Anonymous Italia e LulzSecITA #opnessundorma

operazione #Nessun Dorma

da24f61bc80cbd9d5bb443fb5e06c221_446x250                                                                                                           Si vis pacem, para bellum

A tutti i cittadini, lavoratori o disoccupati,

Anonymous Italia e LulzSecITA è lieta di annunciarvi la conclusione
del primo capitolo dell’operazione #NessunDorma. Il primo capitolo
contiene una divagazione semiseria sul tema del lavoro in Italia.
Tutto quello che (forse) siete curiosi di conoscere ma che nessuno
vi ha mai raccontato in questo modo.

Siamo stanchi delle solite menzogne che ci vengono propinate a pié
sospinto su tutti i media, perché tutto quello che viene detto circa
il mondo del lavoro, specie dal nostro caro Renzi(twitterboy) e da
Poletti (culatellodizibello), è una serie disgustosa di inaccettabili
menzogne.

#EXPOSING THE TRUTH.

Si premette, per amor di verità, che qui verranno esposte una serie
di superflue banalità, già ampiamente conosciute e dibattute.
Ciò non di meno esortiamo l’attento lettore, a procedere oltre
senza indugio, augurandoci che a fine lettura abbia a trarne gradito vantaggio.

Riassumiamo brevemente a grandi tappe:

1) In principio erano gli Uffici di collocamento ed agenzie/enti di
formazione privata, finanziata dallo Stato e dai suoi enti locali.

2) Non più uffici di collocamento ma centro per l’impiego, l’Italia
pullula di enti di formazione finanziata dallo stato e dagli enti
locali e da organismi europei.

3) Arrivano le agenzie di lavoro temporaneo. Nascono ovunque agenzie
interinali, ciascuna di queste agenzie possiede un proprio ramo
d’azienda accreditato presso gli enti pubblici a ciò preposti, e dedicato in particolar modo all’erogazione di servizi di formazione
e delle rinomate politiche attive del lavoro.

4) Ai giorni nostri, finalmente vengono creati gli enti che salveranno il popolo dei cittadini disoccupati: gli AFOL (Agenzia per la formazione, l’orientamento e il lavoro con i loro bei siti web gli IDO (Incontro Domanda Offera).
Ma non bisognava abolire gli enti inutili si era detto?

5) I sindacati cosa fanno nel frattempo, dal canto loro, si limitano ad essere schiavi dei dei poteri forti, e provvedono ad incassare
diligentemente le quote annuali dei tesserati. Ovviamente anche loro hanno un bel tornaconto. E’ tutto un fiorire di Centri Assistenza Fiscale (CAF), patronati di assistenza e, manco a dirlo, centri di formazione, che vengono regolarmente foraggiati con i denari pubblici. Di fatto gestiscono una pubblica amministrazione parellela a quella statale.

Quindi, per ottenere un mercato del lavoro più dinamico e flessibile (detto in soldoni per agevolare in tutti i modi possibili ed immaginabili le aziende a discapito del lavoratore), dopo decine e decine di anni dove il tutto veniva “NON” gestito dagli uffici di collocamento, si è pensato bene di privatizzare quest’aspetto fondamentale della vita di una nazione. Il risultato, analizzato oggi, dal punto di vista del cittadino in cerca di impiego, è semplicemente catastrofico.
Agenzie del Lavoro che la fanno da padroni sul 90% delle categorie lavorative, forza contrattuale del lavoratore pari a ZERO.
Sindacati… beh… stendiamo un pietoso velo.

Cosa sono in realtà queste roboanti “agenzie del lavoro”? Niente. Sono solo dei parassiti che vivono e sopravvivono sulle spalle di centinaia di migliaia di lavoratori e disoccupati italiani. Non solo altro che dei miserabili ed ignobili venditori porta a porta, nulla di più nulla di meno. Non fatevi ingannare dagli altisonanti aggettivi che seguono o precedono i loro nomi: risorse umane, selezione, executive searching, selection, consulting group, human resource, recruiting, specialisti d’impresa etc.etc. Sono solo operazioni di marketing, dietro queste belle parole c’è il vuoto pneumatico fatto di aria fritta. Ci sono pochi imprenditori che intravista la possibilità di business ed aiutati dalla politica si sono buttati a capofitto nel piatto. L’unica cosa che questa gente dimentica è che il core business delle loro attività è rappresentato da PERSONE.

