70 anni fa la strage nazifascista a Sant’Anna di Stazzema

santannastazzemaln-300x208A Sant’Anna di Stazzema, la mattina del 12 agosto 1944, si consumò uno dei più atroci crimini commessi ai danni delle popolazioni civili nel secondo dopoguerra in Italia.

La furia omicida dei nazi-fascisti si abbattè, improvvisa e implacabile, su tutto e su tutti. Nel giro di poche ore, nei borghi del piccolo paese, alla Vaccareccia, alle Case, al Moco, al Pero, ai Coletti, centinaia e centinaia di corpi rimasero a terra, senza vita, trucidati, bruciati, straziati.

Quel mattino di agosto a Sant’Anna uccisero i nonni, le madri, uccisero i figli e i nipoti. Uccisero i paesani ed uccisero gli sfollati, i tanti saliti, quassù, in cerca di un rifugio dalla guerra. Uccisero Anna, l’ultima nata nel paese di appena 20 giorni, uccisero Evelina, che quel mattino aveva le doglie del parto, uccisero Genny, la giovane madre che, prima di morire, per difendere il suo piccolo Mario, scagliò il suo zoccolo in faccia al nazista che stava per spararle, uccisero il prete Innocenzo, che implorava i soldati nazisti perché risparmiassero la sua gente, uccisero gli otto fratellini Tucci, con la loro mamma. 560 ne uccisero, senza pietà in preda ad una cieca furia omicida. Indifesi, senza responsabilità, senza colpe. E poi il fuoco, a distruggere i corpi, le case, le stalle, gli animali, le masserizie. A Sant’Anna, quel giorno, uccisero l’umanità intera.

La strage di Sant’Anna di Stazzema desta ancora oggi un senso di sgomento e di profonda desolazione civile e morale, poiché rappresenta una delle pagine più brutali della barbarie nazifascista, il cancro che aveva colpito l’Europa e che devastò i valori della democrazia e della tolleranza. Rappresentò un odioso oltraggio compiuto ai danni della dignità umana.

Quel giorno l’uomo decise di negare se stesso, di rinunciare alla difesa ed al rispetto della persona e dei diritti in essa radicati

 

  Ricostruzione  e vicenda processuale

La ricostruzione degli avvenimenti, l’attribuzione delle responsabilità e le motivazioni che hanno originato l’Eccidio sono state possibili grazie al processo svoltosi al Tribunale Militare di La Spezia e conclusosi nel 2005 con la condanna all’ergastolo per dieci ex SS colpevoli del massacro; sentenza confermata in Appello nel 2006 e ratificata in Cassazione nel 2007. Nella prima fase processuale si è svolto, grazie al Pm Marco de Paolis, un imponente lavoro investigativo, cui sono seguite le testimonianze in aula di superstiti, di periti storici e persino di due SS appartenute al battaglione che massacrò centinaia di persone a Sant’Anna.

Fondamentale, nel 1994, anche la scoperta avvenuta a Roma, negli scantinati di Palazzo Cesi, di un armadio chiuso e girato con le ante verso il muro, ribattezzato poi “Armadio della vergogna”, poiché nascondeva da oltre 40 anni documenti che sarebbero risultati fondamentali ai fini di una ricerca della verità storica e giudiziaria sulle stragi nazifasciste in Italia nel secondo dopoguerra.

Precedentemente l’eccidio di S. Anna di Stazzema, nel giugno dello stesso anno, SS Tedesche coadiuvate da reparti della “X MAS”, furono autori del massacro di 68 persone a Forno. Il 19 agosto, varcate le Apuane, le SS si spingevano in comune di Fivizzano in provincia di Massa Carrara, seminando la morte fra le popolazioni inermi dei villaggi di Valla, Bardine e Vinca, nella zona di San Terenzo. Nel giro di cinque giorni uccidevano oltre 340 persone mitragliate, impiccate, addirittura bruciate con i lanciafiamme.

Nella prima metà di settembre, con il massacro di 33 civili a Pioppetti di Montemagno, in Comune di Camaiore in provincia di Lucca, i reparti delle SS portavano avanti la loro opera nella provincia di Massa Carrara. Sul fiume Frigido venivano fucilati 108 detenuti del campo di concentramento di Mezzano (Lucca), a Bergiola i nazisti facevano 72 vittime. Avrebbero continuato la strage con il massacro di Marzabotto.

Nell’estate del 1994 il Procuratore Militare di Roma Antonino Intelisano, mentre cerca documentazione su Erich Priebke e Karl Hass, avvia un procedimento che porterà alla scoperta, in uno scantinato della procura militare di un armadio contenente 695 fascicoli “archiviati provvisoriamente”, riguardanti crimini di guerra commessi da tedeschi e repubblichini. Tra questi viene trovata anche della documentazione relativa al massacro di Sant’Anna, per il quale verrà riaperta l’inchiesta che porterà ad individuare alcuni dei responsabili.

A distanza di quasi sessant’anni, il 20 aprile del 2004, davanti ai giudici del Tribunale Militare di La Spezia è stato celebrato un processo per questo crimine. Poiché tra soldati ed ufficiali gli imputati sarebbero stati centinaia, fu deciso di rinunciare a processare i soldati – esecutori materiali dell’eccidio – per processare solo gli ufficiali che di quell’eccidio erano stati i veri responsabili, essendo stati loro a dare l’ordine del massacro. Il giudice delle udienze preliminari ha accolto la richiesta di rinvio a giudizio per i tre ufficiali SS accusati di essere gli esecutori dell’eccidio.

Tra i militari tedeschi accusati: Gerhard Sommer, 83 anni, comandante la 7a Compagnia del II° Battaglione del “35° Reggimento Grenadieren”, facente parte della 16a SS-Panzergrenadier-“Division Reichsführer SS”, e gli ufficiali Alfred Schonber, 83 anni, e Ludwig Sonntag, 80 anni. Per altre due SS, Werner Bruss, 84 anni, e Georg Rauch, 83 anni, ha richiesto il non luogo a procedere, mentre per Heinrich Schendel, 82 anni, il Gup ha rinviato gli atti al pubblico ministero fissando il termine massimo di 5 mesi per ulteriori indagini. Il 22 giugno 2005, dieci ex ufficiali e sottufficiali tedeschi vengono condannati all’ergastolo per il massacro, dal tribunale militare di La Spezia. Al momento della sentenza i dieci erano tutti ultraottantenni ma nessuno di loro ha mai varcato la soglia di un carcere.

L’8 novembre 2007 vennero confermati dalla Corte di Cassazione gli ergastoli all’ufficiale Gerhard Sommer e ai sottufficiali nazisti Georg Rauch e Karl Gropler. La Cassazione si è espressa contro la richiesta di rifare il processo in quanto i soldati delle SS sentiti come testimoni dovevano essere considerati coimputati e quindi le loro testimonianze non valide. La sentenza rigetta questa tesi e conferma che l’eccidio è stato un atto terroristico premeditato.

Su iniziativa parlamentare del Deputato Carlo Carli ed altri, con la Legge 15 maggio 2003, n. 107, viene istituita, ai sensi dell’articolo 82 della Costituzione, una Commissione Parlamentare di inchiesta per indagare sulle anomale “archiviazioni provvisorie” e sull’occultamento dei 695 fascicoli (compresi appunto quelli relativi alla strage di Sant’Anna di Stazzema) contenenti denunzie di crimini nazifascisti.

Il testo integrale della Sentenza emanata dal Tribunale Militare di La Spezia nel 2005 è consultabile e scaricabile qui.

Le deposizioni dei superstiti al Tribunale Militare nelle udienze del 2005 sono scaricabili qui.

L’1 ottobre 2012 la Procura di Stoccarda ha archiviato l’inchiesta per la strage nazista. L’archiviazione della Procura di Stoccarda è stata decisa innanzitutto perché, secondo i magistrati, non è più possibile stabilire il numero esatto delle vittime: nella regione si trovavano anche numerosi rifugiati di guerra provenienti da altre zone. I reati di omicidio e concorso in omicidio, per l’eccidio del paesino in provincia di Lucca, non sono prescritti.

Tuttavia per la Procura tedesca era necessario per l’emissione di un atto di accusa che venisse comprovata per ogni singolo imputato la sua partecipazione alla strage. E questo per gli inquirenti tedeschi non è stato possibile: “Non è possibile, insomma, accertare con sicurezza che la strage sia stata un atto programmato ed un’azione di rappresaglia nei confronti della popolazione civile, erano normali azioni di guerra. Non solo: secondo la Procura è anche possibile che l’obiettivo perseguito dalle truppe tedesche fosse la lotta ai partigiani presenti nella zona e la cattura di uomini da deportare in Germania per compiere lavori forzati. La fucilazione dei civili avrebbe potuto essere stata decisa solo dopo la constatazione che gli obiettivi originari dell’azione militare tedesca non erano stati raggiunti”.

Per non dimenticare.

