Grecia i nazisti di Alba Dorata.

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In Grecia sabato 28 settembre gli organi repressivi dello Stato hanno arrestato i capi del partito nazista Alba Dorata e una ventina di suoi deputati accusati di associazione a delinquere, reato per cui in Grecia i parlamentari non godono di immunità. Per il partito nazista è un enorme successo: è la consacrazione su grande scala, a livello nazionale e internazionale, fatta dalle autorità statali greche, del suo ruolo di oppositore principale alla politica di miseria e abbrutimento e di devastazione e svendita del paese che il governo Samaras (Nuova Democrazia) – Venizelos (Partito Socialista) sta imponendo alle masse popolari greche. Il governo Samaras-Venizelos è il governo di larghe intese imposto dalla Troika e dalla Comunità Internazionale (CI) dei gruppi imperialisti europei, americani e sionisti alle masse popolari greche ed è il modello dei governi che Troika e CI cercano di imporre anche ad altri paesi dell’Unione Europea. Alba Dorata è il modello dei gruppi promotori della mobilitazione reazionaria delle masse popolari che Troika e CI stanno suscitando e sponsorizzando in Italia e nel resto dei paesi europei. Non lasciamoci trarre in inganno dalla retata di arresti di sabato scorso. I nazisti di Alba Dorata già godono della connivenza e della collaborazione di parti importanti dell’apparato statale greco. Quanto alle classi dominanti greche, esse non ne sono entusiaste e aperte sostenitrici, ma vi sono tutte le premesse perché esse, la Troika e la CI cerchino di dare il potere ad Alba Dorata se non riusciranno a tenere la situazione in mano usando Alba Dorata solo come minaccia e spauracchio nell’ambito della propaganda contro gli “opposti estremismi” e della loro “lotta contro il terrorismo” (vedi già oggi da noi in Val di Susa): per ora lo lasciano prosperare e lo gonfiano dell’aura di oppositori radicali al corso delle cose, un corso che non lascia scampo alla massa della popolazione. I nazisti sono quelli che portano il corso attuale delle cose alle sue conseguenze estreme, sono gli equivalenti di Marchionne in politica (“siamo in guerra!”). Ma quando gli attuali oppressori delle masse popolari perseguitano i nazisti, l’idea che i nazisti forse sono effettivamente contro il corso attuale delle cose e che lo sono sul serio (a differenza degli equivalenti greci dei nostri Landini, Cremaschi, Rodotà, De Magistris & Co) entra nel senso comune della parte più abbrutita delle masse popolari le cui file sono costantemente ingrossate dalla crisi del capitalismo. Il governo di Alba Dorata diventerà ad un certo punto inevitabile, l’unica soluzione nazionale possibile per le classi dominanti, se tra le masse popolari greche la mobilitazione rivoluzionaria non avanzerà più rapidamente della mobilitazione reazionaria fino a imporsi.

Non facciamoci abbagliare dal carcere e dagli arresti: scioccano i perbenisti e i legalitari, ma agli occhi delle masse popolari disperate circondano di gloria capi arrestati e perseguitati (dai loro padrini: ma questo non si vede) che non fuggono di fronte alla repressione, che non si fermano di fronte alle intimidazioni. Il governo che imponeva la miseria al popolo tedesco, nel 1923 arrestò Hitler e i suoi soci dopo il fallito colpo di mano lanciato dai nazisti a Monaco. Ma essere arrestati da autorità che affamavano la popolazione fu la consacrazione di Hitler e dei suoi criminali seguaci come irriducibili oppositori del corso delle cose. Di fronte all’incapacità del Partito comunista tedesco di prendere in  mano la situazione e portare alla vittoria la rivoluzione socialista, le file dei nazisti ingrossarono tra le masse popolari al punto che la borghesia e il clero nel 1933 posero nelle mani di Hitler il potere che non potevano tenere con altre mani.

Tutti i paesi europei, non solo la Grecia, si trovano di fronte a prospettive analoghe: dall’Austria alla Francia, dalla Germania alla Spagna, dal Portogallo all’Ungheria. Il nostro paese non sfugge alla regola. L’aiuto principale che noi possiamo dare oltre che a noi stessi anche ai compagni greci e a quelli degli altri paesi, è trovare la strada per sviluppare su grande scala, fino alla vittoria, la mobilitazione rivoluzionaria delle masse popolari nel nostro paese. Il primo paese imperialista che romperà le catene della Comunità Internazionale dei gruppi imperialisti europei, americani e sionisti, mostrerà la via e aprirà la strada anche alle masse popolari del resto del mondo.

Tutto il mondo, ognuno dei nostri paesi è sconvolto e travolto dalla crisi generale del capitalismo: l’Italia non sfugge alla regola. Anche da noi le strade percorribili nei prossimi mesi sono solo due: mobilitazione rivoluzionaria o mobilitazione reazionaria. Gran parte delle masse popolari che si mobilitano nelle prossime settimane, si mobilitano ancora sotto la bandiera di lotte rivendicative e promotori di queste lotte sono esponenti della sinistra borghese e compagni influenzati da essa: dirigenti che non sanno dove andare. Dopo ogni manifestazione e protesta, si chiedono: e ora cosa facciamo? Facciamo un lista unitaria per le prossime elezioni (europee, politiche anticipate o amministrative) dicono alcuni, prepariamo una manifestazione più grande, più unitaria, con una piattaforma più radicale dicono altri.

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