Assalto al Charlie Hebdo

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PARIGI – Cinque minuti di terrore, 12 vittime e 8 feriti, di cui 5 gravissimi. Sono queste le cifre dell’attacco messo a segno oggi da tre uomini contro la sede del settimanale satirico Charlie Hebdo, a Parigi. Killer incappucciati e armati hanno fatto irruzione nella sede del giornale aprendo il fuoco con dei kalashnikov. Tra le persone che hanno perso la vita, 8 giornalisti, due agenti assegnati alla protezione del direttore, un ospite che era stato invitato alla riunione di redazione e il portiere dello stabile. Fra loro il direttore del settimanale, Stephan Charbonnier, detto Charb, e i tre più importanti vignettisti: Cabu, Tignous e Georges Wolinski, molto famoso anche in Italia. Nell’attentato è rimasto ucciso anche l’economista Bernard Maris, azionista della testata parigina e collaboratore di France Inter. Si tratta di un gravissimo “attacco alla libertà di stampa”, il più grave della storia del periodico, più volte finito sotto tiro per i contenuti pubblicati. Sulla copertina di Charlie Hebdo oggi campeggia una foto dello scrittore Michel Houellebecq, al centro di polemiche per il romanzo in uscita oggi “Sottomissione“, che racconta l’arrivo al potere in Francia di un presidente islamico e nel numero odierno è pubblicata una recensione molto positiva dell’editorialista Maris.  Lo scrittore Michel Houellebecq, dopo l’attacco, è stato posto sotto protezione della polizia e i locali della casa editrice Flammarion, che hanno pubblicato il suo ultimo romanzo, sono stati evacuati per motivi di sicurezza.

bilancio dell’attentato è stato confermato dalla Prefettura di Parigi. Quindici minuti prima dell’attacco, il settimanale satirico aveva pubblicato sul profilo Twitter una vignetta su Abu Bakr al-Baghdadi, leader dello Stato islamico (Is). Gli assalitori, stando al racconto di alcuni testimoni, hanno aperto il fuoco gridando: “Vendicheremo il Profeta” e “Allah u Akbar” (Allah è grande)

 

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Dopo l’attacco nella redazione di Charlie Hebdo, gli assalitori in fuga inseguono e poi uccidono un agente sul marciapiede.

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Deciso l’immediato aumento del livello di allerta attentati terroristici in tutta l’Ile-de-France. Polizia e gendarmi sono stati schierati davanti a scuole, edifici pubblici e redazioni di giornali. Subito dopo l’attentato sono arrivate da ogni parte manifestazioni di cordoglio.

Massima allerta in Italia. Sale il livello di allerta a Roma dopo l’assalto a Parigi. Sono stati potenziati i servizi di vigilanza agli obiettivi sensibili nella capitale e c’è una “particolare attenzione” verso le redazioni giornalistiche. Ma l’attenzione cresce in tutto il Paese: il ministro dell’Interno, Angelino Alfano, ha convocato il Comitato di Analisi Strategica Antiterrorismo, presso il Dipartimento di Pubblica Sicurezza. Il Comitato, composto da tutti gli esperti di antiterrorismo delle Forze dell’Ordine e dell’Intelligence, deve esaminare con grande attenzione la minaccia terroristica. E in serata a Porta a Porta ha detto:
“Il livello di allerta è elevatissimo benchè non ci siano tracce concrete di segnali specifici di organizzazioni di eventuali attentati in Italia”.

Assalitori in fuga. Il ministero dell’Interno ha confermato che gli attentatori sono tre: dopo l’attacco sono fuggiti, aggredendo un automobilista e impossessandosi della sua auto. Posti di blocco sono organizzati in tutta Parigi. Durante la fuga, i killer hanno investito un pedone a porte de Pantin, nel 19esimo arrondissement nella zona nord di Parigi. L’auto è stata ritrovata poco dopo per strada, a Rue de Meaux. I tre pare abbiano continuato la fuga con un’altra auto. Al momento, è in corso la caccia all’uomo, a cui partecipano anche unità speciali delle forze di sicurezza.

 

” TerrorISmo ”

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                                              Terrorismo. Inanzitutto diamone una definizione. 
” Metodo e strumento di lotta politica – volto a sovvertire e destabilizzare una struttura di potere, ma anche a restaurarla o stabilizzarla – che, per imporsi, fa uso di atti di estrema violenza, come attentati e sabotaggi, anche nei confronti di persone innocenti.”Compiere attentati contro civili, in modo da creare un clima di paura, e poi imputarli ai propri avversari politici per screditarli è una vecchia ricetta dei servizi segreti nostrani e anglosassoni  Questa tecnica di destabilizzazione, adattata alla globalizzazione, è sempre attuale.
Nel 2007 cinquanta esperti provenienti da una dozzina di paesi si sono riuniti a Parigi per studiare la similitudine tra la “strategia della tensione”, iniziata durante la Guerra Fredda, e  la “guerra contro il terrorismo”, scattata sulla scia degli attentati dell’11 settembre 2001.
Film documentario con prove indiscutibili sull’inganno globale 11 settembre   

N.A.T.O. : da Gladio ai voli segreti della CIA         

Dalla “strategia della tensione” alla “guerra contro  il terrorismo”. Una semplice carrellata storica è sufficiente a  convincersi della continuità, se non della corrispondenza, di queste due  operazioni, non fosse altro per i suoi mandanti e i luoghi di  applicazione. E a porre la questione della “riattivazione” della rete  “stay-behind” in Europa occidentale.Creata dopo la seconda guerra mondiale, lo stay-behind  (letteralmente: gli uomini lasciati sul territorio dietro la linea del  fronte) doveva costituire in anticipo una rete di resistenza in caso  d’invasione sovietica in Europa occidentale. Indirettamente frutto degli  accordi di Yalta e di Postdam, questa rete era diretta dalla CIA  statunitense e dal MI6 britannico per essere installata in tutta l’Europa occidentale (ossia nella zona d’influenza anglosassone). Essa fu ben presto incorporata nella NATO focus400-38-682dd

