Due suicidi:la crisi uccide ancora

L’accanimento del mondo politico contro la scuola statale e in particolare contro i precari, umiliati, dopo i tagli feroci, da un concorso grottesco, e minacciati di definitivo licenziamento dall’ipotesi di aumento a 24 ore dell’orario di cattedra, avanzata nel decreto di “stabilità”, in spregio alla contrattazione democratica, ha generato un senso di avvilimento e di prostrazione cui la classe docente, offesa nelle sue prerogative e delusa nelle sue aspettative, sta reagendo con fermezza.

Purtroppo a volte la solidarietà e la consapevolezza di lottare per la salvaguardia di principi costituzionali irrinunciabili non bastano ad esorcizzare l’angoscia.
Carmine Cerbera, insegnante precario napoletano di 48 anni e padre di due figli, è tra quegli eterni supplenti mortificati ed esasperati che si sono lasciati sopraffare dallo sgomento e dal senso di impotenza che attanagliano in questo momento la Scuola, aggredita e vessata dallo sprezzante governo “tecnico” e vittima, per di più, delle speculazioni elettoralistiche di quei partiti che ne stanno ignobilmente avallando le inique deliberazioni (PD, PDL, UDC).

Questo nostro caro e sensibile collega ieri si è tolto la vita, lasciando nella costernazione i parenti e i compagni con cui lottava per il diritto ad un lavoro stabile e dignitoso. E’ stato il gesto di un uomo in preda ad una disperazione giustificabile e ben nota a chi è condannato alla precarietà, una disperazione imputabile a tutte quelle forze politiche che, sorde alla denuncia e alle richieste dei docenti, si trastullano con consultazioni stucchevoli e confronti narcisistici tra aspiranti leader del nulla, che incarnano un disperante vuoto di idee e di ideali, professando ipocritamente una finta partecipazione alla rabbia e al dolore di chi rischia l’estromissione dal mondo del lavoro dopo decenni di attesa e di formazione (mentre intanto danno il loro benestare a un piano anticrisi che stronca i precari e premia gli evasori!) e propinano ai cittadinI la stessa ricetta neoliberista che ha portato il paese sull’orlo del tracollo e che impone la fine dello stato sociale, la soppressione dei diritti, la cancellazione delle tutele conquistate con fatica e sacrificio.

La morte paradossale di Carmine, docente precarizzato di Storia dell’Arte indotto al suicidio nel paese che detiene il 70% del patrimonio artistico e archeologico mondiale, è il più eloquente segnale della decadenza civile e culturale d’Italia, ed è il contrassegno più evidente del fallimento della politica dei tagli selvaggi, che riduce drammaticamente gli orizzonti di migliaia di docenti coscienziosi e impegnati, indegnamente rappresentati e trattati, dal governo dei “professori-tecnici” e dei partiti che li sostengono, come manovalanza inutile e parassitaria.

I Precari Uniti contro i Tagli, profondamente scossi ma nient’affatto sorpresi dal gesto estremo ed emblematico del loro Collega, defunzionalizzato a partire dalla riduzione drastica delle ore destinate alle discipline che con passione insegnava, dopo essersi brillantemente laureato all’Accademia di Belle Arti, comprendono appieno, pur non potendo emotivamente ed umanamente approvarlo, il messaggio trasmesso da Carmine, che ha voluto rimarcare e additare l’interdipendenza di vita e dignità professionale, equiparando la negazione del lavoro stabile e garantito alla rapina dei presupposti essenziali del vivere stesso.

Nel nome e in memoria del Collega, ucciso dall’estenuazione, dal lento logorio mentale e coscienziale che consuma il lavoratore privo di certezze, i Precari Uniti, nel chiedere nuovamente le dimissioni del ministro Profumo e del governo tutto, dichiarano che proseguiranno con rinnovata forza la loro azione di protesta contro provvedimenti insopportabilmente punitivi e ulteriormente penalizzanti, e annunciano che porteranno in tutte le piazze il loro grido di rabbia anche per quest’assurda ed evitabile morte, rivendicando il diritto al lavoro, rimarcando la centralità dell’istruzione pubblica e riconquistando per sé e per gli studenti, tra cui ci sono anche i figli di Carmine, oggi straziati dal dolore, la speranza di un domani plausibile, in un paese finalmente “normalizzato”.

PRECARI UNITI CONTRO I TAGLI ALLA SCUOLA —
Per maggiori informazioni visita il blog: http://coordinamentoscuola3ottobre.blogspot.com

 SUICIDIO DI UN OPERAIO DELLA MAC DI BRESCIA, AZIENDA IN CRISI.

ieri, domenica 4 novembre, di Olivo, operaio di 46 anni alla , azienda in profondissima crisi nell’area dell’Iveco di Brescia.Secondo la madre e gli amici la tragica scelta è collegata anche al rischio di perdita del posto di , rischio che stanno vivendo in queste settimane i lavoratori della Mac, una novantina.

Sentiamo Silvana, cittadina di Caino, dove abitava anche Olivo. Ascolta

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da radio onda d’urto

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