Perchè cresce il debito pubblico?

Debito-pubblico-Prima-Repubblica

Il debito pubblico ha ampiamente sfondato nel 2013 il tetto dei 2.000 miliardi.
Come si spiega il fatto che continua a crescere malgrado i sacrifici dei lavoratori? Di chi è la responsabilità?
Dallo scoppio della crisi economica il “debito sovrano”è fortemente aumentato per salvare le banche in fallimento e garantire la sopravvivenza di un sistema criminale, dominato dal capitalismo monopolistico finanziario.Nell’UE gli interventi per fornire liquidità e applicare politiche monetarie espansive,sono stati senza precedenti e hanno inciso in forte misura sui debiti pubblici.
Tra il 2008 e il 2011 i governi UE hanno versato circa 4.500 miliardi di euro ai gruppi finanziari colpiti dalla crisi.In questi stessi anni il debito pubblico totale dell’UE è aumentato in media di 20 punti,dal 60 all’80%.
Son questi colossali salvataggi a beneficio esclusivo e diretto dell’oligarchia finanziaria,questa gigantesca “socializzazione” delle perdite private, imposti dai governiborghesi e dai partiti che li sostengono, a far crescere il debito pubblico, senza peraltro risolvere la crisi dell’economia capitalista.
Dunque,il debito non aumenta a cause delle spese per la protezione sociale,come sostengono i governi e i media borghesi. Tali spese vengono continuamente tagliate dagli stessi governi per favorire ulteriormente le attività speculative dei capitalisti responsabili della crisi (es. con la privatizzazione di sanità pensioni, scuole, trasporti,etc.), secondo un preciso progetto politico antipopolare.
Inoltre, bisogna aggiungere che in Italia l’aumento del debito pubblico nel corso della crisi -è passato dal 2007 al 2013 da 1.628 miliardi a circa 2.100 miliardi, con un aumento che sfiora il 30% – non deriva solo dai fondi pubblici stanziati per salvare le grandi banche, ma anche dall’ammontare degli interessi sul debito pubblico (83 miliardi nel 2013), che per la maggior parte è posseduto dagli stessi gruppi finanziari.
Tale onere–pagato interamente dalla classe operaia e le masse lavoratrici –è aggravato dall’enorme evasione fiscale (150 miliardi annui).
Chi pensa che la borghesia possa generare una classe dirigente che abbia la volontà e la capacità di risolvere il circolo vizioso del debito nell’interesse dei lavoratori, di riformare il sistema finanziario“legale” e quello “ombra”, non ha capito nulla dell’imperialismo,nella migliore delle ipotesi.

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