Fabio Zerbini Picchiato a sangue ad Affori!

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Un agguato in stile mafioso ad un compagno dirigente del S.I. Cobas

Ieri pomeriggio il compagno Fabio Zerbini è stato attirato in una specie d’imboscata e pestato a sangue. Con la scusa di un incontro per risarcire i danni di un incidente automobilistico (uno specchietto rotto) avvenuto a fine dicembre, è stato attirato in zona Affori. Appena sceso dall’auto, è stato assalito a tradimento e pestato a sangue.

Gli aggressori si sono quindi allontanati promettendogli una brutta fine se si occuperà ancora dell’organizzazione delle lotte operaie.

Questo pestaggio è la continuazione della strategia repressiva che combina l’intervento delle forze del disordine, con quelle dell’ordine di mafia, n’drangheta e camorra di cui hanno fatto le spese i nostri militanti sindacali, con minacce, processi, pestaggi, incendi d’auto ecc..

Più lo scontro politico si accentua, più si intrecceranno queste azioni atte ad intimidire la lotta dei lavoratori della logistica, ma solo l’estensione di questa, l’organizzazione di essa e dei COBAS potrà garantire una maggior difesa agli attacchi posti in atto dal padronato e dai loro sgherri, contro i sindacalisti attivi.

Non ci faremo intimidire!

Un caloroso saluto e una pronta guarigione va a Fabio, uno dei nostri compagni più in vista nelle lotte portate avanti tra gli operai della logistica.

SI Cobas

Solidarietà a Fabio uno degli attivisti sindacali e antirazzisti più coraggiosi di Milano – sempre in prima fila dalla parte dei rom e degli immigrati, di ogni lavoratore italiano o straniero sfruttato in Lombardia – ecco il suo ritratto fatto nel 2010 dai nemici del Giornale http://www.ilgiornale.it/news/gruppo-anarchici-scatena-guerriglia-contro-sgomberi.html)

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2 thoughts on “Fabio Zerbini Picchiato a sangue ad Affori!

  1. Comunicato di solidarietà

    Il pestaggio a sangue di un dirigente del S.I. Cobas, a Milano, nel pomeriggio del 14/1- un vero e proprio agguato malavitoso, completo di minacce di una “brutta fine” se avesse continuato a occuparsi dell’organizzazione dei lavoratori della logistica- , mostra con immediata evidenza che, quando settori del proletariato cominciano a muoversi e cercano di organizzarsi per far fronte all’attacco di Stato, padronato e sindacati corporativi, la classe dominante schiera in campo tutte le proprie forze, legali e illegali, non esitando certo a ricorrere alle pratiche e alla manovalanza di quella malavita che dichiara di voler combattere. Nell’esprimere tutta la nostra solidarietà di militanti comunisti al dirigente del S.I. Cobas aggredito, ribadiamo la necessità e urgenza di una più ampia mobilitazione e organizzazione sul territorio, capace di farsi carico non solo della difesa delle condizioni di vita e lavoro del proletariato, ma anche di neutralizzare e rispondere a ogni attacco gli venga portato, sul piano sia legale che illegale. In questa prospettiva, sempre più centrali diventano il radicamento e il rafforzamento del partito rivoluzionario, unica forza in grado di unificare e dirigere le battaglie dei proletari, facendole passare dal livello della necessaria lotta economica a quello, politico, della preparazione rivoluzionaria per la presa del potere e l’instaurazione della dittatura del proletariato.

    Milano, 15/1/2014

    Partito comunista internazionale (il programma comunista)

  2. Centro Sociale Vittoria

    Solidarietà militante a Fabio per l’aggressione mafioso-fascista. Solidarietà al SI Cobas.Le lotte operaie non si fermano !
    Nella serata di ieri martedì 14 gennaio il compagno Fabio, in prima linea nelle lotte operaie della logistica, è stato aggredito in un agguato e pestato a sangue.
    Il messaggio mafioso-fascista che arriva è quello di intimidire Fabio il suo sindacato SiCobas e il movimento dei lavoratori della logistica che in questi ultimi anni sta rappresentando uno dei momenti più alti di conflitto per la capacità di coinvolgimento dei lavoratori del settore, per gli obiettivi non oggetto di concertazione, per la radicalità delle forme, per l’utilizzo dello sciopero come arma reale in mano ai lavoratori e per il tentativo di coniugare lotte vertenziali e prospettiva di trasformazione in senso anticapitalista della società.
    La nostra solidarietà a Fabio è grandissima come pure la nostra rabbia.
    Ma questi bastardi non pensino neanche lontanamente di poterla avere vinta..
    Fabio, il Sicobas, i lavoratori che ne fanno parte, i numerosissimi compagni e compagne che hanno seguito le lotte operaie nella logistica degli ultimi 5 anni e che sono passati tra processi giudiziari, cariche di carabinieri e polizia, aggressioni crumiro-fasciste, macchine incendiate e pestaggi a danno di lavoratori che si ribellavano alla loro condizione di schiavi, non si faranno certo intimidire da questa ultima pur criminale provocazione.
    Questa è’ solo il prodotto di quello che da anni denunciamo insieme a Fabio e al Sicobas e cioè la stretta connessione di interessi economici e politici imprenditoriali in parallelo ad interessi camorristico-ndranghetistico-mafiosi con fortissime entrature politiche trasversali alle maggiori forze politiche di governo.
    Questi sono i nemici dei lavoratori contro i quali abbiamo combattuto, stiamo combattendo e continueremo a combattere e la lista delle cose da far pagare al nemico di classe si è solo allungata di un’altra riga.
    Ma il segnale che hanno mandato questa volta è forte, non casuale e come tale va compreso. L’unica risposta che crediamo possibile è quella del rilancio e del rafforzamento del movimento, della sua capacità di incidere perché ancora una volta, sono i rapporti di forza che stabiliscono chi riesce a fare un passo in avanti nel guerra di trincea nella logistica e nella scontro di classe in generale e questa loro incursione rappresenta solo un passo falso.

    Un abbraccio a Fabio a cui inviamo la nostra massima solidarietà militante!
    Per il rilancio del conflitto di classe!

    I compagni e le compagne del Centro Sociale Vittoria
    Milano 15.01.2014

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