 

Elenco incompleto delle 560 vittime

1. Adoni Lilia nei Pavolini anni 37 di Piombino
2. Andreotti Amalia ved Ricci anni 85 di Pietrasanta
3. Antonucci Antonietta nei Poli anni 55 di Pietrasanta
4. Antonucci Lia di età imprecisata
5. Ardussi Teresa anni 51 di Genova
6. Babboni Aristea anni 42 di Seravezza
7. Bacci Ettorina anni 30 di Pietrasanta
8. Baldi Enza anni 8 di Pietrasanta
9. Baldini Vincenzo anni 29 di Forte dei Marmi
10. Balloni Marco anni 8 di Pietrasanta
11. Balloni Tullio anni 21 di Pietrasanta
12. Barbieri Enrico Francesco Giuseppe anni 7 di Pietrasanta
13. Bartelloni Maria anni 53 di Camaiore
14. Bartolucci Adolfo anni 61 di S. Anna
15. Bartolucci Alfredo anni 31 di S. Anna
16. Bartolucci Anna nei Fieri anni 70 di S. Anna
17. Bartolucci Enzo anni 3 di S. Anna
18. Bartolucci Franco di Ariodato anni 35
19. Bartolucci Irma nei Pieri anni 35 di S. Anna
20. Bartolucci Isola nei Bottati anni 50 di S. Anna
21. Bartolucci Velio anni 7 di S. Anna
22. Bartolucci Wilma anni 7 di S. Anna
23. Battistini Alida anni lO di S. Anna
24. Battistini Allibio anni 16 di S. Anna
25. Battistini Cesare anni 48 di Pietrasanta
26. Battistini Clara anni 30 di S. Anna
27. Battistini Emilio anni 45 di S. Anna
28. Battistini Gilda anni 20 di S. Anna
29. Battistini Mario anni 13 di S. Anna
30. Battistini Palmira anni 50 di S. Anna
31. Battistini Pietro di Luigi anni 43
32. Battistini Sabatino di anno 79 di S. Anna
33. Battistini Sabina nei Federigi anni 23 di S. Anna
34. Battistini Ultimo anni 5 di S. Anna
35. Battistini Umberto anni 7 di S. Anna
36. Bazzichi Rosa nei Navari anni 42 di Seravezza
37. Belli Wemer nei Bigotti anni 38 di Seravezza
38. Bemabò Angelo anni 33 di S. Anna
39. Bemabò Argene nei Bartolucci anni 32 di Pietra santa
40. Bemabò Armida nei Bertelli anni 58 di S. Anna
41. Bemabò Cesella nei Federigi anni 65 di Stazzema
42. Bemabò Flora anni 5 di S. Anna
43. Bemabo Gelsomina anni 32 di S. Anni
44. Bemabò Maria di Sisto anni 31
45. Bemabò Soave anni 18 di S. Anna
46. Bemabò Vivalda anni 40 di S. Anna
47. Benassi Maria Luisa nei Pierotti anni 33 di Pietrasanta
48. Benassi Saveria anni 21 di Pietrasanta
49. Bernabò Bruno anni lO fonti Vangelisti e Federigi
50. Bernabò Giuseppina nei Bottari anni 60 di S. Anna
51. Bernabò Guglielma anni 39 di S. Anna
52. Bernabò Iole anni 26 di S. Anna
53. Bernabò Severina nei Bartolucci anni 29 di S. Anna
54. Berretti Adelia anni 19 di S. Anna
55. Berretti Aldo anni 9 di S. Anna
56. Berretti Anna anni 35 di S. Anna
57. Berretti Argentina anni 46 di S. Anna
58. Berretti Clorinda anni 12 di S. Anna
59 Berretti Dante anni 56 di S. Anna
60 Berretti Elda anni 17 di S. Anna
61. Berretti Laura anni 61 tutte le fonti
62. Berretti Maria Giovanna anni 23 di S. Anna
63. Berretti Mirelia (detta Petronilda) anni 21 di S. Anna
64. Berretti Rosina anni 7 di S. Anna
65. Berretti Giuseppe anni 28 di S. Anna
66. Berretti Lina anni 13 di S. Anna
67. Bertelli Adolfa o Adelma anni 55
68. Bertelli Angelo anni 31 di S. Anna
69. Bertelli Antonio anni 59 di S. Anna
70. Bertelli Augusto anni 31 di Pietrasanta
71. Bertelli Aurora anni 14 di S. Anna
72. Bertelli Disma anni 22 di S. ArnIa
73. Bertelli Evelina nei Fieri anni 37 di S. Anna
74. Bertelli Lilia (Lina) anni 23 di S. Anna
75. Bertelli Livia Anna anni 19 di S. Anna
76. Bertelli Luigi anni 4 di S. Anna
77. Bertelli Maria anni 22 di S. Anna
78. Bertelli Maria Ven nei Pierini anni 31 di S. Anna
79. Bertelli Nadiria anni 3 di S. Anna
80. Bertelli Orietta anni 13 di S. Anna
81. Bertelli Pierina anni 19 di S. Anna
82. Bertelli Rina anni 23 di S. Anna
83. Bertelli Rinaldo anni 26 di S. Anna
84. Bertelli Santina nei Bottari anni 35 di S. Anna
85. Bertelli Settirnio anni 29 di S. Anna
86. Bertelli Siria di Antonio anni 19
87. Bertelli Umberto anni 5 di S. Anna
88. Bertelli Pietro anni 63 tutte le fonti
89. Bertelloni Maria di Eugenio anni 53
90. Bertellotti Ada nei Salvatori anni 40 di Forte dei Marini
91. Bertellotti Marianna anni 60 di Pietrasanta
92. Bertellotti Paride di Egisto anni 68
93. Bertellotti Pia nei Ghilardini anni 64 di Forte dei Marini
94. Bertellotti Pietro anni 73 di Stazzema
95. Bertolucci Anna fu Luigi anni 70
96. Bertolucci Ennio anni 70
97. Bertolucci Marianna anni 63 di S. Anna
98. Bertuccelli Ada di Benedetto anni 20
99. Bianchi Giuseppe di Pietro di Camaiore
100. Bibolotti Bianca anni 55 di Pietrasanta
101. Bibolotti Genny nei Marsili anni 28 di Pietrasanta
102. Bibolotti Oriana (Doriana) anni 60 di Pietrasanta
103. Bibolotti Teresa anni 63 di Pietrasanta
104. Bibolotti Umberto anni 62 di Pietrasanta
105. Bigotti Wener anni 38 di Seravezza
106. Bonati Giuseppe Franco anni 7 di La Spezia
107. Bonuccelli Adriana anni 9 di S. Anna
108. Bonuccelli Alda (Ada) anni 20 di Camaiore
109. Bonuccelli Amedeo anni 60 di Camaiore
110. Bonuccelli Angela anni 51 di Camaiore
111. Bonuccelli Elisa nei Lencioni anni 54 di Camaiore
112. Bonuccelli Emanuela anni 20 di Stazzema
113. Bonuccelli Franco anni 14 di Seravezza
114. Bonuccelli Gino Silvestro anni 38 di Camaiore
115. Bonuccelli Gorizia Maria nei Gamba anni 29 di Stazzema
116. Bonuccelli lrina anni 20 di S. Anna
117. Bonuccelli Maria anni 18 di Camaiore
118. Bonuccelli Maria Rosa anni 1 di Camaiore
119. Bonuccelli Paola anni 22 di Camaiore
120. Bonuccelli Raffaello anni 61 di Camaiore
121. Bottari Ada anni 19 di S. Anna
122. Bottari Alduina anni 43 di S. Anna
123. Bottari Amerigo anni 60 di S. Alma
124. Bottari Armando anni 12 di S. Anna
125. Bottari Giuseppina anni 38 di S. Alma
126. Bottari Ivo anni 8 di S. Anna
127. Bottari Lorenzo anni 47 di S. Anna
128. Bottari Luisa almi 67 di S. ArnIa
129. Bottari Miranda anni 9 di S. Anna
130. Bottari Osvaldo anni 9 di S. Anna
131. Bottari Rolando anni 12 di S. Anna
132. Bottari Rosina di Nello anni 7
133. Bottari Amaldo anni l l di Pontestazzemese
134. Bottari Clorinda anni 12
135. Bottari Emanùele anni 36 di Pietrasanta
136. Bottari Federigo almi 50
137. Bottari Ginevra anni 39 di Massa
138. Bottari Romana anni 8 tutte le fonti
139. Brelletti Laura nei Pieri anni 35 di S. Anna
140. Bresciani Rosalba nei Bertelli anni 32 di Pietrasanta
141. Buratti Bruno Marino anni 9 di Pietrasanta
142. Buratti Chiara anni 48 di Pietrasanta
143. Buratti Nara anni 13 di Pietrasanta
144. Cagnoni Gioia anni l l di Seravezza
145. Cappiello Francesco anni 28 di Napoli
146. Cappiello Giuseppina anni 25 di Napoli
147. Cappiello Maria Grazia anni l di Napoli
148. Cappiello Nina anni 22 fonte
149. Carpini Maria Rosa nei Ficini anni 42 di Pietrasanta
150. Castelli Lina anni 22
151. Castello Raffaella anni 24 di Pietrasanta
152. Cinquini Maria anni 26 di Seravezza
153. Cinquini Tiziana anni 26 di Seravezza
154. Costa Elvina anni 18 di Pietrasanta
155. Da Prato Nello anni 36 di Pietrasanta
156. Dal Torriore Liliana al1lli 28 di Camaiore
157. Danesi Cirino Luigi anni 55 di Marliana
158. Danesi Severo Giovanni anni lO di Pavia
159. Dazzi Cannela anni 51 di Pietrasanta
160. Dazzi Corrado anni 68 di Pietrasanta
161. Dazzi Nicolina anni 3 di Pietrasanta
162. Dazzi Teresa almi 63 di Pietrasanta
163. De Martino Antonio anni 41 di Castellammare di Stabia
164. De Martino Ciro anni 3 di Castellamare di Stabia
165. De Martino Luigi anni 24 di Castellamare di Stabia
166. Del Polito Firma anni 43 di Forte dei Marmi
167. Della Latta Carlo anni 9 di Camaiore
168. Della Latta Carmine (Corinna) anni 3 di Camaiore
169. Della Latta Davino anni 6 di Camaiore
170. Della Latta Domenico anni 12 di Camaiore
171. Della Latta Giuseppe anni 14 di Camaiore
172. Donati Ilde negli Scipioni anni 39 di La Spezia
173. Edifizi Enio anni 4 di Montignoso
174. Evangelisti Emma anni 44 di Seravezza
175. Famocchi Assunta anni 51 di S. Anna
176. Farnocchi Adelfa nei Berretti anni 50 di S. Anna
177. Farnocchi Bruna nei Pardini anni 36 di S. Anna
178. Farnocchi Gianfranco anni 6 fonte Bergamini
179. Farnocchi Giuseppa nei Gamba anni 52 di S. Anna
180. Farnocchi Severina anni 47 di S. Anna
181. Federigi Gianfranco anni 6 di S. Anna
182. Federigi Ida nei Bertolucci anni 42 di S. Anna
183. Federigi Isabella anni 19 di S. Anna
184. Federigi Ivana anni 1 di S. Anna
185. Federigi Mirta anni 2 di S. Anna
186. Federigi Silvana anni 3 di S. Anna
187. Ficini Giorgio anni 14 di Pietrasanta
188. Flaver M Luigia nei Danesi anni 46 di Pavia
189. Galleni Ulisse anni 53
190. Gamba Carlo Andrea anni 67 di Pietrasanta
191. Gamba Claudio anni 1 di S. Anna
192. Gamba Maria anni 23 di S. Anna
193. Gamba Maria Franca anni 5 di Pietrasanta
194. Gamba Maria Grazia anni 20 di Pietrasanta
195. Gamba Sila anni 37 di Pietrasanta
196. Gamba Silvia anni 54 di S. Anna