Ciononostante, essa non tardò a oltrepassare la sua missione  originale per prevenire qualsiasi influenza comunista nelle democrazie  occidentali. Si specializzò allora nel truccare le elezioni, negli  assassini politici e negli attentati .Ciò è avvenuto principalmente in Italia, dove lo stragismo infiamma gli animi : piazza Fontana, piazza della Loggia, l’ Italicus, l’attentato alla stazione di Bologna nel maggio 1980 .
Lungi dall’arrestarsi alla frontiera italiana, l’azione dello  stay-behind si è estesa a tutti gli stati membri della NATO, compresa la  Francia ( con l’eccezione, ovviamente, degli Stati Uniti, del Canada e  del Regno Unito) 
Molto spesso all’insaputa dei governi degli stati in cui operava.
Ufficialmente disciolta dopo il crollo dell’Unione sovietica, la rete  stay-behind, la cui esistenza sotto il nome di “Gladio” è stata  rivelata solo nel 1990 dal primo ministro italiano Giulio Andreotti , continua oggi la sua attività estendendola a nuovi stati in misura  dell’ampliamento della NATO. Se alcune nazioni, come l’Italia ed il Belgio, hanno condotto alcune inchieste e, in questo ultimo caso, è  previsto un controllo parlamentare al fine di evitare che situazioni del  genere possano ripetersi, nella maggior parte degli stati europei  queste rivelazioni sono passate sotto silenzio. Senza prendere alcuna misura significativa per contrastare questa  organizzazione criminale. Analogamente, sono rimaste nel loro stato di  torpore all’annuncio della scoperta delle prigioni segrete della CIA nel  2005.
     La “strategia della tensione” si è trasformata in “lotta contro il terrorismo”?   
Tale è il punto di vista dello storico svizzero Daniele Ganser,  autore de “L’esercito segreto della NATO” il quale ha condotto  un’inchiesta attraverso l’Europa intera per riannodare i fili di Gladio e  scrivere questa opera unica su questo soggetto. Uno specialista per il quale la “guerra contro il terrorismo” è oggi un  analogo strumento di manipolazione dei popoli occidentali, nel senso  che essa indica dei nuovi falsi responsabili di atti terroristici – i  musulmani – non più per contrastare la “minaccia sovietica” ma per  giustificare la guerra per le risorse condotta dagli Stati Uniti.
Questo punto di vista è stato accreditato dall’ex colonnello  dell’esercito degli Stati Uniti, Oswald Le Winter, che è stato per più  di un decennio il n. 2 della CIA in Europa e il co-presidente del  Comitato clandestino della NATO .  
Egli ha confermato che il suo servizio aveva infiltrato gruppi di estrema sinistra europei e contemporaneamente aveva  reclutato mercenari anti-comunisti di estrema destra; infine,  aveva organizzato  diversi attentati facendoli eseguire dall’estrema destra, ma attribuiti  all’estrema sinistra o da essa rivendicati.
Egli ha altresì dichiarato che la NATO aveva dato ordine di  assassinare il generale francese René Audran, direttore degli Affari  Internazionali del Ministero della Difesa (ossia incaricato di  esportazione di armi), quando fu scoperto che era la fonte delle  informazioni divulgate qualche anno prima dal giornalista italiano Mino  Pecorelli, ’omicidio attribuito ad Action Directe di cui cinque membri furono condannati all’ergastolo gladiob
Proseguendo con la sua tesi, il colonnello LeWinter ha affermato di  aver partecipato, nell’ambito della CIA affiancata dal MI6, alla creazione di Al Qaeda sul modello di Gladio. Sarebbero stati infiltrati alcuni gruppi islamici; dei mercenari sarebbero stati reclutati in altri  ambienti musulmani; e delle operazioni finanziate dai servizi segreti anglosassoni sarebbe state attribuite ai primi ancorché eseguite dai  secondi. Tuttavia, a differenza dei gruppi europei degli anni ’70 e ’80, tutti i gruppi islamici di facciata sarebbero stati riuniti sotto  l’unica etichetta di Al Qaeda. 
Il colonnello LeWinter ha affermato di aver avuto un ultimo contatto  con Osama Bin Laden nel 2003; un episodio che all’epoca aveva avuto eco  nella stampa portoghese.
Lo storico statunitense Webster G. Tarpley, che ha partecipato  telefonicamente da Washington alla riunione, è tornato sull’assassinio del primo ministro italiano Aldo Moro.Tarpley, che all’epoca  viveva a Roma, era stato il primo a rivelare i dettagli del complotto  atlantico che mirava ad impedire la creazione di un governo di unità  nazionale con l’inclusione dei comunisti. Egli ha osservato che le  inchieste successive hanno confermato i suoi lavori, con l’eccezione  dell’individuazione di una società segreta che egli aveva per errore  ricondotta all’Ordine di Malta, laddove si trattava del Grande Oriente  d’Italia (la famosa loggia Propaganda Due detta “P2”, scoperta in  seguito)
Per l’italiano Giulietto Chiesa, ex parlamentare europeo, filosofo e giornalista, la situazione è oggi molto più grave di quello che fosse  durante la Guerra Fredda. In effetti, se nel contesto dello scontro  ideologico tra gli anglo-americani e l’URSS gli uomini di stay-behind  potevano credere di violare le regole democratiche per proteggere le  democrazie, essi oggi non possono che servire gli interessi  anglo-americani ai danni dei loro alleati.
Il 5 ottobre 2001, meno di un mese dopo gli attentati a NewYork e  Washington, gli Stati Uniti e il Regno Unito hanno informato il  Consiglio atlantico della riattivazione di stay-behind contro il “nemico  terrorista” . Essi hanno reclamato la collaborazione degli stati membri  in virtù della mutua assistenza prevista dall’art. 5 della Carta della  NATO in caso di attacco ad un alleato. In seguito, hanno concordato  con l’Unione europea la libertà d’azione di cui avevano bisogno .Infine, hanno negoziato bilateralmente le riforme legislative che  permettessero agli agenti della CIA e del MI6 di agire clandestinamente  in ciascuno degli stati membri.
Adesso, la NATO non è più un’alleanza militare tra uguali, ma  unicamente il luogo d’esecuzione delle decisioni di Washington. Così, recentemente, gli Stati Uniti hanno potuto negoziare con la Polonia e la  Repubblica Ceca l’installazione del loro nuovo sistema missilistico  senza neppure informare il Consiglio atlantico, che ne ha dibattuto a  giochi fatti.
Adesso, la NATO non è più un’alleanza militare tra uguali, ma  unicamente il luogo d’esecuzione delle decisioni di Washington. Così, recentemente, gli Stati Uniti hanno potuto negoziare con la Polonia e la  Repubblica Ceca l’installazione del loro nuovo sistema missilistico  senza neppure informare il Consiglio atlantico, che ne ha dibattuto a  giochi fatti.
 
Gli Stati Uniti, primi finanziatori mondiali del terrorismo      
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Dopo la guerra in Afghanistan contro i sovietici, molti autori hanno  messo in evidenza il ruolo degli Stati Uniti come finanziatori del  terrorismo internazionale. Tuttavia, fino ad ora si trattava solo di  azioni segrete, di cui finora Washington non si era assunta la  paternità. Un passo decisivo è stato compiuto con la Siria: il Congresso  ha approvato il finanziamento e l’armamento di due organizzazioni  rappresentative di Al-Qa’ida. 
 ( In violazione delle risoluzioni 1267 e 1373 del Consiglio di  sicurezza,  Il Congresso degli Stati Uniti ha votato il finanziamento e  l’armamento  del Fronte al-Nusra e dell’Emirato islamico dell’Iraq e del  Levante,  due importanti organizzazioni di Al-Qa’ida e classificate come   “terroriste” dalle Nazioni Unite. Questa decisione sarà valida fino al   30 settembre 2014.)
Ciò che era in precedenza il segreto di Pulcinella ora è diventato la politica ufficiale del “Paese della  libertà”: il terrorismo.
 
