Per non dimenticare Bakunin (ita-eng)

Sulla scuola

Michail Bakunin

I preti di tutte le chiese, lungi dal sacrificarsi al gregge confidato alle loro cure, lo hanno sempre sacrificato, sfruttato e mantenuto al livello di mandria, in parte per soddisfare le loro passioni personali, ed in parte per servire l’onnipotenza della Chiesa. Le stesse condizioni, le stesse cause producono sempre gli stessi effetti. Lo stesso accadrà dunque per i professori della Scuola moderna, divinamente ispirati e patentati dallo Stato. Diverranno necessariamente, alcuni senza saperlo, altri con piena conoscenza di causa, gli insegnanti della dottrina del sacrificio popolare alla potenza dello Stato e a profitto delle classi privilegiate.

Occorrerà dunque eliminare dalla società ogni insegnamento ed abolire tutte le scuole? Tutt’altro. È necessario anzi diffondere a piene mani l’istruzione nelle masse, e trasformare tutte le chiese, tutti questi templi dedicati alla gloria di Dio e all’asservimento degli uomini, in altrettante scuole d’emancipazione umana. Ma, anzitutto, intendiamoci: le scuole propriamente dette, in una società normale, fondata sulla uguaglianza e sul rispetto della libertà umana, dovranno esistere solo per i fanciulli e non già per gli adulti, e, perché esse diventino scuole di emancipazione non di servitù, bisognerà eliminare, prima di tutto, questa finzione di Dio, l’oppressore eterno e assoluto; e bisognerà fondare tutta l’educazione dei fanciulli e la loro istruzione sullo sviluppo scientifico della ragione, non su quello della fede; sullo sviluppo della dignità e dell’indipendenza personale, non su quello della pietà e dell’obbedienza; sul culto della verità e della giustizia, e prima di tutto sul rispetto umano, che deve sostituire in tutto e ovunque il culto divino. Il principio dell’autorità, nell’educazione dei fanciulli, costituisce il punto di partenza naturale; esso è legittimo, necessario, allorché è applicato ai fanciulli in tenera età, allorché la loro intelligenza non è ancora in alcun modo sviluppata; ma appena lo sviluppo di ogni cosa, e per conseguenza anche dell’educazione, comporta la negazione successiva dei punti di partenza, questo principio deve ridursi gradualmente a misura che avanzano l’educazione el’istruzione, per far posto alla libertà che ascende. Qualsiasi educazione razionale non è in fondo che la eliminazione progressiva dell’autorità a profitto della libertà giacché lo scopo finale dell’educazione dev’essere quello di formare degli uomini liberi e pieni di rispetto e d’amore per la libertà altrui. Così il primo giorno della vita di scuola, se la scuola prende i fanciulli di tenera età, quando essi cominciano appena a balbettare qualche parola, deve essere il giorno dell’autorità più severa e dell’assenza quasi completa della libertà; ma il suo ultimo giorno deve essere quello della più grande libertà e dell’abolizione assoluta di ogni traccia del principio animale o divino dell’autorità.

Il principio d’autorità, applicato agli uomini che hanno sorpassato o raggiunto la maggiore età, diventa una mostruosità, una negazione intellettuale e morale. Sventuratamente, i governi paternalistici hanno lasciato marcire le masse popolari in una così profonda ignoranza, che sarà necessario fondare delle scuole non solamente per i figli del popolo, ma per il popolo stesso. Da queste scuole dovranno essere assolutamente bandite le più piccole applicazioni o manifestazioni del principio di autorità. Non saranno più scuole, saranno accademie popolari in cui non ci sarà più questione né di scolari, né di maestri, dove il popolo verrà liberamente a prendere, se lo trova necessario, un insegnamento libero, e nelle quali, ricco della sua esperienza, potrà insegnare, a sua volta, molte cose ai professori che gli apportano cognizioni che egli non ha. Questo sarà dunque un insegnamento scambievole, un atto di fraternità intellettuale tra la gioventù istruita e il popolo.

 

On the school

Michail Bakunin



The priests of all the churches, far from sacrificing themselves to the flock entrusted to their care, have always sacrificed, exploited and maintained at the herd level, partly to satisfy their personal passions, and partly to serve the omnipotence of the Church. The same conditions, the same causes always produce the same effects. The same will happen for the teachers of the modern school, divinely inspired and licensed by the state. They will necessarily, some without knowing it, others with full knowledge of the cause, the teachers of the doctrine of the popular sacrifice to the power of the State and to the profit of the privileged classes.

Will it therefore be necessary to eliminate all teaching from society and to abolish all schools? Quite the contrary. It is necessary, indeed, to spread the education in the masses to the full, and transform all the churches, all these temples dedicated to the glory of God and to the enslavement of men, into as many schools of human emancipation. But, first of all, let us understand: schools properly so-called, in a normal society, founded on equality and respect for human freedom, must exist only for children and not for adults, and for them to become schools of emancipation not of servitude it will be necessary first of all to eliminate this fiction of God, the eternal and absolute oppressor; and it will be necessary to found all the education of children and their education on the scientific development of reason, not on that of faith; on the development of personal dignity and independence, not on that of piety and obedience; on the worship of truth and justice, and above all on human respect, which must replace divine worship everywhere and everywhere. The principle of authority in the education of children constitutes the natural starting point; it is legitimate, necessary, when it is applied to children at an early age, when their intelligence is not yet developed in any way; but as soon as the development of everything, and consequently also of education, entails the subsequent negation of the starting points, this principle must gradually be reduced to the extent that education and education advance, to make room for the ascending freedom. Any rational education is not at the bottom that the progressive elimination of authority for the benefit of freedom, since the ultimate goal of education must be that of forming men free and full of respect and love for the freedom of others. Thus on the first day of school life, if the school takes children of tender age, when they just begin to stutter a few words, it must be the day of the most severe authority and the almost complete absence of freedom; but his last day must be that of the greatest freedom and absolute abolition of every trace of the animal or divine principle of authority.

The principle of authority, applied to men who have surpassed or reached the age of majority, becomes a monstrosity, an intellectual and moral negation. Unfortunately, the paternalistic governments have left the popular masses to rot in such profound ignorance that it will be necessary to establish schools not only for the sons of the people but for the people themselves.From these schools the smallest applications or manifestations of the principle of authority must absolutely be banned. They will no longer be schools, they will be popular academies in which there will no longer be a question of pupils or teachers, where the people will be free to take, if they find it necessary, free teaching, and in which, rich in experience, to teach, in turn, many things to the professors who bring him knowledge he does not have. This will therefore be a reciprocal teaching, an act of intellectual fraternity between educated youth and the people.

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