OPERAI ALCOA E GOVERNO & RIFORMA FORNERO

Il ministro del lavoro Elsa Fornero ha affermato: di essere “vicina a questi
lavoratori che rischiano di perdere il lavoro” anche se “sarebbe sbagliato dire che
noi garantiremo i vostri posti di lavoro”. Ha ricordato poi che “tutta la riforma è
finalizzata non a garantire un singolo posto di lavoro ma l’occupabilità dei
lavoratori: è onesto dire che noi assistiamo i lavoratori anche nella loro eventuale
ricerca di altre occupazioni.

Questo tema è molto delicato, ma la difesa dei singoli
posti di lavoro ha portato in passato a gravi sprechi di risorse. Questo è quello che
dobbiamo evitare perché non è nell’interesse dei lavoratori a cui questo governo
comunque tiene”.

Operai Alcoa ricordiamoci queste parole.

Operai Alcoa questo è il governo del fascista Bersani

Operai Alcoa a Roma non facciamo sconti a nessuno

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L'abolizione dell'art 18 entra in opera.

I primi due licenziati con contratto a tempo indeterminato per motivi economici, da
poco introdotto con la riforma Fornero. Di cui ha approfittato un’azienda cinese. E’
questo il primato che un ragazzo e una ragazza dipendenti del colosso delle
telecomunicazioni Huawei hanno sperimentato sulla propria pelle, il 29 agosto, poco
più di due mesi dall’entrata in vigore della riforma che ha modificato l’articolo 18
dello Statuto dei lavoratori. I due facevano parte della stessa unità di lavoro, però
in due team diversi. La ragazza, 26enne romana, per motivi personali vuole rimanere
anonima, ma dice a ilfattoquotidiano.it:”Sono stata convocata dall’azienda il 29
agosto e mi hanno riferito che l’azienda era in crisi. Mi hanno poi detto che la mia
figura era superflua perché coperta da altre persone e senza giri di parole mi hanno
comunicato che da quel giorno ero fuori dall’azienda.


Nella lettera di licenziamento (leggi il documento), si legge che “la crisi generale
del mercato delle telecomunicazioni in Italia, ha causato una significativa
contrazione dei ricavi attribuili alla vendita di apparati telefonici. La Huawei poi
scrive che “ciò ha comportato l’esigenza di una riorganizzazione della business unit
(gruppo di lavoro) finalizzata al contenimento dei costi e alla razionalizzazione del
personale”. Infine le comunicano che, a causa di tali condizioni “non sussistono
motivi per una ricollocazione interna, con conseguente necessità di procedere al suo
licenziamento“.

 

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