197. Garbati Luigi anni 50 di Pietrasanta
198. Garibaldi Andreina anni 33 di Pietrasanta
199. Garibaldi Lia anni 5 di Pietrasanta
200. Garibaldi Luciana anni 9 di Pietrasanta
201. Genovesi Dina anni 36 di Pietrasanta
202. Gherardi Pia nei Garbati anni 53 di Stazzema
203. Ghilardini Efisio anni 74 di Forte dei Marmi
204. Ghilardini Lobelia nei Marchi anni 39 di Forte dei Marmi
205. Ghilardini Maria anni 1 di Forte del Marmi
206. Ghilardini Pia anni 64 di Forte dei Marmi
207. Giannecchini Leda anni 17 di Camaiore
208. Giovannini Dino anni 22 di Pietrasanta
209. Guadagnucci Bianca Elena anni 43 di Pietrasanta
210. Guidi Angelo anni 65 di Pietrasanta
211. Guidi Rosa Cesarina nei Bonuccelli anni 33 di Camaiore
212. Innocenti Dina nei Lencioni anni 32 di Camaiore
213. Innocenti Paola nei lencioni anni 22 di Camaiore
214. Kurz Carla nei Barberi anni 31 di Forte dei Marmi
215. Lari Ginevra anni 29 di Pietrasanta
216. Lazzareschi Albertina nei Barbieri anni 37 di Pietrasanta
217. Lazzeri Angelica nei Pierotti anni 48 di Stazzema
218. Lazzeri Cesare anni 59 di S. Anna
219. Lazzeri don Innocenzo anni 33
220. Lazzeri Giuseppa anni 56 di Pietrasanta
221. Lazzeri Venezia anni 56 di Pietrasanta
222. Lencioni Dina (Assuntina) anni 18 di Camaiore
223. Lencioni Maria Grazia anni 7 di Camaiore
224. Lencioni Piero anni 2 di Camaiore
225. Lencioni Vincenzo armi 62 di Camaiore
226. Luisi Angelina anni 64 di S. Anna
227. Luisi Emilia anni 20 di Pontestazzemese
228. Luisi Giuseppa anni 30 di S. Anna
229. Luisi Giuseppina anni 24 di Pontestazzemese
230. Luisi Maria anni 65 di S. Anna
231. Luisi Marianna anni 53 di S. Anna
232. Luisi Marietta anni 55 di S. Anna
233. Luisi Renato di Vallecchia
234. Mancini Adelia nei Bertelli anni 24 di S. Anna
235. Mancini Albertina detta Lina anni 19 di S. Anna
236. Mancini Aemida di Emesto anni 58
237. Mancini Claudina nei Moriconi anni 24 di S. Anna
238. Mancini Daniele anni 69 di S. Anna
239. Mancini Dante anni 78 fonte
240. Mancini Dina nei Bertelli armi 50 di S. Anna
241. Mancini Doralice anni 77 di S. Anna
242. Mancini Egisto anni 69 di S. Anna
243. Mancini Elvira nei Bertelli anni 58 di S. Anna
244. Mancini Gelsomina nei Pardini anni 41 di S. Anna
245. Mancini Giulia nei Battistini anni 48 di S. Anna
246. Mancini Ida anni 53 di S. Anna
247. Mancini Ida anni 24 di Camaiore
248. Mancini Isola anni 50 di S. Anna
249. Mancini Norma anni 1 di S. Anna
250. Mancini Pasqualina nei Gamba anni 22 di S. Anna
251. Mancini Romilda
252. Mancini Sestilia anni 17 di S. Anna
Mancini Silvia nei Famocchi anni 52 di S. Anna
253. Mancini Ultima nei Federigi amli 23 di S. Anna
254. Manguzzo Vittorio anni 36 di Pietrasanta
255. Marchetti Ada anni 32 di Pietrasanta
256. Marchetti Annina anni 80 di Pietrasanta
257. Marchetti Cesare anni 86 di Pietrasanta
258. Marchetti Gina anni 28 di Pietrasanta
259. Marchetti Giuliana anni 8 di Pietrasanta
260. Marchetti Giuliano anni 8 di Pietrasanta
261. Marchetti Guido anni 55 di Pietrasanta
262. Marchetti Maria anni 52 di Pietrasanta
263. Marchetti Mario anni 29 di Pietrasanta
264. Marchi M Sole anni l di Forte dei Marini
265. Marchi Oreste anni 40 di Forte dei Marmi
266. Marchini Flora M Gina nei Bonati anni 3 l di La Spezia
267. Marcuccetti Fortunala nei Baldi anni 26 di Pietrasanta
268. Martini Salvatori Maria Pia anni 5 di Forte dei Marmi
269. Mazzei Vittorio anni 43 di Pietrasanta
270. Mazzei Vittorio Sauro anni 21 di Pietrasanta
271. Micheletti Guido anni 55 di Pietrasanta
272. Micheletti Matteo anni 80 di Pietrasanta
273. Moriconi Alma nei Bemabò anni 32 di S. Anna
274. Moriconi Assunta anni 44 di S. Anna
275. Moriconi Bruno anni 9 di S. Anna
276. Moriconi Nara anni 2 di S. Anna
277. Moriconi Rosa anni 15 di S. Anna
278. Nati Lola anni 24 di Pietrasanlta
279. Navari Bianca anni 59 di Pietrasanta
280. Navari Francesco anni 81 di Pietrasanta
281. Orsi Giancarlo anni 7 di Pietrasanta
282. Pacini Ivo
283. Palmeri Cesare anni 26 di Stazzema
284. Paone Maria anni 32 di Castellammare di Stabia
285. Pardini Anna di giorni 20 di S. Anna
286. Pardini Isola anni 68 di Pietrasanta
287. Pardini Maria Angelica nei Mancini anni 38 di S. Anna
288. Pardini Maria anni 16 di S. Anna
289. Pardini Oriella anni 14 di S. Anna
290. Pardini Santina nei Battistini anni 44 di S. Anna
291. Pardini Sara al\l\i 9 di S. Anna
292. Pardini Teresa anni 21 di S. Anna
293. Pavolini Claudio anni 12 di Piombino
294. Pavolini Fulvia anni 6 di Piombino
295. Pavolini Fulvio anni 41 di Piombino
296. Pavolini Giovanna anni lO di Piombino
297. Pavolini Giovanni anni 14 di Piombino
298. Pavolini Silvio anni 5 di Piombino
299. Pea Gilda anni 50 di Pietrasanta
300. Pea Olga
301. Pieri Luciana anni 5 di S. Anna
302. Fieri Alice anni 12 di S. Anna
303. Fieri Alvila anni 14 di S. Anna
304. Fieri Angela anni 14 di S. Anna
305. Fieri Attilia anni 20 di S. Anna
306. Fieri Enzo anni 3 di S. Anna
307. Pieri Ercolina nei Pierini anni 45 S. Anna
308. Pieri Evangelina nei Petissi anni 38 di S. Anna
309. Fieri Gabriello anni 73 di S. Anna
310. Fieri Galliano anni 36 di S. Anna
311. Fieri Giuliana anni 3 di S. Anna
312. Fieri Ilva nei Bertelli anni 23 di S. Anna
313. Fieri Lilia o Lidia anni 3 di S. Anna
314. Pieri M Grazia anni 5 di S. Anna
315. Pieri M Graziella Lida anni 7 di S. Anna
316. Pieri Marietta anni 36 tutte le fonti
317. Pieri Marisa anni 12 di S. Anna
318. Pieri Natale anni 39 di S. Anna
319. Pieri Roberto anni 5 di S. Anna
320. Pieri Romana anni 8 di S. Anna
321. Pieri Romano anni 10 di S. Anna
322. Pieri Sabina nei Mancini anni 57 di S. Anna
323. Pieri Sofia anni 79 di S. Anna
324. Pierini Alfredo anni 45 di S. Anna
325. Pierini Letizia negli Ulivi anni 42 di S. Anna
326. Pierini Luciano anni 13 di S. Anna
327. Pierini Renzo anni 3 di S. Anna
328. Pierini Zita anni 18 di S. Anna
329. Pieroni Alberto anni 11 di. Pietrasanta
330. Pieroni Anna Maria anni 17 di Pietrasanta
331. Pieroni Augusto anni 13 di Pietrasanta
332. Pieroni Franco Giuseppe anni 7 di Pietrasanta
333. Pieroni Luigi Adolfo anni 16 di Pietrasanta
334. Pierotti Elio almi 14 di Stazzema
335. Pierotti Paola anni 4 di Pietrasanta
336. Pierotti Zaira nei Bonucelli anni 66 di Camaiore
337. Pierotti Aldo anni 40 di Pietrasanta
338. Pierotti Alessandro anni 3 di Pietrasanta
339. Pierotti Clara anni 18 di Stazzerna
340. Pierotti Evangelina anni 45 di Pietrasanta
341. Pierotti Giorgio anni 51 di Pontestazzernese
342. Pierotti Ida nei Guidi anni 61 di Pietrasanta
343. Pierotti Maria nei Ricci anni 38 di Pietrasanta
344. Poli Luciana anni 16 di Pietrasanta
345. Poli Soma di età imprecisata
346. Polidori Giannina anni 53 di Seravezza
347. Prezioso Bianca nei Tucci anni 38 di Livorno
348. Prosperi Mario arn1i 32 di Seravezza
349. Puliti Zanobio anni 52 di Pietrasanta
350. Raffaelli Franca anni 18 di Camaiore
351. Raffaelli Pietro di Capezzano P.
352. Ricci Amalia anni 68 di Pietrasanta
353. Ricci Giorgio anni 14 di Pietrasanta
354. Ricci Paolo anni 5 di Pietrasanta
355. Romiti Mario anni 28 di Pietrasanta
356. Rosi Antonia nei Giannecchini anni 43 di Camaiore
357. Sacchi Elisa Margherita anni 47 di Pietrasanta
358. Sacchi Maria Grazia anni 16 di Pietrasanta
359. Sacchi Niccolina anni 42 di Pietrasanta
360. Salvatori Luigi anni 54 di Forte dei Marn1i
361. Santini Sonia anni 6 di Pietrasanta
362. Scalero Costantino anni 62 di Genova
363. Scalero Gina anni 52 di Genova
364. Scalero Maria Luisa anni 17 di Genova
365. Scalero Rosetta anni 24 di Genova
366. Scipioni Giuseppe anni 9 di La Spezia
367. Scipioni Luigi anni 38 di La Spezia
368. Scipioni Mario anni 13 di La Spezia
369 . Silicani Enzo anni 21 di Pietrasanta
370. Silicani Angela anni 61 di Stazzema
371. Stagetti Uliana anni 61 di Pietrasanta
372. Stagi Maria di Pietrasanta
373. Tartarelli Maria anni 60 di Pietrasanta
374. Tognetti Anna anni 87 di Pietrasanta
375. Tucci Anna Maria anni 18 di Livorno
376. Tucci Carla anni 3 di Livorno
377. Tucci Eros anni 13 di Livorno
378. Tucci Feliciano anni 10 di Livorno
379. Tucci Franca anni 6 di Livorno
380. Tucci Luciana anni 14 di Livorno
381. Tucci Maria di 3 mesi di Livorno
382. Tucci Maria Grazia anni 8 di Livorno
383. Ulivi Amabilia anni 38 di S. Anna
384. Ulivi Italo anni 65 di S. ArnIa
385. Ulivi Lidia anni 18 di S. Anna
386. Ulivi Maria anni 35 di S. Anna
387. Ulivi Rosaria nei Bertelli anni 64 di S. Anna
388. Vangelisti Donati Flora di età imprecisata
389. Vangelisti Moriconi Angelo anni 33
390. Vecoli Egisto anni 36 di Pietrasanta
391. Vecoli Mita anni 19 di Camaiore
392. Vecoli Piero anni 12 di Camaiore
393. Zanetti Dina nei Gamba anni 29 di Pietrasanta