La prima settimana della Conferenza di Pace di Ginevra 2 è stata piuttosto movimentata. Purtroppo, l’opinione pubblica occidentale non è stata propriamente informata, vittima delle continue censure che la opprimono.
Questo è davvero il paradosso principale di questa guerra: le immagini sono esattamente il contrario della realtà. Secondo i media  internazionali, il conflitto oppone, da un lato, degli Stati raccoltisi intorno a Washington,e Riyadh, intenti a difendere la democrazia e condurre la lotta mondiale contro il terrorismo, dall’altra la Siria e i suoi alleati russi, che risultano impediti a forza di essere diffamati  come dittature che manipolano il terrorismo.
Se tutti sono ben consapevoli del fatto che l’Arabia Saudita non è  una democrazia, bensì una monarchia assoluta, laddove la tirannia di una famiglia e di una setta controlla un intero popolo, gli Stati Uniti  godono dell’immagine di un democrazia e meglio ancora di “Paese della  libertà”.
Tuttavia, l’informazione principale della settimana è stata censurata  in tutti gli stati membri della NATO: il Congresso degli Stati Uniti si  è riunito segretamente per votare il finanziamento e l’armamento dei  “ribelli in Siria” fino al 30 settembre 2014. Sì, avete letto bene. Il  Congresso tiene incontri segreti che la stampa non può menzionare. Ecco  perché la notizia,originariamente pubblicata dall’agenzia di stampa  britannica Reuters , è stata scrupolosamente ignorata dalla stampa e dai media negli Stati Uniti e dalla maggior parte dei media in Europa occidentale e nel Golfo. Solo gli abitanti del “resto del mondo” avevano il diritto di conoscere  la verità.
La libertà di espressione e il diritto dei cittadini all’informazione  sono ancora i presupposti per la democrazia. Sono meglio rispettati in Siria e Russia che in Occidente.
Poiché nessuno ha letto la legge approvata dal Congresso, non si sa  che cosa essa stabilisca esattamente. Tuttavia, è chiaro che i “ribelli ” in questione non mirano a rovesciare il governo siriano – ci hanno  rinunciato – ma piuttosto a “insanguinarlo”. Ecco perché non si comportano come soldati, ma come terroristi. Sì, di nuovo, avete letto  bene: gli Stati Uniti, presunte vittime di Al-Qa’ida in data 11  Settembre 2001, e poi leader della “guerra globale al terrorismo”,  finanziano il principale focolaio terroristico internazionale in cui  agiscono due organizzazioni ufficialmente subordinate ad Al-Qa’ida (Al-  Nusra e l’Emirato Islamico dell’Iraq e del Levante). Non si tratta più  di una manovra oscura dei servizi segreti, ma piuttosto di una legge,  pienamente assunta, ancorché approvata a porte chiuse per non  contraddire la propaganda.
D’altra parte, ci si chiede in che modo la stampa occidentale – che  da 13 anni imputa ad Al-Qa’ida di essere l’autore degli attentati  dell’11 settembre ignorando la destituzione del presidente George W.  Bush in quel giorno da parte dei militari – potrebbe mai spiegare  all’opinione pubblica la sua decisione. Infatti, la procedura  statunitense di “Continuità di Governo” (CoG) è protetta anch’essa dalla  censura. È anche per questo che, gli occidentali non hanno mai saputo  che, nel corso di quell’11 settembre, il potere era stato trasferito dai  civili ai militari, dalle 10 del mattino fino a sera, e durante tutto  quel giorno gli Stati Uniti erano governati da un’autorità segreta, in  violazione delle loro leggi e della loro costituzione.
Durante la Guerra Fredda, la CIA finanziava lo scrittore George  Orwell affinché immaginasse la dittatura del futuro. Washington ha  creduto così di svegliare le coscienze di fronte alla minaccia  sovietica. 
Ma in realtà, l’URSS non ha mai assomigliato all’incubo di  “1984”, intanto  gli Stati Uniti ne sono diventati l’incarnazione.
Il discorso annuale di Barack Obama sullo stato dell’Unione si è  trasformato in un eccezionale esercizio di menzogne. Davanti ai 538  membri del Congresso che sin dall’inizio lo applaudivano, il presidente  ha dichiarato : “Una cosa non cambierà: la nostra determinazione a non  permettere ai terroristi di lanciare altri attacchi contro il nostro  paese. E ancora: “In Siria, sosterremo l’opposizione che respinge il  programma delle reti terroristiche”.
Eppure, quando la delegazione siriana a Ginevra 2 ha sottoposto – a  quella che s’intendeva rappresentare come la sua “opposizione” – una  mozione, esclusivamente basata sulle risoluzioni 1267 e 1373 del  Consiglio di sicurezza, a condanna del terrorismo, questa è stata  respinta senza causare alcuna protesta da parte di Washington. E per una  buona ragione: il terrorismo sono gli Stati Uniti, e la delegazione  “dell’opposizione” riceve i suoi ordini direttamente dall’ambasciatore  Robert S. Ford, presente in loco.
Robert S. Ford, l’ex assistente di John Negroponte in Iraq. Nei primi  anni ’80, Negroponte, aveva contrastato la rivoluzione nicaraguense  arruolando migliaia di mercenari e alcuni collaboratori locali,  costituendo i cosiddetti “Contras”. La Corte internazionale di  giustizia, vale a dire il tribunale interno delle Nazioni Unite, ha  condannato Washington per questa ingerenza che non osava pronunciare il  proprio nome. Poi, negli anni duemila, Negroponte e Ford riproposero lo  stesso scenario in Iraq. Questa volta però l’intento era di annientare  la resistenza nazionalista facendola combattere da Al Qa’ida.
Mentre i siriani e la delegazione dell’«opposizione» discutevano a  Ginevra, a Washington il presidente, applaudito meccanicamente dal  Congresso, ha continuato il suo esercizio di ipocrisia: “Noi lottiamo  contro il terrorismo non grazie all’intelligence e alle operazioni  militari, ma anche rimanendo fedeli agli ideali della nostra  Costituzione e restando un esempio per il mondo intero(… ). E  continueremo a lavorare con la comunità internazionale per dare al  popolo siriano il futuro che merita: un futuro senza dittatura, senza  terrore e senza paura. “
La guerra condotta dalla NATO e il CCG in Siria ha già causato più di  130mila morti,secondo i dati del MI6, diffusi dall’Osservatorio siriano  per i diritti umani, dove i carnefici attribuiscono la responsabilità  al popolo che osa contrastarli e al suo presidente, Bashar el-Assad.
Le liste nere dei “nemici del bene”
Voglio chiudere questo breve escursus storico, su come l’uso distorto del termine terrorismo in uso da chi regge le fila del potere e dei media al loro servizio, abbiano infamato, perseguitato, incarcerato, torturato, ucciso uomini e donne di ogni paese che per opporsi al regime non hanno esitato a imbracciare le armi.
Dai nostri Partigiani alle formazioni di estrema sinistra negli anni della strategia della tensione e nel corso delle crisi economiche a :
Emiliano Zapata                          (rivoluzionario messicano)
Nelson  Mandela                           ( MK sud Africa Nobel pace)
Ernesto Guevara                           ( rivoluzione Cubana )
José Alberto “Pepe” Mujica     ( Tupamaros Presidente Uruguay)
Yāsser ʿArafāt                                  (OLP Nobel pace)
Subcomandante Marcos             (Eznl messico)
Manuel Marulanda                         (Farc Colombia) 
Abdullah Öcalan                               (PKK Turchia curdo)
questi sono alcuni nomi di persone comuni di varie zone del mondo e di organizzazzioni che come ho già scritto erano considerate terroristiche mentre il loro contributo per l’emancipazione e le lotte per i diritti umani è stato, è , e sarà sempre fondamentale .
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LINK UTILI :  Gladio B fonte 1

                             GladioB.fonte 2

Storify del collettivo Wuming:

 

70 anni fa la strage nazifascista a Sant’Anna di Stazzema

santannastazzemaln-300x208A Sant’Anna di Stazzema, la mattina del 12 agosto 1944, si consumò uno dei più atroci crimini commessi ai danni delle popolazioni civili nel secondo dopoguerra in Italia.

La furia omicida dei nazi-fascisti si abbattè, improvvisa e implacabile, su tutto e su tutti. Nel giro di poche ore, nei borghi del piccolo paese, alla Vaccareccia, alle Case, al Moco, al Pero, ai Coletti, centinaia e centinaia di corpi rimasero a terra, senza vita, trucidati, bruciati, straziati.

