etengabeko bonbardaketek eragotzita.
Antifaxista guztiei diru laguntza ezkertuko genieke desplazamendu eta Donbass-eko bizilagunei eramango materialen kostuari aurre eginteko.
Jakin, badakigu zein zabala den inguruan dugun Familia.
1936ean Espainian gertatu bezala, non milaka internazionalistek Errepublikaren alde burrukatu ziren, EZ DUTE AURRE EGINGO!

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Russian Version: (VIDEO)

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Обращение музыкальной группы “Banda Bassotti”.

Мы обращаемся к нашей большой Семье, к нашим Коллегам, к рабочиму классу, к трудящимся, к безработным и к эксплуатируему классу. Везде, где они есть.
Уже много месяцев как мы наблюдаем политику молчания. По всей Европе не просачиваются новости о том, что делает нацистское правительство Киева в Донбассе и во всей Украине. Итальянская и европейская пресса полностью подвластны Европейскому Союзу и политике Соединенных Штатов Америки. Вомбёжки мирных жителей, преследованиe русских, коммунистов и любого, кто может показаться сторонником Народного ополчения…
Уставшие от всего этого и, в полном согласии с Народным Ополчением Новороссии, мы организуем Антифашистский Караван со сбором средств, неся на земли Донбасса нашу антифашистскую солидарность и благотворительный концерт. Как уже мы сделали это в Никарагуа в 1984 году, в Сальвадоре в 1994 году и в Палестине в 2004 году, мы готовы к этой поездке. С 26 по 30 сентября 2014 года мы будем на землях, которые сопротивляются атаке фашистов, посетим Новороссию. Наша программа включает в себя концерт в Ростове на Дону, в городе, который является домом для огромного лагеря беженцев и концерт в Новороссии. Мы не можем сказать где, это, с учетом бомбардировки невозможно, но мы сделаем всё возможное для его реализации. Просим всех антифашистов поддержать экономически нашу поездку и для передачи необходимого материалa людям Донбасса. Мы знаем, что можем рассчитывать на большую Семью.
Как и в Испании в 1936 году, где тысячи интернационалистов, воевавали вместе в поддержку Испанской Респуплики: NO PASARAN!!

Per Info:
Facebook: https://www.facebook.com/bandabassottiband
Twitter: https://www.twitter.com/banda_bassotti
Email: bassottixdonbass@gmail.com

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Il sindacato della licenza di uccidere

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Ci sembra il caso di riportare unicamente il testo dell’Ansa, senza i commenti che ognuno di voi saprà fare con altrettanta indignazione.

Circa cinque minuti di applausi e delegati in piedi alla sessione pomeridiana del Congresso nazionale del Sap, il sindacato autonomo di Polizia, per tre dei quattro agenti condannati in via definitiva per la morte del 18enne Federico Aldrovandi durante un controllo il 25 settembre del 2005 a Ferrara: Paolo Forlani, Luca Pollastri e Enzo Pontani.

I tre agenti presenti al congresso del Sap, sono stati condannati dalla Corte di Cassazione il 21 giugno del 2012 per eccesso colposo in omicidio colposo a tre anni e sei mesi, tre anni dei quali coperti dall’indulto. Oltre ai tre poliziotti presenti al congresso riminese, nel caso Aldrovandi era coinvolta anche un’altra poliziotta, Monica Segatto. I quattro hanno trascorso alcuni mesi in carcere.

“Mi si rivolta lo stomaco. E’ terrificante”, reagisce Patrizia Moretti, madre di Federico. “Cosa significa? Che si sostiene chi uccide un ragazzo in strada? Chi ammazza i nostri figli? E’ estremamente pericoloso”.

Il capo della polizia Alessandro Pansa aveva da poco lasciato la sala dopo aver parlato delle “nuove regole d’ingaggio” in ordine pubblico che si rendono necessarie dopo gli abusi documentati in occasione degli incidenti dello scorso 12 aprile a Roma.

La lotta di classe non si arresta! Liberi tutti!

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Partiamo dalla fine, dalla risposta collettiva e di piazza. Ieri oltre 5mila persone hanno sfilato nel centro di Roma per ribadire la vicinanza e la solidarietà ai 17 compagni sottoposti, con diversa intensità, a misure restrittive delle proprie libertà per i fatti dello scorso 31 ottobre quando, a seguito dell’onda lunga nata dopo il 19 ottobre e in occasione della conferenza Stato-Regioni che discuteva le politiche abitative di questo Paese, diverse migliaia di persone presero parola con determinazione sfidando il blocco delle forze dell’ordine in via del Tritone. Il corteo di ieri ha deciso di toccare nuovamente i punti simbolo di quell’ottobre non poi così lontano: partenza da Porta Pia, passaggio a via del Tritone e poi dritti fino alla Prefettura. La riposta, dicevamo, è stata immediata. E non solo romana. In molte città italiane già dal pomeriggio di ieri ci sono stati presidi e cortei di solidarietà; un segno di unità e solidale militanza che lascia ben sperare per le nuove sfide che ci porrà di fronte la prossima primavera. Non si possono tuttavia ignorare alcuni fatti sui quali, dal nostro punto di vista, è bene riflettere avendo chiare quali sono le partite che si giocheranno (in Italia e in Europa) nell’immediato futuro.