Quello del mondo del lavoro, della selezione, dei corsi di formazione di qualsiasi ordine e grado, insomma tutto ciò che ruota intorno al mondo del lavoro, rappresenta uno dei business più redditizi dell’ultimo decennio (il giro d’affari è stimato in 9/11 miliardi di euro), minimo sforzo massimo guadagno per tutte le aziende che, grazie a tutti i governi che si sono alternati nel tempo fino a quello attuale, in un modo o nell’altro hanno interessi economici in questo ambito: stiamo parlando di grandi gruppi privati, di gruppi industriali, di gruppi bancari, insomma i soliti amici degli amici. Chi sono questi amici? Chiedetelo a Poletti. Alcuni sono amici suoi.
A questo si aggiunge, nostro malgrado, quella parte dell’indotto costituito dalle software house che forniscono gli strumenti per la gestione delle agenzie (CMS, CRM, contabilità).

Al contrario, invece, per il cittadino lavoratore, la situazione reale in cui versa il mondo della selezione del personale (ci si riferisce alla selezione di profilo operativi, bassi e medio/alti, quelli per i quali il 90% della popolazione in cerca di occupazione si candida), è a dir poco oscena.

Se è vero come è vero che queste agenzie del lavoro gestiscono di fatto un servizio tra quelli più importanti della Nazione, quindi un servizio rivolto alle persone, queste agenzie non possono e non devono permettersi il lusso di agire come più gli aggrada. Se offrono un servizio per il cittadino lavoratore allora DEVONO essere aperte al cittadino. Abbiamo avuto modo di constatare alcune pratiche che, per quanto evidentemente legali, sono a nostro avviso, tra le più scorrette ed odiose che si possano osservare in questo ambito:

1***) Cooperativa ELPE. Tra le più recenti ad essersi affacciate nel mondo della selezione a livello nazionale. Da principio telefonavano giorno e notte ai candidati per supplicarli ad andare a lavorare presso i loro clienti (Carrefour, GS, Il Gigante e molte altre catene della GDO), per 3/4/5 ore di notte facendoli spostare da un supermercato all’altro nell’arco della stessa notte per la fantastica cifra di 5 e passa euro netti all’ora. Attualmente, in una delle filiali principali, costringono i candidati a lasciare i propri curriculum e le copie dei documenti al portiere del condominio. Non è consentito entrare.

2) Randstad Italia Spa. Ti consentono di entrare nelle loro filiali ma solo per dirvi: “dovete iscrivervi al sito, qua ci sono le istruzioni”.

3) Synergie Italia. Dipende dalla singola filiale, alcune ti accolgono educatamente, altre non vi rivelano nemmeno dove si trova la sede della filiale perchè non ricevono il pubblico.

4) Trenkwalder Italia. Non vi fanno nemmeno entrare per chiedere informazioni. Al telefono rispondono una volta su 100. Ti mettono in blacklist se li chiami troppe volte. Puoi solo iscriverti al loro sito. (E badate bene, solo iscrivervi, per cancellarvi è un odissea).

5) Kelly Services. A malapena vi aprono per dirvi di presentare il cv tramite il sito.

6) Quanta Spa. Ricevono solo su appuntamento. Assai improbabile che si riesca ad ottenere un appuntamento.

7) MAW Spa. Trattano sempre al ribasso l’offerta economica, ancor prima di prospettarvi possibili inserimenti lavorativi, per poter aumentare il loro margine di profitto. [Da una parte spiace che i dipendenti diretti debbano tollerare i ricatti psicologici del “Diario di Bordo” del brillantissimo Ing. Turrini Francesco. Dall’altra, care ragazze, il pesce va a male dalla testa. Nessuno vi obbliga a lavorare per lui, se ci state, è segno che vi va bene così, d’altronde i profumati premi di produzione vanno a voi mica ad altri.].