Quel mattino di agosto a Sant’Anna uccisero i nonni, le madri, uccisero i figli e i nipoti. Uccisero i paesani ed uccisero gli sfollati, i tanti saliti, quassù, in cerca di un rifugio dalla guerra. Uccisero Anna, l’ultima nata nel paese di appena 20 giorni, uccisero Evelina, che quel mattino aveva le doglie del parto, uccisero Genny, la giovane madre che, prima di morire, per difendere il suo piccolo Mario, scagliò il suo zoccolo in faccia al nazista che stava per spararle, uccisero il prete Innocenzo, che implorava i soldati nazisti perché risparmiassero la sua gente, uccisero gli otto fratellini Tucci, con la loro mamma. 560 ne uccisero, senza pietà in preda ad una cieca furia omicida. Indifesi, senza responsabilità, senza colpe. E poi il fuoco, a distruggere i corpi, le case, le stalle, gli animali, le masserizie. A Sant’Anna, quel giorno, uccisero l’umanità intera.

La strage di Sant’Anna di Stazzema desta ancora oggi un senso di sgomento e di profonda desolazione civile e morale, poiché rappresenta una delle pagine più brutali della barbarie nazifascista, il cancro che aveva colpito l’Europa e che devastò i valori della democrazia e della tolleranza. Rappresentò un odioso oltraggio compiuto ai danni della dignità umana.

Quel giorno l’uomo decise di negare se stesso, di rinunciare alla difesa ed al rispetto della persona e dei diritti in essa radicati

 

  Ricostruzione  e vicenda processuale

La ricostruzione degli avvenimenti, l’attribuzione delle responsabilità e le motivazioni che hanno originato l’Eccidio sono state possibili grazie al processo svoltosi al Tribunale Militare di La Spezia e conclusosi nel 2005 con la condanna all’ergastolo per dieci ex SS colpevoli del massacro; sentenza confermata in Appello nel 2006 e ratificata in Cassazione nel 2007. Nella prima fase processuale si è svolto, grazie al Pm Marco de Paolis, un imponente lavoro investigativo, cui sono seguite le testimonianze in aula di superstiti, di periti storici e persino di due SS appartenute al battaglione che massacrò centinaia di persone a Sant’Anna.

Fondamentale, nel 1994, anche la scoperta avvenuta a Roma, negli scantinati di Palazzo Cesi, di un armadio chiuso e girato con le ante verso il muro, ribattezzato poi “Armadio della vergogna”, poiché nascondeva da oltre 40 anni documenti che sarebbero risultati fondamentali ai fini di una ricerca della verità storica e giudiziaria sulle stragi nazifasciste in Italia nel secondo dopoguerra.

Precedentemente l’eccidio di S. Anna di Stazzema, nel giugno dello stesso anno, SS Tedesche coadiuvate da reparti della “X MAS”, furono autori del massacro di 68 persone a Forno. Il 19 agosto, varcate le Apuane, le SS si spingevano in comune di Fivizzano in provincia di Massa Carrara, seminando la morte fra le popolazioni inermi dei villaggi di Valla, Bardine e Vinca, nella zona di San Terenzo. Nel giro di cinque giorni uccidevano oltre 340 persone mitragliate, impiccate, addirittura bruciate con i lanciafiamme.

Nella prima metà di settembre, con il massacro di 33 civili a Pioppetti di Montemagno, in Comune di Camaiore in provincia di Lucca, i reparti delle SS portavano avanti la loro opera nella provincia di Massa Carrara. Sul fiume Frigido venivano fucilati 108 detenuti del campo di concentramento di Mezzano (Lucca), a Bergiola i nazisti facevano 72 vittime. Avrebbero continuato la strage con il massacro di Marzabotto.

Nell’estate del 1994 il Procuratore Militare di Roma Antonino Intelisano, mentre cerca documentazione su Erich Priebke e Karl Hass, avvia un procedimento che porterà alla scoperta, in uno scantinato della procura militare di un armadio contenente 695 fascicoli “archiviati provvisoriamente”, riguardanti crimini di guerra commessi da tedeschi e repubblichini. Tra questi viene trovata anche della documentazione relativa al massacro di Sant’Anna, per il quale verrà riaperta l’inchiesta che porterà ad individuare alcuni dei responsabili.

A distanza di quasi sessant’anni, il 20 aprile del 2004, davanti ai giudici del Tribunale Militare di La Spezia è stato celebrato un processo per questo crimine. Poiché tra soldati ed ufficiali gli imputati sarebbero stati centinaia, fu deciso di rinunciare a processare i soldati – esecutori materiali dell’eccidio – per processare solo gli ufficiali che di quell’eccidio erano stati i veri responsabili, essendo stati loro a dare l’ordine del massacro. Il giudice delle udienze preliminari ha accolto la richiesta di rinvio a giudizio per i tre ufficiali SS accusati di essere gli esecutori dell’eccidio.

Tra i militari tedeschi accusati: Gerhard Sommer, 83 anni, comandante la 7a Compagnia del II° Battaglione del “35° Reggimento Grenadieren”, facente parte della 16a SS-Panzergrenadier-“Division Reichsführer SS”, e gli ufficiali Alfred Schonber, 83 anni, e Ludwig Sonntag, 80 anni. Per altre due SS, Werner Bruss, 84 anni, e Georg Rauch, 83 anni, ha richiesto il non luogo a procedere, mentre per Heinrich Schendel, 82 anni, il Gup ha rinviato gli atti al pubblico ministero fissando il termine massimo di 5 mesi per ulteriori indagini. Il 22 giugno 2005, dieci ex ufficiali e sottufficiali tedeschi vengono condannati all’ergastolo per il massacro, dal tribunale militare di La Spezia. Al momento della sentenza i dieci erano tutti ultraottantenni ma nessuno di loro ha mai varcato la soglia di un carcere.

L’8 novembre 2007 vennero confermati dalla Corte di Cassazione gli ergastoli all’ufficiale Gerhard Sommer e ai sottufficiali nazisti Georg Rauch e Karl Gropler. La Cassazione si è espressa contro la richiesta di rifare il processo in quanto i soldati delle SS sentiti come testimoni dovevano essere considerati coimputati e quindi le loro testimonianze non valide. La sentenza rigetta questa tesi e conferma che l’eccidio è stato un atto terroristico premeditato.

Su iniziativa parlamentare del Deputato Carlo Carli ed altri, con la Legge 15 maggio 2003, n. 107, viene istituita, ai sensi dell’articolo 82 della Costituzione, una Commissione Parlamentare di inchiesta per indagare sulle anomale “archiviazioni provvisorie” e sull’occultamento dei 695 fascicoli (compresi appunto quelli relativi alla strage di Sant’Anna di Stazzema) contenenti denunzie di crimini nazifascisti.

Il testo integrale della Sentenza emanata dal Tribunale Militare di La Spezia nel 2005 è consultabile e scaricabile qui.

Le deposizioni dei superstiti al Tribunale Militare nelle udienze del 2005 sono scaricabili qui.

L’1 ottobre 2012 la Procura di Stoccarda ha archiviato l’inchiesta per la strage nazista. L’archiviazione della Procura di Stoccarda è stata decisa innanzitutto perché, secondo i magistrati, non è più possibile stabilire il numero esatto delle vittime: nella regione si trovavano anche numerosi rifugiati di guerra provenienti da altre zone. I reati di omicidio e concorso in omicidio, per l’eccidio del paesino in provincia di Lucca, non sono prescritti.

Tuttavia per la Procura tedesca era necessario per l’emissione di un atto di accusa che venisse comprovata per ogni singolo imputato la sua partecipazione alla strage. E questo per gli inquirenti tedeschi non è stato possibile: “Non è possibile, insomma, accertare con sicurezza che la strage sia stata un atto programmato ed un’azione di rappresaglia nei confronti della popolazione civile, erano normali azioni di guerra. Non solo: secondo la Procura è anche possibile che l’obiettivo perseguito dalle truppe tedesche fosse la lotta ai partigiani presenti nella zona e la cattura di uomini da deportare in Germania per compiere lavori forzati. La fucilazione dei civili avrebbe potuto essere stata decisa solo dopo la constatazione che gli obiettivi originari dell’azione militare tedesca non erano stati raggiunti”.