La regia, la puntualità, la deterrenza.
Gli arresti comminati ieri a Roma sono solo una parte di una più vasta operazione di polizia messa in piedi sul piano nazionale. Nelle stesse ore in cui la Digos di Roma bussava alle porte dei compagni, a Napoli ed Acerra veniva messa in atto una farsa ai limiti del grottesco. 25 misure cautelari sono state emesse ai danni di esponenti del movimento Precari Bros, per fatti accaduti in diverse manifestazioni che vanno dal 2010 ad oggi, ultima (ma non per importanza) delle quali l’occupazione simbolica della sede nazionale del PD. L’accusa che pesa sul capo di questi compagni è di associazione per delinquere, finalizzata alla commissione di delitti contro l’incolumità pubblica, l’ordine pubblico e la pubblica amministrazione. In particolare viene loro contestata “l’estorsione di lavoro”, in riferimento all’azione alla sede del PD e al Ministero del Lavoro. Nelle ore in cui il balletto tra Letta e Renzi svuota ulteriormente di significato ogni ipotesi elettoralista in un paese che si fa dettare la linea da Bruxelles, i movimenti che rispondono con le lotte quotidiane per la riconquista e la difesa di diritti sociali e politici vengono perseguiti e criminalizzati come associazioni delinquenti, oscurando di fatto le ragioni della protesta e del dissenso. La regia PD, nonostante il cambio di guardia che verrà definito in queste prossime ore, prosegue saldamente nel tentativo di sradicare – tramite la repressione d’apparato – le opzioni di lotta che si schierano (non solo a parole) fuori dal piano di compatibilità proposto. Le operazioni di ieri fanno dunque il paio con le sanzioni contro il Movimento No Tav (sempre nelle agende della magistratura) e con gli 11 obblighi di firma comminati ai militanti di Giugliano impegnati nella lotta contro l’inceneritore. Allo stesso tempo, però, è possibile leggere queste misure come un segnale che la controparte ha lanciato in vista delle prossime scadenze di movimento. A partire da domani, quando a Roma ci sarà un importante corteo per ribadire la volontà di chiudere i CIE; in vista del prossimo 22 febbraio, quando sull’intero territorio nazionale è prevista una giornata di mobilitazione lanciata dalla Val Susa e raccolta in ogni città d’Italia da “tutte quelle realtà che resistono e si battono contro lo spreco delle risorse pubbliche, contro la devastazione del territorio, per il diritto alla casa, per un lavoro dignitoso, sicuro e adeguatamente remunerato”. Un segnale emesso a mo’ di deterrente, per impaurire, per mostrare che il braccio meccanico della repressione è sempre ben oliato. Un segnale, inoltre, che prova a sgonfiare l’attesa sia per il prossimo 15 marzo, quando ci sarà il corteo nazionale contro le politiche repressive , sia per il prossimo 12 aprile, quando si dovrà provare a costruire una grande giornata di lotta contro l’Unione Europea, la controparte irriformabile che va combattuta in una dimensione sociale e politica che sia capace di travalicare i confini nazionali.

Ai 17 compagni romani e ai/alle 25 compagni/e di Napoli ribadiamo la nostra solidarietà, la nostra vicinanza, la nostra complicità nelle lotte.

LIBERARE TUTTI VUOL DIRE LOTTARE ANCORA!

Rete Nazionale Noi Saremo Tutto

#Via la divisa

fedeandro

Manifestazione Nazionale
Ferrara, 15 febbraio 2014
“Fin da bambino e da adolescente la violenza fisica mi ha sempre turbato; addirittura con una scena forte ma di finzione nei film alla tv, capitava che cambiassi canale. Provavo un senso di fastidio sapendo che erano cose che potevano succedere davvero. Non riuscivo a concepire il perché una persona arrivasse ad usare le sue mani, i suoi piedi, la sua ferocia per fare del male a un’altro essere vivente. Mi dicevo: “che senso ha?” Oggi io penso che chi usa la forza in maniera consapevole e provocando dolore senza pentirsene è una persona deviata e non si merita comprensione da nessuno. Mio fratello è morto a pugni, calci e manganellate per mano di 4 violenti in divisa non pentiti. Tali responsabili riprendono il loro lavoro dopo una condanna di omicidio. La domanda è sempre la stessa: che senso ha?”
Questo scriveva Stefano Aldrovandi qualche giorno fa.
Con questo spirito torniamo in piazza.
– per chiedere la destituzione dei 4 poliziotti condannati (per omicidio colposo) per la morte di Federico Aldrovandi;
– per chiedere l’introduzione del numero identificativo – per gli appartenenti delle forze dell’ordne;
– per chiedere l’introduzione del reato di tortura.
CORTEO
Ferrara, 15 febbraio 2014
ore 14 – concentramento via ippodromo
ore 15 – partenza
Percorso: via ippodromo-via bologna-via kennedy-piazza travaglio-porta reno-corso martiri-largo castello-ercole d’este-prefettura
Promuove l’Associazione “Federico Aldrovandi”
Scarica il volantino in formato pdf: volantinomanifestazione.pdf.