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4-8-1974 : 40 anni fa la strage Italicus


Nella notte una bomba esplode nella vettura numero 5 dell’espresso Roma-Brennero. I morti sono 12 e i feriti circa 50, ma una strage spaventosa è stata evitata per questione di secondi: se la bomba fosse esplosa nella galleria che porta a San Benedetto Val di Sambro i morti sarebbero stati centinaia. Racconta un testimone della strage: «Il vagone dilaniato dall’esplosione sembra friggere, gli spruzzi degli schiumogeni vi rimbalzano su. Su tutta la zona aleggia l’odore dolciastro e nauseabondo della morte»

I due agenti di polizia che hanno assistito alla sciagura raccontano: «Improvvisamente il tunnel da cui doveva sbucare il treno si è illuminato a giorno, la montagna ha tremato, poi è arrivato un boato assordante. Il convoglio, per forza di inerzia, è arrivato fin davanti a noi. Le fiamme erano altissime e abbaglianti. Nella vettura incendiata c’era gente che si muoveva. Vedevamo le loro sagome e le loro espressioni terrorizzate, ma non potevamo fare niente poiché le lamiere esterne erano incandescenti. Dentro doveva già esserci una temperatura da forno crematorio. ‘Mettetevi in salvo’, abbiamo gridato, senza renderci conto che si trattava di un suggerimento ridicolo data la situazione. Qualcuno si è buttato dal finestrino con gli abiti in fiamme. Sembravano torce. Ritto al centro della vettura un ferroviere, la pelle nera cosparsa di orribili macchie rosse, cercava di spostare qualcosa. Sotto doveva esserci una persona impigliata. ‘Vieni via da lì’, gli abbiamo gridato, ma proprio in quel momento una vampata lo ha investito facendolo cadere accartocciato al suolo».

I neofascisti non nascondono di essere gli esecutori. Un volantino di Ordine nero proclama: «Giancarlo Esposti è stato vendicato. Abbiamo voluto dimostrare alla nazione che siamo in grado di mettere le bombe dove vogliamo, in qualsiasi ora, in qualsiasi luogo, dove e come ci pare. Vi diamo appuntamento per l’autunno; seppelliremo la democrazia sotto una montagna di morti». Gli investigatori brancolano nel buio fino a quando un extraparlamentare di sinistra, Aurelio Fianchini, evade dal carcere di Arezzo e fa arrivare alla stampa questa rivelazione: «La bomba è stata messa sul treno dal gruppo eversivo di Mario Tuti che ha ricevuto ordini dal Fronte nazionale rivoluzionario e da Ordine nero. Materialmente hanno agito Piero Malentacchi, che ha piazzato l’esplosivo alla stazione di Santa Maria Novella a Firenze, Luciano Franci, che gli ha fatto da palo, e la donna di quest’ultimo, Margherita Luddi».

Eppure la polizia era informata da tempo che Mario Tuti era un sovversivo e una donna aveva addirittura dichiarato a un giudice che l’autore della strage era proprio lui. Risultato: la denuncia archiviata e la donna mandata in casa di cura come mitomane. Il giudice che aveva raccolto e insabbiato la dichiarazione si chiamava Mario Marsili ed era il genero di Licio Gelli, il gran venerabile della loggia massonica P2.

Si entra così nei misteri della polizia e dei governi-ombra che per alcuni anni hanno condizionato la vita italiana. Il dubbio che la P2 sia implicata nella vicenda induce il giudice bolognese Vella a diffidare della magistratura aretina. Scrive Giampaolo Rossetti, un giornalista che si è occupato per mesi della vicenda: «Arezzo era città di protezione per i fascisti». Basti pensare alla frase strafottente pronunciata da Luciano Franci, il luogotenente di Mario Tuti, rivolgendosi a un camerata che piagnucolava dopo l’arresto: «Non preoccuparti, da queste parti siamo protetti da una setta molto potente». Una setta, ci spiegò poi il giudice Vella, che puzzava di marcio ed era al centro di un potere occulto collegato alle più oscure vicende della vita italiana. Per saperne di più il giudice Vella si rivolse anche ai Servizi segreti, ma per mesi non ottenne risposta. Protestò e allora l’ammiraglio Casardi, capo del servizio militare, gli scrisse rimproverandolo di ignorare «le norme che regolano il nostro servizio». «Le conosco anche troppo» gli rispose Vella, «ed è questo che mi preoccupa». Probabilmente se i Servizi segreti l’avessero aiutato, il giudice sarebbe subito arrivato a Tuti.

Comunque, all’inizio del ’75 viene emesso un mandato di cattura contro Mario Tuti, che però riesce a sfuggire all’arresto. Aspetta che i tre carabinieri andati per arrestano suonino alla porta e poi spara loro addosso uccidendone due e ferendo il terzo. L’uomo riesce ad espatriare, prima ad Ajaccio e poi sulla Costa azzurra. La polizia francese lo rintraccia a Saint-Raphael dove ha luogo di nuovo uno scontro cruento, al termine del quale il terrorista viene arrestato. Al processo terrà un contegno sprezzante. Anni dopo, nel 1987, sarà lui a capeggiare una rivolta nel carcere di Porto Azzurro che terrà l’Italia con il fiato sospeso per alcuni giorni.