Per non dimenticare.

 

Elenco incompleto delle 560 vittime

1. Adoni Lilia nei Pavolini anni 37 di Piombino
2. Andreotti Amalia ved Ricci anni 85 di Pietrasanta
3. Antonucci Antonietta nei Poli anni 55 di Pietrasanta
4. Antonucci Lia di età imprecisata
5. Ardussi Teresa anni 51 di Genova
6. Babboni Aristea anni 42 di Seravezza
7. Bacci Ettorina anni 30 di Pietrasanta
8. Baldi Enza anni 8 di Pietrasanta
9. Baldini Vincenzo anni 29 di Forte dei Marmi
10. Balloni Marco anni 8 di Pietrasanta
11. Balloni Tullio anni 21 di Pietrasanta
12. Barbieri Enrico Francesco Giuseppe anni 7 di Pietrasanta
13. Bartelloni Maria anni 53 di Camaiore
14. Bartolucci Adolfo anni 61 di S. Anna
15. Bartolucci Alfredo anni 31 di S. Anna
16. Bartolucci Anna nei Fieri anni 70 di S. Anna
17. Bartolucci Enzo anni 3 di S. Anna
18. Bartolucci Franco di Ariodato anni 35
19. Bartolucci Irma nei Pieri anni 35 di S. Anna
20. Bartolucci Isola nei Bottati anni 50 di S. Anna
21. Bartolucci Velio anni 7 di S. Anna
22. Bartolucci Wilma anni 7 di S. Anna
23. Battistini Alida anni lO di S. Anna
24. Battistini Allibio anni 16 di S. Anna
25. Battistini Cesare anni 48 di Pietrasanta
26. Battistini Clara anni 30 di S. Anna
27. Battistini Emilio anni 45 di S. Anna
28. Battistini Gilda anni 20 di S. Anna
29. Battistini Mario anni 13 di S. Anna
30. Battistini Palmira anni 50 di S. Anna
31. Battistini Pietro di Luigi anni 43
32. Battistini Sabatino di anno 79 di S. Anna
33. Battistini Sabina nei Federigi anni 23 di S. Anna
34. Battistini Ultimo anni 5 di S. Anna
35. Battistini Umberto anni 7 di S. Anna
36. Bazzichi Rosa nei Navari anni 42 di Seravezza
37. Belli Wemer nei Bigotti anni 38 di Seravezza
38. Bemabò Angelo anni 33 di S. Anna
39. Bemabò Argene nei Bartolucci anni 32 di Pietra santa
40. Bemabò Armida nei Bertelli anni 58 di S. Anna
41. Bemabò Cesella nei Federigi anni 65 di Stazzema
42. Bemabò Flora anni 5 di S. Anna
43. Bemabo Gelsomina anni 32 di S. Anni
44. Bemabò Maria di Sisto anni 31
45. Bemabò Soave anni 18 di S. Anna
46. Bemabò Vivalda anni 40 di S. Anna
47. Benassi Maria Luisa nei Pierotti anni 33 di Pietrasanta
48. Benassi Saveria anni 21 di Pietrasanta
49. Bernabò Bruno anni lO fonti Vangelisti e Federigi
50. Bernabò Giuseppina nei Bottari anni 60 di S. Anna
51. Bernabò Guglielma anni 39 di S. Anna
52. Bernabò Iole anni 26 di S. Anna
53. Bernabò Severina nei Bartolucci anni 29 di S. Anna
54. Berretti Adelia anni 19 di S. Anna
55. Berretti Aldo anni 9 di S. Anna
56. Berretti Anna anni 35 di S. Anna
57. Berretti Argentina anni 46 di S. Anna
58. Berretti Clorinda anni 12 di S. Anna
59 Berretti Dante anni 56 di S. Anna
60 Berretti Elda anni 17 di S. Anna
61. Berretti Laura anni 61 tutte le fonti
62. Berretti Maria Giovanna anni 23 di S. Anna
63. Berretti Mirelia (detta Petronilda) anni 21 di S. Anna
64. Berretti Rosina anni 7 di S. Anna
65. Berretti Giuseppe anni 28 di S. Anna
66. Berretti Lina anni 13 di S. Anna
67. Bertelli Adolfa o Adelma anni 55
68. Bertelli Angelo anni 31 di S. Anna
69. Bertelli Antonio anni 59 di S. Anna
70. Bertelli Augusto anni 31 di Pietrasanta
71. Bertelli Aurora anni 14 di S. Anna
72. Bertelli Disma anni 22 di S. ArnIa
73. Bertelli Evelina nei Fieri anni 37 di S. Anna
74. Bertelli Lilia (Lina) anni 23 di S. Anna
75. Bertelli Livia Anna anni 19 di S. Anna
76. Bertelli Luigi anni 4 di S. Anna
77. Bertelli Maria anni 22 di S. Anna
78. Bertelli Maria Ven nei Pierini anni 31 di S. Anna
79. Bertelli Nadiria anni 3 di S. Anna
80. Bertelli Orietta anni 13 di S. Anna
81. Bertelli Pierina anni 19 di S. Anna
82. Bertelli Rina anni 23 di S. Anna
83. Bertelli Rinaldo anni 26 di S. Anna
84. Bertelli Santina nei Bottari anni 35 di S. Anna
85. Bertelli Settirnio anni 29 di S. Anna
86. Bertelli Siria di Antonio anni 19
87. Bertelli Umberto anni 5 di S. Anna
88. Bertelli Pietro anni 63 tutte le fonti
89. Bertelloni Maria di Eugenio anni 53
90. Bertellotti Ada nei Salvatori anni 40 di Forte dei Marini
91. Bertellotti Marianna anni 60 di Pietrasanta
92. Bertellotti Paride di Egisto anni 68
93. Bertellotti Pia nei Ghilardini anni 64 di Forte dei Marini
94. Bertellotti Pietro anni 73 di Stazzema
95. Bertolucci Anna fu Luigi anni 70
96. Bertolucci Ennio anni 70
97. Bertolucci Marianna anni 63 di S. Anna
98. Bertuccelli Ada di Benedetto anni 20
99. Bianchi Giuseppe di Pietro di Camaiore
100. Bibolotti Bianca anni 55 di Pietrasanta
101. Bibolotti Genny nei Marsili anni 28 di Pietrasanta
102. Bibolotti Oriana (Doriana) anni 60 di Pietrasanta
103. Bibolotti Teresa anni 63 di Pietrasanta
104. Bibolotti Umberto anni 62 di Pietrasanta
105. Bigotti Wener anni 38 di Seravezza
106. Bonati Giuseppe Franco anni 7 di La Spezia
107. Bonuccelli Adriana anni 9 di S. Anna
108. Bonuccelli Alda (Ada) anni 20 di Camaiore
109. Bonuccelli Amedeo anni 60 di Camaiore
110. Bonuccelli Angela anni 51 di Camaiore
111. Bonuccelli Elisa nei Lencioni anni 54 di Camaiore
112. Bonuccelli Emanuela anni 20 di Stazzema
113. Bonuccelli Franco anni 14 di Seravezza
114. Bonuccelli Gino Silvestro anni 38 di Camaiore
115. Bonuccelli Gorizia Maria nei Gamba anni 29 di Stazzema
116. Bonuccelli lrina anni 20 di S. Anna
117. Bonuccelli Maria anni 18 di Camaiore
118. Bonuccelli Maria Rosa anni 1 di Camaiore
119. Bonuccelli Paola anni 22 di Camaiore
120. Bonuccelli Raffaello anni 61 di Camaiore
121. Bottari Ada anni 19 di S. Anna
122. Bottari Alduina anni 43 di S. Anna
123. Bottari Amerigo anni 60 di S. Alma
124. Bottari Armando anni 12 di S. Anna
125. Bottari Giuseppina anni 38 di S. Alma
126. Bottari Ivo anni 8 di S. Anna
127. Bottari Lorenzo anni 47 di S. Anna
128. Bottari Luisa almi 67 di S. ArnIa
129. Bottari Miranda anni 9 di S. Anna
130. Bottari Osvaldo anni 9 di S. Anna
