Il riformismo di”sinistra”: ecco chi ha distrutto il mercato del lavoro

collage12014 da piu’di un lustro stiamo assistendo all’ennesima crisi globale,le contraddizioni del sistema d’accumulazione capitalista si ripropongono ormai da un secolo e le risposte date nel corso degli anni sono sempre state le stesse,colpire e torchiare i lavoratori dipendenti,a colpi di leggi e accordi corporativisti.
I politici di sinistra ed il sindacato che li avrebbero dovuti tutelare sono invece i responsabili delle condizioni devastanti nelle quali versano il mercato del lavoro e le condizioni sociali di chi deve svendere forza-lavoro.
Dagli anni 60/70 periodo storico di lotte e conquiste dei lavoratori e del proletariato,si inizia a registrare nel nostro paese con il tanto decantato “Statuto dei lavoratori” l’istituzionalizzazione dei rapporti di forza tra le classi,tentando di tradurre in norme scritte, quindi concordate-contrattate,tutte le conquiste che il proletariato stava strappando fuori da ogni contrattazione possibile.
Un salto di qualità apparentemente a favore dei lavoratori,ma che invece dietro alle parole“Autonomia del sindacato” nasconde l’attacco frontale a tutto il proletariato,alle sue lotte ed ai suoi interessi,una subordinazione dell’autonomia di classe che diventa”rappresentante”
al tavolo delle trattative nel gioco concertativo fra quelle che chiameranno parti sociali.
Una svolta corporativista che vedrà nei partiti riformisti della sinistra,nei sindacati confederali,i piu’grandi sostenitori della borghesia capitalista,del diktat mercato-merci-accumulazione,dello sfruttamento bieco e senza limiti della forza-lavoro che diventerà nel corso degli anni,il pozzo senza fine dove attingere per porre pezze ai fallimenti del regime economico-finanziario.
Possiamo dubitare del decreto di Sanvalentino e dell’abrogazione della scala mobile ? Di fatto abbiamo degli indicatori economici come in questo caso l’aumento dell’inflazione,che come abbiamo potuto analizzare nel corso degli anni,sono solo cifre e numeri calcolati da quegli stessi economisti-giuslavoristi al servizio degli interessi economici speculativi della borghesia,delle multinazionali,delle banche d’affari,
di quel manipolo di uomini che detiene nelle mani potere di vita e di morte dell’intera popolazione.
Di fatto il valore dei salari rispetto al potere d’acquisto è andato sempre peggio e solo dal 2000 il costo della vita è salito oltre il 30%
mentre i salari sono addirittura scesi.
Come proseguire ad erodere profitto e speculazione dai lavoratori ?
Basta inventarsi nuove formule,nuove regole,nuove concertazioni ed arriviamo all’inizio del delirio degli anni 1995-1997 quando il Ministro del Lavoro Tiziano Treu,in nome di una flessibilità (a senso unico)
del lavoratore,legalizza il tirocinio e introduce il lavoro interinale sopprimendo la LEGGE 23 ottobre 1960, n.1369 che vietava   l’intermediazione ed l’interposizione in prestazioni di lavoro e impiego di manodopera.
Una speculazione di forza-lavoro che non ha precedenti, in pratica due soggetti drenano plusvalore e succhiano linfa dal lavoro salariato,una
rapina legalizzata dallo Stato che farebbe sobbalzare Marx nella tomba,come non fosse bastato lo sfruttamento uomo su uomo,la sinistra raddoppia il furto,con il solito benestare delle parti sociali e quei sindacati che addirittura si infilano a gestire le fiorenti agenzie di lavoro somministrato,senza alcuna dignità,anzi senza nessuna vergogna.
Ma la flessibilità ha ancora spazi di manovra,si puo’ancora intervenire sulla contrattazione su altre forme,tipologie,collaborazioni,
prestazioni ed arriva l’ennesimo Patto sociale,questa volta addirittura il Libro Bianco,una sorta di nuovo statuto dei lavori,si dei lavori perchè a questo punto la figura del lavoratore,la classe sociale storica del proletariato,non ha neanche piu’ un’identità,non ha piu’alcuna
garanzia,in nome della flessibilità e per le leggi del mercato si è scesi nel girone infernale della precarietà,dove i diritti non dei lavoratori,ma i diritti umani sono sospesi,un uomo senza lavoro e come vedremo senza alcun ammortizzatore sociale,è un uomo che non è in salute,un uomo senza reddito è una persona senza un presente,senza un futuro.
Quante sono le forme e le tipologie che i riformisti hanno inventato ? Forse non lo sanno nemmeno piu’ i professionisti della burocrazia,dal
co.co.pro,alla somministrazione,all’apprendistato,al lavoro d’inserimento, al contratto di lavoro ripartito, al lavoro intermittente,al lavoro accessorio, al lavoro occasionale,lavoro parasubordinato,telelavoro…
Ovviamente con questi tipi di contratto l’azienda può assumere lavoratori di tipologia flessibile in base ad un “progetto” in cui indica lo scopo della prestazione e la durata.L’abuso di tali contratti in cui non sono previsti periodi di prova,percorsi professionali che portino all’assunzione a tempo determinato o indeterminato lascia il lavoratore in una situazione psicologico-lavorativa grave,un precariato “cronico” che non ha accesso alla formazione, perde ogni fiducia dalla progettualità di vita come chiedere un prestito.,fare un mutuo e non parliamo di ferie,tredicesime,maternità.malattia,permessi,trattamento di fine rapporto.
A queste riforme contrattuali che hanno portato il mercato del lavoro ed i lavoratori allo stato attuale con una disoccupazione giovanile al 40%, dobbiamo ricordare le altre manovre compiute dai riformisti sull’avanzamento dell’età pensionabile e nuove normative che si sono susseguite negli anni fino al disastro compiuto dalla ministra Fornero ,che dalla giungla di regole e riforme scritte lascia migliaia di lavoratori esodati,ovvero fuori dal mondo del lavoro perchè accompagnati da accordi alla pensione,senza accorgersi (non sappiamo se errore tecnico o addirittura calcolato) che le modifiche fatte ai requisiti,lasciavano questi senza lavoro e senza alcun reddito.
E’gravissimo inoltre che in Italia  a tutte queste precarizzazioni croniche del lavoro,non è seguita alcuna modifica o introduzione di ammortizzatori sociali come succede in quasi tutti gli stati,non abbiamo una vera indennità di disoccupazione perchè quell’elemosina che l’INPS elargisce è anche questa normata da regole folli, in pratica viene pagata ai lavoratori che hanno perso il posto o gli sia scaduto il contratto,quindi che abbiano lavorato tot.settimane nell’anno precedente,è facile comprendere che le persone giovani  nella maggioranza dei casi non hanno mai avuto accesso al mondo del lavoro,non hanno alcun diritto e nessun sostegno.
Mentre per i soliti interessi economici si sono pagati decine di anni di cassa integrazione a grandi aziende che hanno sempre incassato gli utili e scaricato sulla socialità le perdite,inutile dire che su questo la FIAT ha fatto storia,purtroppo è un sistema che ancora in vita, sostenuto solidamente dagli intrecci di potere,corruzione,mafia,voti di scambio.

Aka (Gb)

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