Le indagini sull’Italicus e su piazza della Loggia hanno spezzato il fronte dell’omertà. I balordi della provincia nera parlano, ma quando il giudice Tamburrino di Padova o il giudice Arcai di Brescia chiedono conferme o aiuti ai Servizi segreti per indagare sulle alte complicità cala la serranda del «segreto di Stato». Le protezioni di cui godono i fascisti sono sfacciate. Valga questo esempio: il 19 luglio del ’75 viene arrestato a Milano l’avvocato Adamo Degli Occhi, capo della «maggioranza silenziosa», movimento d’ordine. I carabinieri di Milano chiedono alla Questura di Brescia, che conduce le indagini sulla strage di piazza della Loggia, se devono perquisire l’alloggio dell’avvocato, ma la Questura dice che non è il caso. Intanto un giornalista fascista, Domenico Siena, è entrato nell’alloggio e ne è uscito con due valigie. Dirà che aveva preso effetti personali da far arrivare in carcere all’avvocato. Il dubbio che fossero carte compromettenti è più che lecito.

da “Gli anni del terrorismo” di Giorgio Bocca

Comunicato Banda Bassotti

Italian Version:

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COMUNICATO DELLA BANDA BASSOTTI

Ci rivolgiamo alla nostra grande Famiglia, a tutti i Banditi senza Tempo, agli Antifascisti, alla Classe Operaia, ai lavoratori, ai disoccupati e agli sfruttati. Dovunque essi siano.
Da molti mesi assistiamo ad una politica del silenzio. In tutta europa non trapelano notizie di quello che il governo nazista di Kiev sta facendo nel Donbass ed in tutta l’Ukraina. La stampa italiana ed europea e’ completamente asservita all’Unione Europea ed alla politica degli Stati Uniti d’America. Nessuna notizia riguardante i bombardamenti sui civili, le persecuzioni di Russi, di comunisti e di chiunque possa sembrare un Partigiano delle milizie Popolari; nessun cenno al fatto che l’”europea” Ukraina sia il più grande laboratorio per il neonazismo internazionale.
Stanchi di questo, in completo accordo con le Milizie Popolari della Novarossija stiamo organizzando una carovana antifascista con raccolta di fondi, portando nelle terre del Donbass la nostra solidarietà antifascista e un concerto. Come già abbiamo fatto in Nicaragua nel 1984, in Salvador nel 1994, in Palestina nel 2004 siamo pronti per questo viaggio. Dal 26 al 30 settembre 2014 saremo nelle terre che resistono all’attacco dei nazisti, visiteremo Novarossija. Il nostro programma prevede un concerto a Rostov on Don, la città che ospita un immenso campo profughi e un concerto in Novarossija. Non possiamo dire dove, impossibile visti i bombardamenti, ma faremo il possibile. A tutti gli antifascisti chiediamo un aiuto economico per il viaggio e per portare materiale alle popolazioni del Donbass. Sappiamo di contare su una grande Famiglia.
Come già in Spagna nel 1936 dove migliaia di Internazionalisti hanno combattuto a fianco della Repubblica di Spagna: NO PASARAN

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English Version: (VIDEO)

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BANDA BASSOTTI STATEMENT

We are addressing this speech to our big Family, to all the timeless Banditos, to the antifascists, to the working class, to all the workers in the world, to the unemployed and to the exploited.
Wherever they are.
In the last few months we have been witnessing a Policy of Silent.
Everywhere in Europe you won’t hear any information about what the fascist government in Kiev is doing in Donbass and in Ukraine. Italian and European press are totally subdued by European Union and United States.
No news on bombing civilians, on persecution of Russians, communists and anybody who appears to be a partisan of the popular Militia; not a word on the fact that the “European” Ukraine is the biggest Workshop of International neo-nazism.
We are tired of all that and, with Novarossjian popular Militia, we are organising a fund rising antifascist Expedition.
We will bringing our antifascist solidarity to Donbass territory with a concert.
As previously done in 1984 in Nicaragua, in 1994 in Salvador, in 2004 in Palestine we are now ready for another journey.
From 26th until 30th September 2014 we will be in that lands who are resisting Nazis attacks. We will visit Novarossija. Our programme is to set up a concert in Rostov on Don, the city who shelters a huge refugee camp, and one in Novarosija. We still don’t know where this will take place due to the bombings, but we will do our best. We are asking all antifascist an economic support to sustain travel expenses and to bring supplies to the Donbass population.
We know we can count on the support of our big Family.
As it happened in Spain in 1936 where thousands of Internationalists fought side by side with the Republic of Spain: NO PASARAN!

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Spanish Version: (VIDEO)

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COMUNICADO DE BANDA BASSOTTI

Este comunicado va dirigido a nuestra gran Familia, a todos los “Banditi senza Tempo”, a los Antifascistas, a la Clase Obrera, a los trabajadores, a los parados y a los explotados de donde quieran que sean.
Hace mucho tiempo que asistimos a una politica de silencio. En ninguna parte de Europa se esta informando sobre lo que el gobierno nazista de Kiev esta llevando a cabo en Donbass y en toda Ukrania. La prensa italiana y europea está completamente al servicio de la Unión Europea y de la politica de los EEUU. Ninguna noticia sobre los bombardeos sobre la poblacion civil, ni sobre la persecucion de rusos, de comunistas ni de cualquiera que pueda parecerse a un Partisano de la milicia Popular; ningun comentario sobre el hecho de que la Ukrania “europea” se haya convertido en el mayor laboratorio para el neonazismo internacional.
Cansados de todo esto y de acuerdo con las Milicias Populares de la Novarossija, estamos organizando una caravana antifascista con la recogida de fondos para llevar a las tierras de Donbass nuestra solidaridad antifascista en forma de concierto.
Como ya lo hicieramos en Nicaragua en 1984, en el Salvador en 1994, en Palestina en 2004, estamos preparados para este nuevo destino. Del 26 al 30 del proximo septiembre estaremos en las tierras que resisten el ataque nazista visitando Novarossija. En nuestro programa esta previstos un concierto en Rostov on Don, ciudad que acoge un inmenso campo de refugiados, y un concierto en Novarossija. No podemos concretar aun dónde será, debido a los continuos bombardeos, pero haremos lo posible. Solicitamos a todos los atifascistas una donacion economica para el desplazamiento y en envio de material a la poblacion de Donbass. Sabemos que contamos con una gran Familia.
Como ya sucediera en Espana en 1936 donde millares de internacionalistas estubieron combatiendo junto al bando repubblicano NO PASARAN!

Euskera Version:

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BASSOTTI BANDAREN MEZUA

Denbora gehiegi daramagu isiltasun politika batean murgilduta. Europako toki oro isiltasuna da nagusi, Kiev-eko gobernu nazistak Donbass eta Ukrania osoan daraman politika ezkutatuz. Italia eta Europa osoko prentsa guztia Europear Batasun eta Estatu Batuen politikaren serbitzari ditugu. Inolako berririk populazio zibilaren aurka gauzatutako bonbardaketei buruz, errusiarren kontrako zapalkuntzei buruz edo eta Herri Miliziaren Partisano antza duen edozeinen aurka egindakoei buruz. Hitz bakar bat ere ez nazioarteko Neonazismoaren mintegi bihurtzen ari de “europer” Ukraniari buruz.
Honetaz ahiturik eta Novarossijako Herri Gudaritzarekin bat eginaz, karabana antifaxista bat eratzen ari gara. Jasotako dirulaguntza Donbasseko lurraldeetara eraman nahi dugu gure helkartasun antifaxista kontzertu moduan adieraziaz.
1984ean Nikaraguan, 1994ean El Salbadorren eta 2004en Palestinan bezala, prest gaude halabehar honi aurre egiteko. Datorren Iraileko 26a-30a bitartean eraso faxistari aurre egiten ari den Novarossija lurretan izango gara. Gure egitarauan, bi ekitaldi: lehena, errefuxiatuen landa erraldoi bihurtu den Rostov on Don hirian emango den kontzertua; bigarrena,Narossijan izango dena. Oraingoz tokiak zehazteke daude, etengabeko bonbardaketek eragotzita.
Antifaxista guztiei diru laguntza ezkertuko genieke desplazamendu eta Donbass-eko bizilagunei eramango materialen kostuari aurre eginteko.
Jakin, badakigu zein zabala den inguruan dugun Familia.
1936ean Espainian gertatu bezala, non milaka internazionalistek Errepublikaren alde burrukatu ziren, EZ DUTE AURRE EGINGO!

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Russian Version: (VIDEO)

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Обращение музыкальной группы “Banda Bassotti”.

Мы обращаемся к нашей большой Семье, к нашим Коллегам, к рабочиму классу, к трудящимся, к безработным и к эксплуатируему классу. Везде, где они есть.
Уже много месяцев как мы наблюдаем политику молчания. По всей Европе не просачиваются новости о том, что делает нацистское правительство Киева в Донбассе и во всей Украине. Итальянская и европейская пресса полностью подвластны Европейскому Союзу и политике Соединенных Штатов Америки. Вомбёжки мирных жителей, преследованиe русских, коммунистов и любого, кто может показаться сторонником Народного ополчения…
Уставшие от всего этого и, в полном согласии с Народным Ополчением Новороссии, мы организуем Антифашистский Караван со сбором средств, неся на земли Донбасса нашу антифашистскую солидарность и благотворительный концерт. Как уже мы сделали это в Никарагуа в 1984 году, в Сальвадоре в 1994 году и в Палестине в 2004 году, мы готовы к этой поездке. С 26 по 30 сентября 2014 года мы будем на землях, которые сопротивляются атаке фашистов, посетим Новороссию. Наша программа включает в себя концерт в Ростове на Дону, в городе, который является домом для огромного лагеря беженцев и концерт в Новороссии. Мы не можем сказать где, это, с учетом бомбардировки невозможно, но мы сделаем всё возможное для его реализации. Просим всех антифашистов поддержать экономически нашу поездку и для передачи необходимого материалa людям Донбасса. Мы знаем, что можем рассчитывать на большую Семью.
Как и в Испании в 1936 году, где тысячи интернационалистов, воевавали вместе в поддержку Испанской Респуплики: NO PASARAN!!