Come arrivare.

Per chi arriva in treno.

Dal piazzale della Stazione di Ferrara autobus 4c (circolare, direzione “stazione“) e dal piazzale opposto la Stazione autobus 11 (a/b direzione “Chiesuol del Fosso/Ospedale San Giorgio”) con fermata in Via Bologna Ippodromo (biglietti acquistabili nel punto Tper in Stazione, all’edicola della Stazione, o a bordo con leggero sovrapprezzo). A piedi circa 30/45 minuti.

Per il ritorno da Ercole d’Este a piedi via Corso Biagio Rossetti/Corso Porta Po in circa 20 minuti, oppure autobus 3c (circolare direzione “Stazione“) da Corso Porta Mare e autobus 9 (direzione “Stazione”) e 11 (a/b direzione “Santa Maria Maddalena/Via Vallelunga”) da Viale Cavour.

Per chi arriva in auto.

Dall’uscita Ferrara SUD consigliamo il parcheggio presso il parcheggio gratuito EX MOF ovvero nel parcheggio a pagamento Centro Storico (euro 0,80 l’ora; massimo euro 3,20) ambedue con ingresso in via Darsena e segnalati dalla cartellonistica su Via Bologna. Dai parcheggi Ex MOF/Centro Storico a Via Ippodromo a piedi in circa 20/10 minuti. Da ex MOF autobus 8 (direzione Rivana) da Via Ripagrande Piangipane e fermata in via Goretti Ippodromo (attraversando l’ippodromo dall’interno) o via Del Campo Poletti.
Ritorno da Ercole d’Este a piedi in circa 25/15 minuti, autobus 3c da Corso Biagio Rossetti sino a Piazzale Kennedy.

Dall’uscita Ferrara NORD consigliamo il parcheggio a pagamento Diamanti (per un’ora euro 0,50; tutto il giorno euro 2,00) a pochi passi da Via Ercole d’Este e comodo per il rientro. In alternativa i parcheggi Ex MOF e Centro Storico (vedi sopra). Dal parcheggio Diamanti linea 3c (biglietti disponibili anche a bordo) da Corso Biagio Rossetti direzione “Stazione”, fermata in Via Bologna Ippodromo.
Ritorno da Ercole d’Este a piedi in 5 minuti.

Mappa mezzi pubblici Tper: http://www.tper.it/sites/tper.it/files/SETT_2010_MappalineeFE_web_0.pdf
Info su linee mezzi pubblici e orari: http://www.tper.it/orari/linee

Info in tempo reale sulla disponibilità di posti nei parcheggi: http://www.ferraratua.com/it/

EX-LSU SCUOLA: 13 E 14 FEBBRAIO SCIOPERO NAZIONALE

usb

L’USB proclama il 13 e 14 febbraio lo sciopero nazionale degli ex-LSU ATA della Scuola con mobilitazioni in tutte le regioni.

“Urgono provvedimenti coraggiosi da parte del Governo nazionale, che impediscano una volta per tutte il vergognoso gioco in atto sulla pelle di oltre 11.000 ex-Lsu e che mettano in campo una vera stabilizzazione per questi lavoratori”, avverte Carmela Bonvino, dell’Esecutivo Nazionale USB Lavoro Privato”.

Prosegue la dirigente sindacale: “Per quando finiranno le risorse straordinarie e aggiuntive stanziate dalla finanziaria per i mesi di gennaio e febbraio, le nuove aziende aggiudicatarie della Gara Consip hanno già messo in conto forti riduzioni orarie e part-time anche verticale, con fermo luglio e agosto senza retribuzione, e un indiscriminato aumento dei carichi di lavoro. Purtroppo lo stanno già subendo i lavoratori della Puglia o del Veneto e di recente anche quelli di Frosinone e Latina. Se il Governo non interviene cambiando passo, a fine mese stessa sorte toccherà a tutti i lavoratori di Lazio, Sardegna, Molise, Abruzzo, Marche, Umbria e a seguire a quelli di Calabria, Campania e Sicilia”.

Sottolinea Bonvino: “L’aggiudicazione della gran parte dei lotti della nuova gara Consip e il passaggio doloroso dei lavoratori alle nuove aziende nelle poche regioni apripista sta mettendo a nudo il bluff dell’esternalizzazione, della gara Consip e del sistema avallato e sostenuto in questi anni dai sindacati complici”.

“Bisogna farla finita con le logiche di sfruttamento dei lavoratori e garantire lavoro, dignità e reddito agli ex-LSU e qualità del servizio di pulizia nelle scuole. Con lo sciopero e la mobilitazione nazionale l’USB rivendica provvedimenti seri e urgenti, che evitino un disastro imminente mettendo finalmente al centro delle decisioni la difesa del lavoro, del salario e della qualità del servizio con l’assunzione diretta degli Ata”, conclude Bonvino.

Roma, 12 febbraio 2014