Il messaggio di fine anno del (n)pci

 

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Che il nuovo anno sia un anno di vittorie!

In definitiva dipende da noi!

Elevando la propria coscienza e sviluppando la propria organizzazione le masse popolari possono creare un nuovo mondo!La borghesia e il clero non sono forti per loro natura: loro non hanno più niente da dare! La loro forza consiste solo nella nostra arretratezza e disorganizzazione! Sta a noi porvi fine!

Imporre alle autorità e alle banche l’attuazione della parola d’ordine “un lavoro utile e dignitoso per tutti”!

Attuare sistematicamente a partire dalle condizioni attuali e basandosi sulle nostre forze la parola d’ordine “un lavoro utile e dignitoso per tutti” e avanzare nella guerra contro la Repubblica Pontificia fino a imporre il Governo di Blocco Popolare e instaurare il socialismo!La Comunità Internazionale dei gruppi imperialisti americani, europei e sionisti paese per paese sta strozzando le masse popolari con il suo sistema finanziario. Cerca di farlo con meno rumore possibile. Noi al contrario dobbiamo accendere in ogni paese la guerra popolare contro quella Comunità Internazionale e i suoi soci, complici e manutengoli locali. Dobbiamo portare la guerra sul loro terreno. Dobbiamo approfittare del loro sistema finanziario e bancario, usarlo a nostro favore. Con le buone o con le cattive dobbiamo costringere le agenzie bancarie a fare i crediti necessari a mantenere in attività le aziende e a crearne di nuove. Con le buone o con le cattive dobbiamo costringere le autorità locali a collaborare a realizzare la parola d’ordine “un lavoro utile e dignitoso per tutti” e a salvaguardare l’ambiente, il territorio e le condizioni di una vita civile per le masse popolari. Dobbiamo fare di ogni lotta particolare una scuola di comunismo fino a instaurare il socialismo!

 

La via che noi indichiamo è difficile, ma realistica: è l’unica via possibile!

 

Perfino uno spregiudicato esponente della borghesia imperialista italiana, Duccio Valori, direttore centrale dell’IRI prima che Romano Prodi [il predecessore di Monti e Bersani, solo che Prodi è affiliato all’Università Cattolica del Sacro Cuore quanto Monti lo è alla Bocconi dell’Assolombarda] la spezzettasse e vendesse (svendesse), ha più volte spiegato che se l’azienda capitalista XY produce qualcosa che alle condizioni date le costa 100 produrlo ma che alle condizioni date l’azienda XY riesce a vendere solo a 80, conviene alla Società Italia metterci i 20 che mancano, piuttosto che spendere 30 in ammortizzatori sociali per mantenere a fare una vita miserabile gli operai addetti (direttamente o nell’indotto) alle lavorazioni dell’azienda capitalista XY.

Ha ragione Duccio Valori?

No e si!

– No! Per molte buone ragioni di cui ne ricordiamo solo due:

1. niente se non la guerra permanente impedirebbe che prima o poi tutte le società borghesi del mondo o anche solo alcune facessero come la Società Italia; la sua azienda capitalista XY ben presto riuscirebbe a vendere il suo prodotto solo a prezzo 70, 60 e via decrescendo (e la deflazione generale sconvolgerebbe il sistema imperialista mondiale da un altro lato) – e questo basta a spiegare perché le ragioni di Duccio Valori hanno ceduto alle ragioni di Romano Prodi che erano anche quelle di Margaret Thatcher, di Ronald Reagan, di Tony Blair e oggi sono quelle di Bersani, di Monti-Napolitano e di Berlusconi;

2. perché con le semplici e sciocche buone ragioni del geniale borghese Duccio Valori la specie umana sta ottusamente “tagliando il ramo su cui è posata”, distruggendo la Terra in cui per millenni si è sviluppata più o meno felicemente ma con un risultato che tutti possono ammirare comparando ciò che oggi sa fare con quello che sapeva fare anche solo 10 mila anni fa, per non parlare di 100 mila anni fa. Le ragioni dell’ecologia non solo un optional! Sono una scienza agli albori  che la società comunista può affinare applicandola e che applicherà benché neanche i Duccio Valori ne tengano conto.