Per Info:
Facebook: https://www.facebook.com/bandabassottiband
Twitter: https://www.twitter.com/banda_bassotti
Email: bassottixdonbass@gmail.com

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Auguri compagno Andrea

Non vogliamo unirci al coro istituzionale  a quelle corporazioni che hai sempre combattuto, che oggi si ritrovano per dedicarti una Piazza, preferiamo ricordarti  vicino agli ultimi, vicino  a chi è emarginato, nelle mille battaglie che da Partigiano a uomo di strada hai combattuto.

Auguri compagno Andrea

 

 

“Panebianco cuorenero”…

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Questa mattina alle 13.30 siamo tornati davanti alla porta dell’ufficio del barone Angelo Panebianco nel Dipartimento di Scienze Politiche e Sociali dell’Università di Bologna per constatare l’ennesimo sperpero di denaro pubblico: i nostri soldi sono stati spesi nel ripulirla dalla vernice rossa generosamente versata in gennaio, quando la potente testa d’uovo del Corriere della Sera invocava una selezione razziale dei lavoratori migranti. Oggi abbiamo murato con cemento, malta e filo spinato quella porta dietro a cui si nasconde il ben pagato servitore dei signori della crisi e della guerra. È un muro che simboleggia quello costruito in Palestina e alle porte dell’Europa, i tanti muri che seminano morte per proteggere i ricchi dai poveri. Un muro che dice basta al razzismo e agli scienziati del massacro sociale.

L’ennesima occasione il barone nero l’ha offerta con il solito editoriale pubblicato domenica sul Corriere, in cui dà degli amichevoli consigli a Renzi, suo socio di affari nelle politiche neoliberali e di austerity: devi fare ancora uno sforzo per diventare un nuovo Blair o una nuova Thatcher, devi calpestare ancora di più diritti e qualità della vita, devi armarti e partire alla guerra. Da un lato, Renzi deve abbassare la pressione fiscale, ma per Panebianco significa una cosa sola: con ancora più decisione, togliere ai poveri per dare ai ricchi. Quello che il barone nero non dice, infatti, è che oggi la fiscalità è uno strumento di concentrazione di ricchezza e rendita nelle mani di pochi, di ulteriore prelievo forzoso dello scarno reddito dei settori sociali più duramente colpiti dalla crisi. Per noi le tasse che vanno combattute sono quelle che strangolano i ceti medi impoveriti, i lavoratori autonomi precarizzati, chi cerca di sfangarsi da vivere con una qualsiasi attività e non riesce ad arrivare alla fine del mese. Combattere le tasse per riappropriarsi del reddito, non per finanziare imprese, speculatori e grandi opere come vorrebbero Panebianco e soci.

Blitz Panebianco (foto Hobo)Dall’altro, il barone nero consiglia caldamente Renzi di affogare gli immigrati nel Mediterraneo, molto di più di quello che già con impegno l’attuale governo – al pari di quelli precedenti – sta facendo. Tutto ciò nel nome della nazione e della razza, ovvero della casta dei potenti. Contro il fantasma dei califfati che bussano alle porte dell’Europa, il barone nero invoca la guerra santa contro gli immigrati, semina islamofobia e predica una nuova crociata neoliberista. Scrive questo, non a caso, nei giorni in cui ancora una volta lo Stato di Israele – di cui il barone nero è notoriamente un acceso tifoso – sta portando avanti il genocidio della popolazione palestinese. Come tutti gli avvoltoi, i Panebianco si alimentano di cadaveri.

Per questo oggi portavamo sui nostri volti le kefiah, divenute simbolo della resistenza palestinese, bandiera della lotta contro l’oppressione. A “incendiare i territori europei” non sono le guerre più o meno sante, ma la povertà e il rifiuto di voler continuare a pagare i costi della crisi creata dai padroni di Panebianco. Quello di cui devono iniziare ad aver paura è l’intifada dei precari, dei disoccupati, dei lavoratori impoveriti. A “tracciare una linea di confine tra ‘noi’ e ‘loro’” ci abbiamo pensato noi: tra noi che paghiamo la crisi e loro che l’hanno creata.

Immaginiamo già il coro che da destra a sinistra si leverà, come in occasione del precedente escrache: grave attacco alla libertà di espressione. Ebbene sì, noi non riconosciamo libertà di espressione a chi ogni giorno calpesta e invita a cancellare – dalle ben remunerate cattedre dell’università e dalle pagine dei giornali dei potenti – la libertà di milioni di persone. L’unica libertà che riconosciamo ai baroni alla Panebianco è di tacere. L’impunità per loro è finita: l’invasione che tanto teme non arriva da improbabili califfati, ma è quella di student@ e precar@ che entrano dalla porta senza chiedere permesso e gli chiedono conto della sua prepotente arroganza.

Hobo – Laboratorio dei saperi comuni

Analisi e psicologia del fascismo

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Quando si parla del fascismo si pensa alle parate, alle camicie nere, ai gagliardetti, al saluto romano. Il fascismo è anche questo, ma non è solo questo. Esiste certamente un folclore, per così dire, fascista, una propaganda con i suoi luoghi comuni, le sue frasi fatte, le parole d’ordine che esprimono abbastanza bene lo spirito e lo stile fascista. Questa propaganda va tenuta presente, può costituire un utile presupposto di partenza, ma non bisogna fermarsi ad essa, tantomeno al presunto interclassismo che il fascismo diceva di esprimere. Il suo autentico carattere di strumento armato dei grandi interessi e privilegi economico/politici lo ha portato ad assolvere, non solo in Italia, ma in ogni parte del globo dove ciò si è reso “necessario”, il compito di reprimere brutalmente le rivendicazioni popolari.
Ciò non riguarda solo il passato, riguarda il presente ed anche il futuro, fintanto che i meccanismi che lo generano non saranno abbattuti attraverso la collettivizzazione del potere.
Un aiuto nel capire meglio le origini dell’ ideologia ce lo da W. Reich nel suo “Psicologia di massa del fascismo”.
Il fascismo, nella sua forma piú pura, è la somma di tutte le reazioni irrazionali del carattere umano medio. Il sociologo ottuso, a cui manca il coraggio di riconoscere il ruolo predominante della irrazionalità nella storia dell’umanità, considera la teoria fascista della razza soltanto un interesse imperialistico, per dirla con parole piú blande, un “pregiudizio”. Lo stesso dicasi per il politico irresponsabile e retorico. L’intensità e la vasta diffusione di questi “pregiudizi razziali” sono la prova che essi affondano le loro radici nella parte irrazionale del carattere umano. La teoria della razza non è una creazione del fascismo. Al contrario: il fascismo è una creazione dell’odio razziale e la sua espressione politicamente organizzata. Di conseguenza esiste un fascismo tedesco, italiano, spagnolo, anglosassone… L’ideologia razziale è una tipica espressione caratteriale biopatica dell’uomo orgasticamente impotente.
 Il fascismo è stato e continuerà ad essere considerato, a danno degli autentici sforzi per raggiungere la libertà, la dittatura di una cricca reazionaria. L’ostinazione con cui si continua a sostenere questo errore è da attribuire alla paura di rendersi conto di come stanno veramente le cose: il fascismo è un fenomeno internazionale che corrode tutti i gruppi della società umana di tutte le nazioni. Questa conclusione trova la sua conferma negli avvenimenti internazionali degli ultimi quindici anni in Italia e in Europa. Poiché il fascismo si manifesta sempre e ovunque come un movimento sorretto dalle masse umane, tradisce tutti i tratti e tutte le contraddizioni della struttura caratteriale delle masse umane: non è, come si crede generalmente, un movimento puramente reazionario, ma costituisce un amalgama tra emozioni ribelli e idee sociali reazionarie.
La mentalità fascista è la mentalità dell’“uomo della strada” mediocre, soggiogato, smanioso di sottomettersi ad un’autorità e allo stesso tempo ribelle. Non è casuale che tutti i dittatori fascisti escano dalla sfera sociale del piccolo uomo della strada reazionario. Il grande industriale e il militarista feudale approfittano di questa circostanza sociale per i propri scopi, dopo che questi si sono sviluppati nell’ambito della generale repressione vitale. La civiltà meccanicistica ed autoritaria raccoglie, sotto la forma di fascismo, solo dal piccolo borghese represso ciò che da secoli ha seminato, come mistica mentalità del caporale di giornata e automatismo fra le masse degli uomini mediocri e repressi. Questo piccolo borghese ha copiato fin troppo bene il comportamento del grande e lo riproduce in modo deformato e ingigantito. Il fascista è il sergente del gigantesco esercito della nostra civiltà profondamente malata e altamente industrializzata. Non si può far vedere impunemente all’uomo comune il grande tam tam dell’alta politica.
 Il piccolo sergente ha superato il generale imperialista in tutto: nella musica di marcia, nel passo dell’oca, nel comandare e nell’obbedire, nella mortale paura di dover pensare, nella diplomazia, nella strategia e nella tattica, nelle divise e nelle parate, nelle decorazioni e nelle medaglie. Nella ribellione delle masse di animali umani maltrattati contro le insignificanti cortesie del falso liberalismo  appare così lo strato caratteriale delle pulsioni secondarie. Diventa quindi impossibile rendere inoffensivo “l’energumeno fascista”  se lo si cerca, a seconda della congiuntura politica, solo nel tedesco o nell’italiano e non anche nell’americano o nel cinese, se non lo si rintraccia nel proprio essere, se non si conoscono le istituzioni sociali che lo covano ogni giorno, si puo’ battere solo se lo si affronta obiettivamente e praticamente con una approfondita conoscenza dei processi vitali. Nessuno è capace di imitarlo in fatto di manovre politiche, abilità nel destreggiarsi nei rapporti diplomatici  e organizzazione delle pagliacciate populiste. Ma non sa rispondere a questioni vitali pratiche, perché vede tutto nell’immagine riflessa dell’ideologia e sotto forma della divisa dello Stato.
Quando un carattere fascista  si mette a predicare “l’onore della nazione” (anziché l’onore dell’uomo) o  la salvezza della sacra famiglia e della razza” (anziché la comunità dell’umanità che lavora); quando monta in superbia e quando dalla sua bocca non escono che slogans, allora gli si chieda pubblicamente e con la massima calma e semplicità:
“Che cosa fai praticamente per dar da mangiare alla nazione senza assassinare altre nazioni? Che cosa fai come tutore della legalità, che cosa fai socialmente per favorire la gioia di vivere , che cosa fai come economista contro la miseria, che cosa fai per una distribuzione equa delle risorse, che cosa fai  per garantire uno sviluppo sostenibile alla portata di tutti?  Bada bene, non ci basta sentirti parlare dalle piazze urlando battute facili, quindi  cerca di non parlare a vanvera e cerca di dare una risposta concreta e pratica, altrimenti stattene zitto!”
Ciò che pensiamo, come comunisti, è che più una persona che appartiene alla grande massa è ipocritamente apolitica nel senso che sa benissimo da che parte stare, ma dice che sinistra e destra o non esistono più o sono la stessa cosa e più facilmente diventa accessibile all’ideologia della reazione politica, al fascismo.. perchè questa  apoliticità non è, come si crede generalmente, uno stato psichico passivo, ma un atteggiamento altamente attivo, la più scellerata  difesa contro il senso di responsabilità sociale.
Noi Comunisti diciamo che il fascismo non è un fenomeno storico sorpassato è semplicemente uno degli aspetti del capitalismo che se ne serve quando lo ritiene necessario, non lo impone sempre uguale, lo raffina e lo modella ogni volta per che possa assolvere al compito di oppressore spietato, non necessariamente violento nella sua fase iniziale, nella quale, oggi, tende a rappresentarlo non più con il tipico “folclore” di triste memoria, ma attraverso una immagine costruita artificialmente da professionisti della comunicazione e dai mezzi di condizionamento di massa sempre più sofisticati e potenti, ai quali è sufficiente abbandonarsi per cadere nell’alienazione sociale e politica, dalla quale è difficile difendersi e che fa tra i giovani le prime ignare vittime di questa fase d ‘involuzione culturale. 
Veniamo così trascinati in una nuova era della destra reazionaria ed antipopolare dove il fascismo si presenta con il sorriso, in giacca e cravatta, mentre realtà e futuro precipitano le condizioni di vita di molte fasce sociali, se il lavoro non è più sicuro, non sono sicure le pensioni,scompaiono servizi fondamentali e lo stato sociale.
La  tassazione toglie ai ricchi solo una parte del superfluo ed ai poveri il necessario, così che i ricchi sono sempre più ricchi ed i poveri sempre più poveri, si butta il denaro pubblico mascherando come interventi umanitari le aggressioni delle forze armate nelle guerre geopolitiche, per costringere e sottomettere alti popoli riducendoli perennemente al ruolo di miserabili produttori della nostra opulenza.
Intanto nuove leggi del mercato neoliberista cancellano i diritti fondamentali conquistati con il piu’ alto sacrificio umano dalla Resistenza, cercando anche una terribile rimozione della memoria collettiva, della conoscenza storica, in cui il fascismo viene corretto, rivisitato e pulito,minimizzato, mentre la parte reazionaria del capitalismo italiano  continua ad agire scopertamente in complicità con i rispolverati,vecchi e nuovi legittimi suoi eredi.

