Documento politico PC pm

 

LA RIVOLUZIONE È NECESSARIA LA RIVOLUZIONE È POSSIBILE


Dalla posizione in cui siamo, di militanti comunisti prigionieri,
ci siamo posti il problema di quale può essere il nostro contributo al
processo rivoluzionario nel nostro paese, nella prospettiva della
rinascita del movimento rivoluzionario mondiale che va sviluppandosi
come unica via d’uscita
positiva alla crisi dell’imperialismo.

La condizione di prigionieri è un preciso limite alla nostra
possibilità d’azione, ma è anche una, seppur scomoda, tribuna da cui
far sentire la voce della nostra parte, la parte della classe operaia e
del proletariato che lotta per il potere.

In questa condizione il campo delle relazioni dialettiche in cui
possiamo investirci dal punto di vista della pratica è chiaramente
ristretto dalla realtà carceraria. Dal momento dell’arresto ci siamo
costantemente misurati con le vessazioni del carcere.

In particolare con i lunghi periodi di isolamento, con
l’allontanamento di diverse centinaia di chilometri dagli affetti e dai
luoghi di appartenenza, con l’amministrazione carceraria che interviene
nella dinamica processuale disponendo logoranti trasferimenti,
intralciando i contatti con gli avvocati, impedendoci di portare in
aula i nostri documenti, con le disposizioni di applicazione della
censura sulla corrispondenza per limitare i contatti tra di noi.
Abbiamo promosso contro l’isolamento alcuni scioperi della fame che
hanno avuto esiti positivi e, facendo questo, ci siamo relazionati sia
con altre mobilitazioni simili a livello europeo, sia con il
proletariato detenuto nelle carceri italiane con cui abbiamo, ad
esempio, partecipato alla mobilitazione contro l’ergastolo.

In questo modo abbiamo anche stimolato il movimento esterno che si
è espresso in svariate forme di solidarietà con noi e con tutti i
rivoluzionari prigionieri.

Dal punto di vista politico più generale è principale invece
l’esistenza stessa di rivoluzionari prigionieri nelle carceri dei paesi
imperialisti che pone un problema di relazione dialettica all’intero
movimento comunista internazionale.

Una relazione dialettica che noi intendiamo, per quel che ci è
possibile, promuovere, ben consapevoli delle problematiche che si
presentano nella condizione di ostaggi in mano al nemico di classe, ma
altrettanto consapevoli che la funzione coercitiva della repressione e
del carcere la possiamo contrastare solo ricollocandoci, in quanto
militanti prigionieri, all’interno della dinamica del processo
rivoluzionario.

La contraddizione tra essere prigionieri ed essere militanti
comunisti attivi si somma alle altre contraddizioni della lotta
rivoluzionaria nella fase imperialista.

Questa contraddizione vogliamo imparare a trattarla svolgendo un
ruolo ed elaborando un contributo utile ad alimentare la lotta delle
avanguardie politiche della nostra classe per il raggiungimento
dell’obiettivo principale di questa fase nel nostro paese: la
costruzione del partito comunista come reparto avanzato della lotta per
il potere della classe operaia e del proletariato.

Questo é il senso della riflessione che segue.

I Militanti per la Costruzione del

Partito Comunista Politico-Militare


Bortolato Davide _ operaio metalmeccanico

Davanzo Alfredo _ elettricista

Latino Claudio _ impiegato

Sisi Vincenzo _ operaio chimico

I Militanti Comunisti Rivoluzionari

Gaeta Massimiliano _ operaio metalmeccanico

Toschi Massimiliano _ operaio metalmeccanico

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