– Sì! Per molte buone ragioni. In sintesi: gettare ai margini della società a vivere di ammortizzatori sociali gli uomini e le donne che dall’azienda capitalista XY dipendono direttamente o indirettamente (esiste nella società borghese una legge, il moltiplicatore del reddito, per cui un reddito di 5 produce come indotto un reddito di 10 e viceversa la soppressione di un reddito di 5), costringe la Società Italia a dipendere ancora più dalla criminalità organizzata, da quanto di più arretrato e primitivo essa ha in sé, dalla Corte Pontificia che della criminalità organizzata è il baluardo principale e dalla Comunità Internazionale dei gruppi imperialisti europei, americani e sionisti e dei loro emuli e concorrenti di altri paesi e confessioni che riunisce gli esponenti della criminalità mondiale che tormentano l’umanità con le loro esibizioni, i loro lussi, i loro vizi, le loro tradizioni, le loro manie criminali.

 

Allora cosa fare?

I fondatori del movimento comunista, Marx ed Engels, hanno con dovizia di argomenti attinti alla storia e alla sociologia indicato poco più di 150 anni fa la strada che l’umanità ha davanti per uscire dal dilemma Duccio Valori: sostituire l’azienda capitalista che produce beni e servizi con agenzie pubbliche, create e governate democraticamente dagli uomini e donne associati, che producono beni e servizi della quantità e qualità dagli stessi decisi. Essi hanno chiamato comunismo la civiltà costruita sulla piena realizzazione di questa base e hanno chiamato socialismo la fase di transizione dalla società attuale al comunismo. La specie umana ha i mezzi per prendere in mano e gestire collettivamente la produzione e la riproduzione delle condizioni della propria esistenza e per dare il via a un nuovo corso della propria esistenza in cui tutti i suoi esponenti, uomini e donne, dedicheranno una parte infima del loro tempo e della loro energia alla produzione di quanto necessario per soddisfare al livello più alto di civiltà i bisogni strettamente animali di tutti (mangiare, bere, ripararsi dalle intemperie, curare la propria igiene personale e sociale, fisica e mentale) e si dedicheranno tutti alle attività specificamente umane da cui le classi dominanti da quando si sono costituite hanno sistematicamente in ogni paese ed epoca escluso la massa degli uomini e delle donne.

Nei poco più di 150 anni trascorsi, milioni di operai e altri lavoratori in tutto il mondo hanno compreso e fatto proprio il messaggio dei comunisti. Nel Novecento il movimento comunista ha scosso le catene capitaliste che tormentano il mondo e ha impedito che lo strozzassero. Non è però riuscito ad eliminarle. Anzi è stato sconfitto dai caporioni del capitalismo: Churchill, Roosevelt, Pio XII (Papa Pacelli) e tutti gli altri “grandi uomini” della borghesia e del clero del cristianesimo europeo con cui la borghesia ha composto il disaccordo d’un tempo. Essi si sono avvalsi di Hitler e Mussolini e degli altri esponenti della criminalità fascista come loro manutengoli e di Kruscev e degli altri esponenti del revisionismo come portavoce delle loro ragioni all’interno dello stesso movimento comunista. Questo infatti non nasce perfetto come nell’antica mitologia greca Minerva nasceva perfetta dal cervello di Giove. Si fa strada e cresce liberandosi dalle arretratezze in cui la borghesia ha continuato a confinare le masse sfruttate dei paesi imperialisti e dei paesi oppressi.

Perché è stato sconfitto il movimento comunista che nel Novecento a partire dalla Rivoluzione Russa del 1917 aveva mobilitato e suscitato le speranze e l’energia creatrice delle masse oppresse e sfruttate di tutto il mondo e scosso le catene dell’imperialismo mondiale?