7) Ultimo per tutti ma non meno importante: tentata vendita? DOVETE SPECIFICARLO. Una persona, per quanto per voi possa essere una “tentata vendita” inconsapevolmente ripone fiducia in voi e nutre speranze. Non merita di essere trattata al pari di una pentola a pressione o set di lenzuola. Vi pare? Si potrebbe anche quasi essere d’accordo, sono affari, si certo. Ma DOVETE SPECIFICARLO nelle vostre preziose “job description”. Giusto http://www.MscSelections.it?

8) Per tutte: Va bene non parlare di aspetto economico in sede di colloquio presso l’azienda utilizzatrice… ma un minimo di trattativa poi, in sede di filiale, con il candidato, lo vogliamo fare o no? Presentare al candidato il contratto di somministrazione già completato anche per la parte economica senza peraltro nemmeno prendersi la briga di illustrarlo, care le nostre agenzie del lavoro, non equivale a trattativa. Forse che tra voi e l’azienda cliente non avviene la stessa trattativa? E a dirla tutta, non sarebbe anche il lavoratore un vostro cliente? Che senza il lavoratore voi che aziende clienti avreste?

9) Si tralascia volutamente ogni e qualsiasi considerazione circa il personale dipendente delle filiali, non volendo con tali considerazioni far di tutta l’erba un fascio. Abbiamo notizia di squisite professioniste che sanno fare il loro lavoro ma anche di altri personaggi come dire… il mondo in alcuni casi è vario, in altri avariato. Personaggi che inconsapevolmente (o consapevolmente? ) hanno potere sulla vita e sul futuro di altre persone ed a malapena sanno compilare 3 moduli predisposti dai professionisti delle sedi centrali, che non capiranno mai perchè nell’indirizzo e-mail ci sta la @ e non il mascara, che se qualcosa gli prude non è sicuramente il naso… che ti fanno un colloquio senza avere la minima conoscenza reale ed effettiva del posto di lavoro che ti vorrebbero propinare……ad libitum).

[***quello delle cooperative, sarebbe un aspetto assai interessante da approfondire. Tema assai caro all’attuale ministro Poletti, vox populi vox dei. Già. Perchè ci risulta che le cooperative, di pressappoco qualsiasi ordine e grado e di qualsivoglia oggetto sociale, tutto assolvono fuorché alla funzione della cooperazione come intesa dalla legge. Certo è evidente, fatta la legge, trovato l’inganno. Nel caso che ci occupa, ad esempio, però, quantomeno fa pensare il caso della CoopService di Reggio Emilia. Da “semplice” cooperativa multiservice, grazie ai “giusti” contatti, assurge a leader in determinati ambiti, anche pubblici*****. Creano una agenzia del lavoro tutta loro, la Archimede Spa. Quello che più è arduo da comprendere è come mai, la CoopService quando ha bisogno di personale non assume direttamente soci lavoratori ma si affida alla Archimede Spa che gli fornisce i lavoratori interinali che servono a svolgere i lavori appaltati presso i propri clienti diretti. Ovvio nulla di illegale, parrebbe in tutto ciò, però perlomeno qualcosa di poco limpido qualcuno potrebbe intravederlo.

[[[[[[[[*****vedasi a titolo di esempio aggiudicazione appalto per il magazzino centralizzato della ASL delle province Emiliane creato appositamente a ReggioEmilia nella zona AVEN. Ci piacerebbe comprendere come si arrivi ad affidare un appalto di “circa 34 milioni di euro per nove anni” per “la gestione interna di movimentazione del magazzino e i trasporti”: 29 unità a regime, il noleggio delle attrezzature,trasporti verso le singole aziende sanitarie pubbliche (province di Piacenza, Parma, Reggio Emilia e Modena). A vederla così, da profani, pare una cifra fuori dalla grazia del Signore. Ipotizziamo su base annua:

Valore appalto su base annua: ~€34.000.000/9=€3.777.777~
-30 magazzinieri, dipendenti CoopService o Archimede (non ci è dato di sapere precisamente), azzardiamo
190 ore medie mensili ciascuno. Costo medio mensile per l’azienda 2800 euro x 30 unità x 14 mensilità= 1.176.000
volendo proprio abbondare tra costo noleggio attrezzature e trasporti: 1.500.000 annui. Assommano a 2.676.000€.
-facciamo altra ipotesi. Costo medio orario sul mercato per gli appalti in logistica, compreso noleggio attrezzature
(escluso trasporto esterno): dai 19 ai 23 euro l’ora. Consideriamo il costo massimo. 30 dipendenti per 190 ore
mensili medie a 23 euro l’ora per 14 mensilità, 30 x 190 x 23 x 14 = 1.835.400. Ci si aggiunge 1.000.000 per i
trasporti, si arriva a 2.835.400. Tenuto debito conto del giusto ricarico e margine di guadagno, anche in questo caso sembra che vi siano enormi discrepanze nelle cifre di questo appalto.
Conteggi assai approssimativi i nostri e arrotondati tutti per eccesso e puramente teorici. Lasciamo agli addetti ai lavori eventualmente l’approdondimento sul tema. Dati 2013]]]]]]

Queste solo per fare alcuni esempi. Ma in generale, ci giunge notizia, hanno tutte qualcosa da farsi perdonare. Fatturati di svariati centinaia di milioni di euro, per poi costringere i lavoratori a comprarsi da soli i Dispositivi di Protezione Individuale – DPI, obbligatori per legge e per legge obbligatoriamente da fornirsi a cura a spese del datore di lavoro?

Ma andiamo oltre. L’altra parte altamente redditizia del mondo del lavoro è rappresentata da questi pseudo corsi di formazione nonchè da queste preziosissime politiche attive al lavoro, oltre che dagli stage e dai tirocini. Facciamo qualche esempio rilevante, passato e presente:

1) DOTE LAVORO: le solite boiate. Bilancio delle competenze, sviluppo delle politiche attive al lavoro. Cosa vuol dire politica attiva del lavoro? Vuol dire che gli enti “accreditati” ovvero quelli a cui lo stato ha concesso di essere parassita legalizzato, guadagna una barca di soldi sulla pelle dei vieppiù ignari cittadini. Vi compilano un curriculum vitae in formato europeo (e sti cazzi vuoi mettere?), ti fanno firmare un milione di fotocopie, e ti raccontano quattro barzellette su come vi dovete muovere per trovare il lavoro. La stragrande maggioranza di questi enti accreditati a svolgere questo tipo di “operazioni” manco a dirlo, sono proprio le agenzie interinali. L’agenzia del lavoro vi “accorda” di entrare a far parte del programma di parassitismo avanzato definito “Dote Lavoro”. Per ogni step del programma, ed a seconda dei requisiti del candidato, all’agenzia interinale che eroga questi fantomatici “servizi”, viene riconosciuto un rimborso che varia da un minimo di 200/300 euro fino ad un massimo di 3.000 euro a cranio. Ci perdonerete eventuali inesattezze.
lettura interessante in merito:
http://www.vorrei.org/lavori/4363-la-grande-beffa-della-dote-lavoro.html

2) JOBS ACT e Garanzia Giovani: il non plus ultra della “flessibilità sul lavoro”. (Dove per flessibilità si intende che se già state a malapena in piedi, con questa vi danno il colpo di grazia). Similmente ed anzi a rincarare la dose, ci ha pensato il nostro barzellettaro preferito, il caro Presidente Matteo(twitter)Renzi, unitamente a tutto il suo governo di barzellettieri. L’iter è pressapoco identico, il risultato pratico è apocalittico. Ma lui no. Lui dice che ce la faremo. 700.000 assunzioni Diceva tempo fà. Stessa barzelletta di Berlusconi di qualche anno addietro (1.000.000 di posti di lavoro ve lo ricordate?). Garanzia Giovani? Quale garanzia? La garanzia di essere allegramente fottuti alla tenera età di massimo 29 anni? Quindi è lineare che un giovane max 29enne, disoccupato, venga impiegato per 450/700 euro al mese per essere inserito “gradatamente” nel mondo lavorativo? Gli stessi giovani che poi vengono di fatto utilizzati nelle aziende iscritte al programma e titolari dei benefici a svolgere regolari mansioni lavorative che non hanno nulla a che vedere con i vostri idilliaci progetti di “inserimento” lavorativo?
Daje Mattè e fai il bravo su. Ma davvero per poter usufruire dei fondi europei e accontentare tutti gli amici bisognava creare sto scatafascio?