131. Bottari Rolando anni 12 di S. Anna
132. Bottari Rosina di Nello anni 7
133. Bottari Amaldo anni l l di Pontestazzemese
134. Bottari Clorinda anni 12
135. Bottari Emanùele anni 36 di Pietrasanta
136. Bottari Federigo almi 50
137. Bottari Ginevra anni 39 di Massa
138. Bottari Romana anni 8 tutte le fonti
139. Brelletti Laura nei Pieri anni 35 di S. Anna
140. Bresciani Rosalba nei Bertelli anni 32 di Pietrasanta
141. Buratti Bruno Marino anni 9 di Pietrasanta
142. Buratti Chiara anni 48 di Pietrasanta
143. Buratti Nara anni 13 di Pietrasanta
144. Cagnoni Gioia anni l l di Seravezza
145. Cappiello Francesco anni 28 di Napoli
146. Cappiello Giuseppina anni 25 di Napoli
147. Cappiello Maria Grazia anni l di Napoli
148. Cappiello Nina anni 22 fonte
149. Carpini Maria Rosa nei Ficini anni 42 di Pietrasanta
150. Castelli Lina anni 22
151. Castello Raffaella anni 24 di Pietrasanta
152. Cinquini Maria anni 26 di Seravezza
153. Cinquini Tiziana anni 26 di Seravezza
154. Costa Elvina anni 18 di Pietrasanta
155. Da Prato Nello anni 36 di Pietrasanta
156. Dal Torriore Liliana al1lli 28 di Camaiore
157. Danesi Cirino Luigi anni 55 di Marliana
158. Danesi Severo Giovanni anni lO di Pavia
159. Dazzi Cannela anni 51 di Pietrasanta
160. Dazzi Corrado anni 68 di Pietrasanta
161. Dazzi Nicolina anni 3 di Pietrasanta
162. Dazzi Teresa almi 63 di Pietrasanta
163. De Martino Antonio anni 41 di Castellammare di Stabia
164. De Martino Ciro anni 3 di Castellamare di Stabia
165. De Martino Luigi anni 24 di Castellamare di Stabia
166. Del Polito Firma anni 43 di Forte dei Marmi
167. Della Latta Carlo anni 9 di Camaiore
168. Della Latta Carmine (Corinna) anni 3 di Camaiore
169. Della Latta Davino anni 6 di Camaiore
170. Della Latta Domenico anni 12 di Camaiore
171. Della Latta Giuseppe anni 14 di Camaiore
172. Donati Ilde negli Scipioni anni 39 di La Spezia
173. Edifizi Enio anni 4 di Montignoso
174. Evangelisti Emma anni 44 di Seravezza
175. Famocchi Assunta anni 51 di S. Anna
176. Farnocchi Adelfa nei Berretti anni 50 di S. Anna
177. Farnocchi Bruna nei Pardini anni 36 di S. Anna
178. Farnocchi Gianfranco anni 6 fonte Bergamini
179. Farnocchi Giuseppa nei Gamba anni 52 di S. Anna
180. Farnocchi Severina anni 47 di S. Anna
181. Federigi Gianfranco anni 6 di S. Anna
182. Federigi Ida nei Bertolucci anni 42 di S. Anna
183. Federigi Isabella anni 19 di S. Anna
184. Federigi Ivana anni 1 di S. Anna
185. Federigi Mirta anni 2 di S. Anna
186. Federigi Silvana anni 3 di S. Anna
187. Ficini Giorgio anni 14 di Pietrasanta
188. Flaver M Luigia nei Danesi anni 46 di Pavia
189. Galleni Ulisse anni 53
190. Gamba Carlo Andrea anni 67 di Pietrasanta
191. Gamba Claudio anni 1 di S. Anna
192. Gamba Maria anni 23 di S. Anna
193. Gamba Maria Franca anni 5 di Pietrasanta
194. Gamba Maria Grazia anni 20 di Pietrasanta
195. Gamba Sila anni 37 di Pietrasanta
196. Gamba Silvia anni 54 di S. Anna
197. Garbati Luigi anni 50 di Pietrasanta
198. Garibaldi Andreina anni 33 di Pietrasanta
199. Garibaldi Lia anni 5 di Pietrasanta
200. Garibaldi Luciana anni 9 di Pietrasanta
201. Genovesi Dina anni 36 di Pietrasanta
202. Gherardi Pia nei Garbati anni 53 di Stazzema
203. Ghilardini Efisio anni 74 di Forte dei Marmi
204. Ghilardini Lobelia nei Marchi anni 39 di Forte dei Marmi
205. Ghilardini Maria anni 1 di Forte del Marmi
206. Ghilardini Pia anni 64 di Forte dei Marmi
207. Giannecchini Leda anni 17 di Camaiore
208. Giovannini Dino anni 22 di Pietrasanta
209. Guadagnucci Bianca Elena anni 43 di Pietrasanta
210. Guidi Angelo anni 65 di Pietrasanta
211. Guidi Rosa Cesarina nei Bonuccelli anni 33 di Camaiore
212. Innocenti Dina nei Lencioni anni 32 di Camaiore
213. Innocenti Paola nei lencioni anni 22 di Camaiore
214. Kurz Carla nei Barberi anni 31 di Forte dei Marmi
215. Lari Ginevra anni 29 di Pietrasanta
216. Lazzareschi Albertina nei Barbieri anni 37 di Pietrasanta
217. Lazzeri Angelica nei Pierotti anni 48 di Stazzema
218. Lazzeri Cesare anni 59 di S. Anna
219. Lazzeri don Innocenzo anni 33
220. Lazzeri Giuseppa anni 56 di Pietrasanta
221. Lazzeri Venezia anni 56 di Pietrasanta
222. Lencioni Dina (Assuntina) anni 18 di Camaiore
223. Lencioni Maria Grazia anni 7 di Camaiore
224. Lencioni Piero anni 2 di Camaiore
225. Lencioni Vincenzo armi 62 di Camaiore
226. Luisi Angelina anni 64 di S. Anna
227. Luisi Emilia anni 20 di Pontestazzemese
228. Luisi Giuseppa anni 30 di S. Anna
229. Luisi Giuseppina anni 24 di Pontestazzemese
230. Luisi Maria anni 65 di S. Anna
231. Luisi Marianna anni 53 di S. Anna
232. Luisi Marietta anni 55 di S. Anna
233. Luisi Renato di Vallecchia
234. Mancini Adelia nei Bertelli anni 24 di S. Anna
235. Mancini Albertina detta Lina anni 19 di S. Anna
236. Mancini Aemida di Emesto anni 58
237. Mancini Claudina nei Moriconi anni 24 di S. Anna
238. Mancini Daniele anni 69 di S. Anna
239. Mancini Dante anni 78 fonte
240. Mancini Dina nei Bertelli armi 50 di S. Anna
241. Mancini Doralice anni 77 di S. Anna
242. Mancini Egisto anni 69 di S. Anna
243. Mancini Elvira nei Bertelli anni 58 di S. Anna
244. Mancini Gelsomina nei Pardini anni 41 di S. Anna
245. Mancini Giulia nei Battistini anni 48 di S. Anna
246. Mancini Ida anni 53 di S. Anna
247. Mancini Ida anni 24 di Camaiore
248. Mancini Isola anni 50 di S. Anna
249. Mancini Norma anni 1 di S. Anna
250. Mancini Pasqualina nei Gamba anni 22 di S. Anna
251. Mancini Romilda
252. Mancini Sestilia anni 17 di S. Anna
Mancini Silvia nei Famocchi anni 52 di S. Anna
253. Mancini Ultima nei Federigi amli 23 di S. Anna
254. Manguzzo Vittorio anni 36 di Pietrasanta
255. Marchetti Ada anni 32 di Pietrasanta
256. Marchetti Annina anni 80 di Pietrasanta
257. Marchetti Cesare anni 86 di Pietrasanta
258. Marchetti Gina anni 28 di Pietrasanta