È stato sconfitto proprio e solo per i suoi errori che non è riuscito a correggere in tempo utile e per i suoi limiti di comprensione delle condizioni, delle forme e dei risultati della lotta delle classi e dei popoli oppressi che non è riuscito a superare in tempo utile. Perché il movimento comunista è un movimento guidato dalla concezione comunista del mondo, ma avanza, si forma e si fa strada “provando e riprovando”, imparando dalla sua esperienza, correggendo i propri errori e superando i propri limiti. Il nuovo Partito comunista italiano ha individuato gli errori e i limiti del glorioso movimento comunista che ci ha preceduto e li ha sinteticamente esposti nel suo Manifesto Programma (2008). In questo ha anche sommariamente indicato la strada che sta seguendo.

 

Quanto a fondo andremo nel pantano in cui la comunità dei gruppi imperialisti americani, europei e sionisti con il suo clero che fa capo alla Corte Pontificia hanno di nuovo immerso l’umanità? Quando supereremo la confusione e la demoralizzazione che la sconfitta ha prodotto nelle file delle masse popolari?

Noi all’inizio di questo nuovo anno non siamo in grado di dirlo. Ma siamo in grado di indicare e abbiamo indicato la strada con cui ne usciremo. Per quanto riguarda le masse popolari italiane, ne usciremo e daremo il nostro contributo affinché tutta l’umanità ne esca, tramite la Guerra Popolare Rivoluzionaria che le masse popolari conducono e con crescente energia e su un fronte via via più vasto condurranno nel nostro paese contro la Repubblica Pontificia e che il nuovo Partito comunista italiano promuove.

Su questa strada avanzeremo anche nel nuovo anno, con fermezza e con onore, con amore per le classi e i popoli oppressi di tutto il mondo e senza pietà verso gli oppressori!

 

È difficile seguire la strada che noi indichiamo?

Certamente è difficile, richiede grande tensione dell’intelligenza e della volontà, grandi sentimenti e grande volontà di vincere a ogni costo; a ognuno di noi comunisti richiede di essere individualmente disposti a sacrificare anche quanto ci è caro e la nostra vita. La strada che noi indichiamo richiede una grande tensione delle forze, è difficile ma è possibile e non ce n’è una più facile. La rivoluzione socialista è possibile, ma non è un pranzo di gala o una conferenza. Quelli che si sono illusi di cambiare il sistema dall’interno, che si sono candidati e si candidano a governare la Repubblica Pontificia lo hanno sperimentato e lo sperimentano anche in queste settimane. La Repubblica Pontificia non si cambia:  bisogna abbatterla!

 

Che tutti gli individui e i gruppi che hanno già prestigio e seguito tra le masse popolari del nostro paese costituiscano il Comitato di Salvezza Nazionale per sollevare nuove forze e condurre senza tregua a fondo la guerra contro la Repubblica Pontificia che distrugge, devasta e ammorba il nostro paese!

Moltiplichiamo Organizzazioni Operaie in ogni azienda, che estendano la loro azione anche all’esterno delle aziende, forti del prestigio e del ruolo sociale della classe operaia!

Moltiplichiamo in ogni zona d’abitazione e località e su ogni tema di lotta Organizzazioni Popolari, che elaborino progetti adeguati alle esigenze delle masse popolari e prendano l’iniziativa per realizzarli e imporli a chi si oppone!

Che le OO e OP a coronamento e potenziamento della loro opera costituiscano il loro governo d’emergenza, il Governo di Blocco Popolare che operi secondo il programma delle Sei Misure Generali!

Per guidare questa grande impresa, costituiamo in ogni azienda, in ogni località, clandestinamente Comitati di Partito: la grande impresa è possibile, ma deve essere guidata con scienza e coscienza e il CdP è in ogni azienda e in ogni località lo Stato Maggiore della GPR contro la Repubblica Pontificia, le sue autorità e le sue istituzioni!

Un saluto ai comunisti, ai rivoluzionari e ai combattenti che sotto ogni cielo in ogni angolo del mondo lottano contro il sistema imperialista: essi aprono all’umanità la via del futuro!

Avanti con forza e con coraggio, con la determinazione dei combattenti dell’Armata Rossa e delle Brigate Garibaldine che hanno sconfitto le armate di Hitler e di Mussolini!

La borghesia imperialista e il clero non hanno futuro!

La Repubblica Pontificia non ha futuro!

La lotta sarà dura, ma la vittoria sarà nostra!

 http://www.nuovopci.it/

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