I sedicenti comunisti “del complotto” e del “voto tattico”: i CARC e non solo

stalin

 

Sul web – tra le più variegate e ridondanti teorie “complottiste” – quelladella “dittatura mondiale della Corte pontificia” (basta visitare ildelirante sito del nPCI, e non solo) è tra le più “accreditate”.

Da ridere certo (e a crepapelle!) se non ci fosse da piangere. Soprattutto quando a farsi fautori di simili deliri sono sedicenti “comunisti”, davanti ai quali ribadisco la mia parola d’ordine: che Marx li fulmini!

Mi riferisco in particolare alla recente “indicazione di voto” per le prossime elezioni europee (di maggio 2014) pronunciata dai CARC a favore del M5S, con motivazioni che vi sarà possibile “approfondire” – dopo esservi ben dotati di “protettore gastrico” molto potente, quantomeno se comunisti davvero siete… – alla pagina presente sul loro sito (http://www.carc.it/) e nella loro rivista “Resistenza n. 4/2014”, di cui a malincuore sono costretto a fornirvi il link.

 

E la più complottistica delle loro tesi è questa “santa alleanza” tra laborghesia imperialistica (non più “classe” ma ridotta al rango di vera epropria «Comunità dei gruppi imperialisti europei, americani e sionisti»)e “il suo clero”, suo alleato, qualificato col rango di “Corte”:santa alleanza in virtù della quale sarebbero addirittura «i vertici dellaRepubblica Pontificia che hanno consegnato la sovranità nazionale esercitatadallo Stato ai grandi capitalisti italiani e stranieri».
Insomma, il clero domina la borghesia, la Corte domina sul suo Re, il servo ha piùpotere del suo stesso padrone: splendida e accurata analisi marxiana,non c’è che dire.

 

In questa sede i nostri insipienti di turno si limitano a parlare di semplice “RepubblicaPontificia”: è già un volere attutire forse – a parer loro s’intende – il “mortale einquietante” pericolo in toga bianca e cappuccio porpora.
Auspicando alla fine – manco a dirlo – il solito novello “blocco popolare” daessi definito Governo d’emergenza di blocco popolare (GBP) o Comitato diSalvezza Nazionale (CSN); da altri come il MPL (fautore però dell’uscita”tattica” dall’euro) – non ci crederete lo so, lo so… – definitoesplicitamente come nuovo CLN (non ci fosse bastato e avanzato il primo…)… sìsì proprio quello della “Sacra Resistenza” in occasione del secondo conflitto mondiale.

 

Per il resto che aggiungere?
Solo qualche sarcastica riflessione.

 

Leggere l’ennesimo minestrone – rigorosamente “di sinistra” – dei piùsquallidi luoghi comuni (“comuni” persino a destra dello schieramento borghese)è stata anche per me una fatica immane.
E d’accordo che occorre “conoscere” il proprio nemico politico, ma …. c’è un limite a tutto caspita! Soprattutto alla pazienza e al disgusto, sinceramente parlando.

Manco a dirlo è l’affermazione del «fare una politica di principio (ma che vuol piffero dire??!?!?) per noi comunisti … per fare dell’Italia un nuovo paese socialista econtribuire così alla nuova ondata della rivoluzione proletaria mondiale» -Amen! – quella sicuramente più di cattivo gusto, diciamo così.
Parolonealtisonanti senza capo né coda, che non fanno che seminare altra confusionealla confusione e allo smarrimento già dilaganti.
Comunisti loro? Ma con qualialtre indescrivibili e immani difficoltà saremo costretti lavorare nella classenoi che con lo stesso nome ci definiamo?
Al contrario ho trovato a dir poco esilarante (e comico moooolto più diGrillo) l’accostare “storicamente”– si fa per dire eh! – il ruolo del M5S a quello del «pope Gapon lo fu per Lenin e i suoi compagni». Qui le lacrime agliocchi non erano di dolore, ma dal ridere. Una vera e propria nuova edizione dell’Odissea omerica, insomma in versione buffonesca ovviamente.

 

Per non parlare della “analisi” (anche qui si fa per dire) del fenomenoM5S come «elemento di esplosione nel ventre del vecchio mondo» dal cui«successo dipenderà la realizzazione del nostro piano d’azione» (ma qualepiano?!?!) che «incoraggerà le masse popolari a organizzarsi, a scuotersi didosso la cappa di rassegnazione e a rompere l’incubo d’impotenza alimentati dalla sinistra borghese e che invece getterà nel panico (addirittura!!!caspita!) i vertici della Repubblica Pontificia».

 

E, dulcis in fundo, la solita rossobrunissima identificazione del «camponemico (da) indebolire e affondare» nelle «forze e partiti che sono espressione degli imperialisti UE e USA»(senza ovviamente dimenticare – mai sia! – il sionismo del demone israeliano),per cui nessun altro imperialismo esisterebbe o quantomeno minaccerebbe ilpianeta, ops scusate: il futuro mondo socialista. Il tutto condito dalla solita fetida salsina della “sacra Costituzione” calpestata nei suoi “ideali eobiettivi”.

 

Sorvolare sul resto – pseudo analisi della crisi, delle sue originie dei suoi effetti – è d’obbligo. Lo squallore qui prevale su tutto: lepolitiche di austerità e sacrifici avrebbero “determinato” la crisi, anzichéessere la risposta alla crisi.

 

Ancora una volta a “prevalere” è la fetida logica del male minore(quale, peraltro, non è dato comprendere), e dunque del fare “pur di farequalcosa” (il «“fare sul serio” e “reagire per davvero”» o «piano d’azionerealistico» che dir si voglia, di cui si ciarla) distraendo energie preziosissime, se adeguatamente indirizzate, dal vero obiettivo prioritario di chi intenda definirsi (e poi conseguentemente essere)comunista:

la preparazione politica e l’opera immane di creazione erafforzamento dell’avanguardia di classe – e il suo necessario radicamento nella classe secondo quanto consentito dalle sue forze e dalle condizionioggettive – perché al momento giusto essa possa essere al posto giusto.
Nonché dall’altrettanto immane compito di chiarire e diffondere il programmapolitico comunista – tanto radicalmente alternativo (anticapitalista toutcourt) e necessariamente rivoluzionario, quanto chiaro ed intransigente – inquanto unico capace di scardinare l’inferno capitalistico dalle sue fondamenta.E non invece aggredendo i suoi “effetti” (come è ormai consuetudine scambiatiper cause), pretendendo di curare un albero malato semplicemente potandone irami secchi.