259. Marchetti Giuliana anni 8 di Pietrasanta
260. Marchetti Giuliano anni 8 di Pietrasanta
261. Marchetti Guido anni 55 di Pietrasanta
262. Marchetti Maria anni 52 di Pietrasanta
263. Marchetti Mario anni 29 di Pietrasanta
264. Marchi M Sole anni l di Forte dei Marini
265. Marchi Oreste anni 40 di Forte dei Marmi
266. Marchini Flora M Gina nei Bonati anni 3 l di La Spezia
267. Marcuccetti Fortunala nei Baldi anni 26 di Pietrasanta
268. Martini Salvatori Maria Pia anni 5 di Forte dei Marmi
269. Mazzei Vittorio anni 43 di Pietrasanta
270. Mazzei Vittorio Sauro anni 21 di Pietrasanta
271. Micheletti Guido anni 55 di Pietrasanta
272. Micheletti Matteo anni 80 di Pietrasanta
273. Moriconi Alma nei Bemabò anni 32 di S. Anna
274. Moriconi Assunta anni 44 di S. Anna
275. Moriconi Bruno anni 9 di S. Anna
276. Moriconi Nara anni 2 di S. Anna
277. Moriconi Rosa anni 15 di S. Anna
278. Nati Lola anni 24 di Pietrasanlta
279. Navari Bianca anni 59 di Pietrasanta
280. Navari Francesco anni 81 di Pietrasanta
281. Orsi Giancarlo anni 7 di Pietrasanta
282. Pacini Ivo
283. Palmeri Cesare anni 26 di Stazzema
284. Paone Maria anni 32 di Castellammare di Stabia
285. Pardini Anna di giorni 20 di S. Anna
286. Pardini Isola anni 68 di Pietrasanta
287. Pardini Maria Angelica nei Mancini anni 38 di S. Anna
288. Pardini Maria anni 16 di S. Anna
289. Pardini Oriella anni 14 di S. Anna
290. Pardini Santina nei Battistini anni 44 di S. Anna
291. Pardini Sara al\l\i 9 di S. Anna
292. Pardini Teresa anni 21 di S. Anna
293. Pavolini Claudio anni 12 di Piombino
294. Pavolini Fulvia anni 6 di Piombino
295. Pavolini Fulvio anni 41 di Piombino
296. Pavolini Giovanna anni lO di Piombino
297. Pavolini Giovanni anni 14 di Piombino
298. Pavolini Silvio anni 5 di Piombino
299. Pea Gilda anni 50 di Pietrasanta
300. Pea Olga
301. Pieri Luciana anni 5 di S. Anna
302. Fieri Alice anni 12 di S. Anna
303. Fieri Alvila anni 14 di S. Anna
304. Fieri Angela anni 14 di S. Anna
305. Fieri Attilia anni 20 di S. Anna
306. Fieri Enzo anni 3 di S. Anna
307. Pieri Ercolina nei Pierini anni 45 S. Anna
308. Pieri Evangelina nei Petissi anni 38 di S. Anna
309. Fieri Gabriello anni 73 di S. Anna
310. Fieri Galliano anni 36 di S. Anna
311. Fieri Giuliana anni 3 di S. Anna
312. Fieri Ilva nei Bertelli anni 23 di S. Anna
313. Fieri Lilia o Lidia anni 3 di S. Anna
314. Pieri M Grazia anni 5 di S. Anna
315. Pieri M Graziella Lida anni 7 di S. Anna
316. Pieri Marietta anni 36 tutte le fonti
317. Pieri Marisa anni 12 di S. Anna
318. Pieri Natale anni 39 di S. Anna
319. Pieri Roberto anni 5 di S. Anna
320. Pieri Romana anni 8 di S. Anna
321. Pieri Romano anni 10 di S. Anna
322. Pieri Sabina nei Mancini anni 57 di S. Anna
323. Pieri Sofia anni 79 di S. Anna
324. Pierini Alfredo anni 45 di S. Anna
325. Pierini Letizia negli Ulivi anni 42 di S. Anna
326. Pierini Luciano anni 13 di S. Anna
327. Pierini Renzo anni 3 di S. Anna
328. Pierini Zita anni 18 di S. Anna
329. Pieroni Alberto anni 11 di. Pietrasanta
330. Pieroni Anna Maria anni 17 di Pietrasanta
331. Pieroni Augusto anni 13 di Pietrasanta
332. Pieroni Franco Giuseppe anni 7 di Pietrasanta
333. Pieroni Luigi Adolfo anni 16 di Pietrasanta
334. Pierotti Elio almi 14 di Stazzema
335. Pierotti Paola anni 4 di Pietrasanta
336. Pierotti Zaira nei Bonucelli anni 66 di Camaiore
337. Pierotti Aldo anni 40 di Pietrasanta
338. Pierotti Alessandro anni 3 di Pietrasanta
339. Pierotti Clara anni 18 di Stazzerna
340. Pierotti Evangelina anni 45 di Pietrasanta
341. Pierotti Giorgio anni 51 di Pontestazzernese
342. Pierotti Ida nei Guidi anni 61 di Pietrasanta
343. Pierotti Maria nei Ricci anni 38 di Pietrasanta
344. Poli Luciana anni 16 di Pietrasanta
345. Poli Soma di età imprecisata
346. Polidori Giannina anni 53 di Seravezza
347. Prezioso Bianca nei Tucci anni 38 di Livorno
348. Prosperi Mario arn1i 32 di Seravezza
349. Puliti Zanobio anni 52 di Pietrasanta
350. Raffaelli Franca anni 18 di Camaiore
351. Raffaelli Pietro di Capezzano P.
352. Ricci Amalia anni 68 di Pietrasanta
353. Ricci Giorgio anni 14 di Pietrasanta
354. Ricci Paolo anni 5 di Pietrasanta
355. Romiti Mario anni 28 di Pietrasanta
356. Rosi Antonia nei Giannecchini anni 43 di Camaiore
357. Sacchi Elisa Margherita anni 47 di Pietrasanta
358. Sacchi Maria Grazia anni 16 di Pietrasanta
359. Sacchi Niccolina anni 42 di Pietrasanta
360. Salvatori Luigi anni 54 di Forte dei Marn1i
361. Santini Sonia anni 6 di Pietrasanta
362. Scalero Costantino anni 62 di Genova
363. Scalero Gina anni 52 di Genova
364. Scalero Maria Luisa anni 17 di Genova
365. Scalero Rosetta anni 24 di Genova
366. Scipioni Giuseppe anni 9 di La Spezia
367. Scipioni Luigi anni 38 di La Spezia
368. Scipioni Mario anni 13 di La Spezia
369 . Silicani Enzo anni 21 di Pietrasanta
370. Silicani Angela anni 61 di Stazzema
371. Stagetti Uliana anni 61 di Pietrasanta
372. Stagi Maria di Pietrasanta
373. Tartarelli Maria anni 60 di Pietrasanta
374. Tognetti Anna anni 87 di Pietrasanta
375. Tucci Anna Maria anni 18 di Livorno
376. Tucci Carla anni 3 di Livorno
377. Tucci Eros anni 13 di Livorno
378. Tucci Feliciano anni 10 di Livorno
379. Tucci Franca anni 6 di Livorno
380. Tucci Luciana anni 14 di Livorno
381. Tucci Maria di 3 mesi di Livorno
382. Tucci Maria Grazia anni 8 di Livorno
383. Ulivi Amabilia anni 38 di S. Anna
384. Ulivi Italo anni 65 di S. ArnIa
385. Ulivi Lidia anni 18 di S. Anna
386. Ulivi Maria anni 35 di S. Anna
387. Ulivi Rosaria nei Bertelli anni 64 di S. Anna
388. Vangelisti Donati Flora di età imprecisata
389. Vangelisti Moriconi Angelo anni 33
390. Vecoli Egisto anni 36 di Pietrasanta
391. Vecoli Mita anni 19 di Camaiore
392. Vecoli Piero anni 12 di Camaiore
393. Zanetti Dina nei Gamba anni 29 di Pietrasanta