3) Stage e tirocini. Modalità operative differenti ma risultato finale uguale, come sopra.

4) A questi già detti vanno poi aggiunti l’infinita serie di corsi di formazione finanziata organizzati da altrettanti infiniti enti e società di formazione.

5) Tutti questi palliativi non sono altro che l’ennesimo sistema all’italiana per distrarre fondi dal bilancio dello stato per accontantare i soliti ignoti del clientelismo politico più bieco. Nessun beneficio positivo reale e concreto ne ottiene il cittadino lavoratore o in cerca di occupazione. Ben altre misure potrebbero essere previste a tal proposito. (80 Euro, no grazie.)

Insomma il piatto è ghiotto è normale che ci svolazzino intorno tutti questi parassiti.
Come pare normale che a farne le spese è sempre e solo il cittadino italiano.

Una cosa è chiara: non vi è alcuna volontà politica di mettere realmente mano alla situazione del mondo del lavoro in Italia. Tantomeno da parte dell’attuale governo. La situazione fa comodo a moltissimi così come è. Basterebbe realmente poco se effettivamente si volesse fare qualche passo per ridare realmente respiro ai cittadini lavoratori e/o in cerca di occupazione, e questo il nostro primo ministro lo sa bene, visto che conosce benissimo il valore dello strumento giuridico e sa usare altrettanto bene quello legislativo. (No per carità altri 80 euro no. Grazie). Certo dovrebbe scontentare la platea dei suoi grandi elettori, confindustria in primis, e questo è risaputo, in un Repubblica democratica fondata sul lavoro, dove la Sovranità appartiene al popolo, non è concepibile.

Queste agenzie e tutti i personaggi che ci ruotano intorno, sono dei PARASSITI e non incontrano il nostro favore in alcun modo.

Un ultima considerazione ci pare doverosa. Da un punto di vista più tecnico.
Queste aziende, con fatturati di centinaia e centinaia di milioni di euro, gestiscono una mole impressionante di dati degli utenti, con sistemi obsoleti, vulnerabili a qualsiasi tipo di intrusione, anche la più banale, in spregio e violazione di tutta la normativa relativa alla tutela della privacy attualmente vigente.

Dura Lex, Sed Lex ?
Raccomandiamo quindi ai nostri Don Chisciotte, gli Ill.mi Procuratori della Repubblica, Giancarlo Capaldo ed Eugenio Albamonte, nonchè ai loro fidi scudieri, Ivano Gabrielli in primis e poi tutti gli agenti di P.G. a questi facenti capo, di fare la cosa giusta nella loro vita una volta tanto, acquisita notizia di reato, mettete sotto inchiesta tutte le aziende che non hanno adempiuto alle prescrizioni volute dalla legge sulla privacy per così come novellata dalle più recenti modifiche ed integrazioni: le aziende che hanno avuto contezza dell’intrusione, hanno notiziato i propri utenti dell’avvenuta violazione della privacy per loro colpa e negligenza non avendo adottato le misure minime previste e volute dalla ripetuta legge? (ad esempio vi suggeriamo di iniziare da http://www.sintexselezione.it /www.e-sintex.it, twit sito offline per cambio piattaforma? asd. Sito on line sempre stessa piattaforma. Hanno avvisato il Garante per la privacy? Hanno avvisato gli utenti?). Forza Ill.mi avrete l’occasione di guardarvi allo specchio la mattina senza la compulsa necessità di doverci sputare 😉 Ce la potete fare.

Certo ci sentiremmo di suggerire a tutti gli utenti di intraprendere opportuna azione giudiziaria nelle dovute sedi (suggeriamo il Tribunale Ordinario, da evitate assolutamente la procedura davanti al garante per la privacy), per ottenere risarcimento per lesione della privacy. Se ciascun utente ottenesse anche solo un risarcimento simbolico di 100€, si che ci riterremmo soddisfatti 200.000.000€ di risarcimenti, sarebbe realmente interessante.

Sursum corda, in fondo in fondo… lo sappiamo che non siete Stato Voi:

https://www.youtube.com/watch?v=0jf4vVZIQLI

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