Ma tant’è: il fetore di simili fecce – perdonate l'”enfasi” (sarà forse il contagio di tanto squallido parolare? – mi chiedo angosciato…) – si fa semprepiù insistente e nauseante.

Anche esso noi comunisti (veri però, quelli che a Marx si riferiscono, per intenderci) saremo costretti a fronteggiare, colcoraggio, la cocciutaggine e la convinzione che devono contraddistinguerci,ricordando anche quanto da sempre i veri rivoluzionari (Marx in testa) hanno dovuto fare in tal senso.

Ad affrontare e fronteggiare non tanto e non solo (figurarsi!) su unweb virtuale, ma nelle lotte concrete in cui ci troveremo ad agire, e nelle quali ciritroveremo davanti, e in abbondanza purtroppo, simili personaggi.

Dunque, io direi,iniziamo a far pratica argomentativa da ora 😉

Del resto, ossia della degna e “definitiva” sepoltura di questizombie si occuperà – io credo fermamente – la storia e i suoi stessi prossimi edrammatici avvenimenti. Ma che la nostra fatica si aggravi di nuovi necessari sforzi è quantomeno inevitabile.

24 marzo 1944 : Fosse Ardeatine non dimenticare

viarasella

24 marzo 1944 – Il maSSacro nazifascista delle Fosse Ardeatine (R.I.P.) OMAGGIO:

“Ci sono storie che sembrano inventate. Come questa. Il 24 marzo 1944, il giorno dopo l’attacco contro l’11a compagnia del III battaglione dell’SS Polizei Regiment Bozen in via Rasella a Roma, dove restano uccisi 31 militari tedeschi e 2 civili (altri 10 soldati moriranno nei giorni successivi), per ordine di Adolf Hitler viene decisa una rappresaglia di 10 italiani per ogni tedesco ucciso.

Ci sono storie che sembrano incubi. Come questa storia di belve con sembianza umana, che parlano tedesco e dicono: “Punizioni esemplari”. La Convenzione di Ginevra del 1929 fa esplicito divieto per gli atti di rappresaglia nei confronti dei prigionieri di guerra. Ma al comando tedesco non importa. Ci si aggrappa ai codici di diritto bellico nazionali che consentirebbero la rappresaglia. Ma si violano anche quelli: non si aspettano le 24 ore di rito perché i responsabili si consegnino, non si indaga su eventuali responsabilità, non si risparmiano civili innocenti, non si fanno avvisi alla popolazione. Ci vuole una punizione esemplare, una rappresaglia.

Ci sono incubi che sono storia. Una punizione esemplare, una parola che mette i brividi, una regressione per la bestia umana che anima il nazismo già agonizzante. Hitler vorrebbe far saltare in aria un intero quartiere di Roma con tutti quelli che lo abitano, e per ogni poliziotto tedesco ucciso vorrebbe far fucilare da 30 a 40 italiani. Himmler dà ordine di cominciare ad organizzare la deportazione di tutta la popolazione maschile dei quartieri più pericolosi, famiglie comprese rastrellando le persone dai 18 ai 45 anni e solo motivi logisitici. Alla fine la decisione: 10 italiani per ogni soldato. Se sono partigiani prigionieri bene, sennò pazienza. Ebrei, comunisti, detenuti comuni, gente rastrellata per caso, testimoni scomodi. L’importante è che la belva umana sia sazia.

Ci sono incubi che durano da 66 anni. Herbert Kappler, ufficiale delle SS e comandante della polizia tedesca a Roma, già responsabile del rastrellamento del Ghetto di Roma e delle torture contro i partigiani nel carcere di via Tasso, comanda le operazioni, coadiuvato dal capitano Priebke. Un plotone di soldati tedeschi blocca l’accesso alla cava di arenaria, 4 camion portano 335 persone all’incrocio di via Fosse Ardeatine e via delle sette chiese. Arrivano 5 auto piene di SS armati di tutto punto. Scendono lentamente, molti di loro sono stati torturati. Le SS li spingono dentro la cava, cominciano le esecuzioni. I soldati lanciano bombe a mano nella cava, e si infierisce senza pietà anche sui corpi senza vita. Poi due serie di mine servono a nascondere o almeno a rendere più difficoltosa la scoperta di quest’eccidio. Anche le belva provano vergogna.

Ci sono storie che fanno orrore. Finita l’esecuzione, i tedeschi affiggono pure nelle vie di Roma un manifesto in cui il comando tedesco promette che se vengono consegnati gli attentatori non ci sarà nessuna rappresaglia. Per coprire le loro colpe. Ma anche la terra ha orrore, si ribella: i corpi senza vita emanano un odore così forte che i tedeschi sono costretti a tornare, il 25 marzo, per far saltare ancora la cava. E la voce si sparge sulle strade di Roma. In molti sanno cosa c’è lì sotto, alle Fosse Ardeatine. In molti fingeranno di non saperlo.

Ci sono storie che sembrano un sogno, un incubo, un orrore che non riesce a spegnersi dopo 66 anni. Ma è storia, sono accadute, proprio qui davanti ai noi. Ci sono 335 persone innocenti massacrate per vendetta, in mezzo all’assurda guerra dove milioni di uomini finirono in un camino solo perché ebrei. Storie di cui si è persa la memoria, che si preferisce non raccontare, perché ormai è passato. Storie di un passato che bisogna lasciarsi alle spalle.

E’ vero che tanto tempo è passato. E’ vero che altri incubi disumani compiuti da tanti compongono quest’assurda storia dell’uomo che si fa belva, parlando tedesco, italiano, russo, turco, inglese, serbo, arabo, israeliano e chissà quale altra lingua di questo mondo. Sarà. Ma anche per questo io resto qui, davanti a questa strada, e mi sembra di vederli tutti lì, i martiri delle Fosse Ardeatine. Antonio, Umberto, Aldo, Ilario, Cesare, Ugo, Giacomo, Enrico, Carlo e tanti altri. Muti davanti a noi. Il vento continua a soffiare su questa storia.

Per non dimenticare”

FOTO DEL POST :
il soldato con il mitra MAB 38, (dopo il tedesco con il fucile e baionetta) è un italiano, come anche un italiano è il graduato fascista con basco nero che si vede subito dopo

1) ————–> 23 marzo 1944 – VIA RASELLA !

ECCO IL MIGLIORE SITO SUL “COMBATTIMENTO DI VIA RASELLA DEL 23 MARZO 1944” :
http://www.anpibagnoaripoli.it/doc/testi/NoteDomeniciSuViaRasella.pdf
(pigiare sul + in alto nel centro per ingrandire l’immagine)

2) ————–> 23 marzo 1944 – AZIONE PARTIGIANA A VIA RASELLA:
https://www.facebook.com/photo.php?fbid=10153939851835008&set=a.10151462579745008.831637.268616425007&type=1&theater

 

Fonte : Italia Libera Civile E Laica = Italia Antifascista

Como: il sindaco Pd obbedisce ai fascisti di Militia e sfratta l’Anpi

militia

La notizia è di quelle gravi, gravissime. E la dice lunga sulla degenerazione di un partito che solo in campagna elettorale continua a predicare un antifascismo strumentale che poi nega ogni giorno.

Sabato pomeriggio la locale sezione dell’Anpi di Como e l’Istituto di Storia contemporanea “Pier Amato Perretta” avevano organizzato un incontro pubblico con la storica Alessandra Kersevan all’interno della sala delle conferenze della Circoscrizione 1.

Un incontro all’insegna di quel recupero della memoria storica che lo stato italiano afferma di promuovere e difendere addirittura attraverso l’istituzione di giornate ad hoc. L’incontro mirava a ricordare che “Tra il 1941 e l’8 settembre del 1943, il regime fascista e l’esercito italiano misero in atto un sistema di campi di concentramento in cui furono internati decine di migliaia di jugoslavi: donne, uomini, vecchi, bambini, rastrellati nei villaggi bruciati con i lanciafiamme.

Lo scopo di Mussolini e del generale Roatta, l’ideatore di questo sistema concentrazionario, era quello di eliminare qualsiasi appoggio della popolazione alla Resistenza jugoslava e di eseguire una vera e propria pulizia etnica, sostituendo le popolazioni locali con italiani”.
Ma ai fascisti di Militia l’iniziativa volta a ricordare le responsabilità del regime fascista italiano nelle persecuzioni dei popoli della Yugoslavia occupati ed aggrediti durante l’invasione italiana e tedesca non è piaciuta. Niente di nuovo, si dirà. Senonché il sindaco di Como Mario Lucini, espressione di una giunta di coalizione tra Partito Democratico, Sel (!) e alcune liste civiche ha deciso di obbedire al diktat di quelli di Militia – che accusano Kersevan di “spiccato negazionismo sul dramma delle foibe” – e quindi decide di sfrattare l’iniziativa negando il salone della circoscrizione.
L’amministrazione di Como si è nascosta dietro una sorta di par condicio tra associazioni partigiane e antifasciste ed organizzazioni di estrema destra. Siccome nei giorni scorsi il salone della circoscrizione era stato negato ad una iniziativa di celebrazione di un esponente del regime nazista allora non lo si può concedere neanche alla “parte avversa”.
Di qui il forzato trasloco della conferenza, che alla fine si è tenuta nel salone Bertolio con qualche elemento in più di consapevolezza sull’attualità dei valori dell’antifascismo.

Sul loro sito quelli dell’Associazione Culturale Militia cantano vittoria.

Fonte Contropiano