4-8-1974 : 40 anni fa la strage Italicus


Nella notte una bomba esplode nella vettura numero 5 dell’espresso Roma-Brennero. I morti sono 12 e i feriti circa 50, ma una strage spaventosa è stata evitata per questione di secondi: se la bomba fosse esplosa nella galleria che porta a San Benedetto Val di Sambro i morti sarebbero stati centinaia. Racconta un testimone della strage: «Il vagone dilaniato dall’esplosione sembra friggere, gli spruzzi degli schiumogeni vi rimbalzano su. Su tutta la zona aleggia l’odore dolciastro e nauseabondo della morte»

I due agenti di polizia che hanno assistito alla sciagura raccontano: «Improvvisamente il tunnel da cui doveva sbucare il treno si è illuminato a giorno, la montagna ha tremato, poi è arrivato un boato assordante. Il convoglio, per forza di inerzia, è arrivato fin davanti a noi. Le fiamme erano altissime e abbaglianti. Nella vettura incendiata c’era gente che si muoveva. Vedevamo le loro sagome e le loro espressioni terrorizzate, ma non potevamo fare niente poiché le lamiere esterne erano incandescenti. Dentro doveva già esserci una temperatura da forno crematorio. ‘Mettetevi in salvo’, abbiamo gridato, senza renderci conto che si trattava di un suggerimento ridicolo data la situazione. Qualcuno si è buttato dal finestrino con gli abiti in fiamme. Sembravano torce. Ritto al centro della vettura un ferroviere, la pelle nera cosparsa di orribili macchie rosse, cercava di spostare qualcosa. Sotto doveva esserci una persona impigliata. ‘Vieni via da lì’, gli abbiamo gridato, ma proprio in quel momento una vampata lo ha investito facendolo cadere accartocciato al suolo».

I neofascisti non nascondono di essere gli esecutori. Un volantino di Ordine nero proclama: «Giancarlo Esposti è stato vendicato. Abbiamo voluto dimostrare alla nazione che siamo in grado di mettere le bombe dove vogliamo, in qualsiasi ora, in qualsiasi luogo, dove e come ci pare. Vi diamo appuntamento per l’autunno; seppelliremo la democrazia sotto una montagna di morti». Gli investigatori brancolano nel buio fino a quando un extraparlamentare di sinistra, Aurelio Fianchini, evade dal carcere di Arezzo e fa arrivare alla stampa questa rivelazione: «La bomba è stata messa sul treno dal gruppo eversivo di Mario Tuti che ha ricevuto ordini dal Fronte nazionale rivoluzionario e da Ordine nero. Materialmente hanno agito Piero Malentacchi, che ha piazzato l’esplosivo alla stazione di Santa Maria Novella a Firenze, Luciano Franci, che gli ha fatto da palo, e la donna di quest’ultimo, Margherita Luddi».

Eppure la polizia era informata da tempo che Mario Tuti era un sovversivo e una donna aveva addirittura dichiarato a un giudice che l’autore della strage era proprio lui. Risultato: la denuncia archiviata e la donna mandata in casa di cura come mitomane. Il giudice che aveva raccolto e insabbiato la dichiarazione si chiamava Mario Marsili ed era il genero di Licio Gelli, il gran venerabile della loggia massonica P2.

Si entra così nei misteri della polizia e dei governi-ombra che per alcuni anni hanno condizionato la vita italiana. Il dubbio che la P2 sia implicata nella vicenda induce il giudice bolognese Vella a diffidare della magistratura aretina. Scrive Giampaolo Rossetti, un giornalista che si è occupato per mesi della vicenda: «Arezzo era città di protezione per i fascisti». Basti pensare alla frase strafottente pronunciata da Luciano Franci, il luogotenente di Mario Tuti, rivolgendosi a un camerata che piagnucolava dopo l’arresto: «Non preoccuparti, da queste parti siamo protetti da una setta molto potente». Una setta, ci spiegò poi il giudice Vella, che puzzava di marcio ed era al centro di un potere occulto collegato alle più oscure vicende della vita italiana. Per saperne di più il giudice Vella si rivolse anche ai Servizi segreti, ma per mesi non ottenne risposta. Protestò e allora l’ammiraglio Casardi, capo del servizio militare, gli scrisse rimproverandolo di ignorare «le norme che regolano il nostro servizio». «Le conosco anche troppo» gli rispose Vella, «ed è questo che mi preoccupa». Probabilmente se i Servizi segreti l’avessero aiutato, il giudice sarebbe subito arrivato a Tuti.

Comunque, all’inizio del ’75 viene emesso un mandato di cattura contro Mario Tuti, che però riesce a sfuggire all’arresto. Aspetta che i tre carabinieri andati per arrestano suonino alla porta e poi spara loro addosso uccidendone due e ferendo il terzo. L’uomo riesce ad espatriare, prima ad Ajaccio e poi sulla Costa azzurra. La polizia francese lo rintraccia a Saint-Raphael dove ha luogo di nuovo uno scontro cruento, al termine del quale il terrorista viene arrestato. Al processo terrà un contegno sprezzante. Anni dopo, nel 1987, sarà lui a capeggiare una rivolta nel carcere di Porto Azzurro che terrà l’Italia con il fiato sospeso per alcuni giorni.

Le indagini sull’Italicus e su piazza della Loggia hanno spezzato il fronte dell’omertà. I balordi della provincia nera parlano, ma quando il giudice Tamburrino di Padova o il giudice Arcai di Brescia chiedono conferme o aiuti ai Servizi segreti per indagare sulle alte complicità cala la serranda del «segreto di Stato». Le protezioni di cui godono i fascisti sono sfacciate. Valga questo esempio: il 19 luglio del ’75 viene arrestato a Milano l’avvocato Adamo Degli Occhi, capo della «maggioranza silenziosa», movimento d’ordine. I carabinieri di Milano chiedono alla Questura di Brescia, che conduce le indagini sulla strage di piazza della Loggia, se devono perquisire l’alloggio dell’avvocato, ma la Questura dice che non è il caso. Intanto un giornalista fascista, Domenico Siena, è entrato nell’alloggio e ne è uscito con due valigie. Dirà che aveva preso effetti personali da far arrivare in carcere all’avvocato. Il dubbio che fossero carte compromettenti è più che lecito.

da “Gli anni del terrorismo” di Giorgio Bocca