Cronache dal processo


 

 

Il 27 Marzo a Milano ha avuto inizio il processo a carico degli arrestati il 12 Febbraio 2007, in merito all’operazione “Tramonto”. Noi, compagni e compagne del Gramigna, non potevamo lasciarci sfuggire l’occasione per manifestare la nostra solidarietà, oltre che per rivedere i nostri compagni; perciò, nonostante il giorno feriale con buona pace dei nostri datori di lavoro o professori, abbiamo organizzato un pullman partito prima dell’alba. Arrivati sotto il tribunale, dove ci sarebbe stato anche un presidio, abbiamo incontrato i compagni del resto d’Italia edanche di altri paesi (Svizzera, Germania, Francia, Belgio), evidente segnale della solidarietà che si è messa in moto, capace addirittura di travalicare i confini nazionali.


A causa del numero(eravamo circa 150), ci siamo dovuti alternare per entrare in aula. A parte gli aspetti più tecnicidel processo e l’odiosa arroganza di un P.M. che più volte è apparsa sull’orlo di una crisi di nervi, e che si è dimenticata di citare lo stato come parte offesa in un processo in cui i capi d’accusa sussistono in ragione di reati commessi proprio contro lo stato (il risultato di questa smemorataggine è stato l’invalidamento di gran parte delle udienze già effettuate); alcuni passaggi meritano la nostra attenzione. Innanzitutto la disuguaglianza di tr attamento tra accusa e difesa: infatti se l’impianto accusatorio prevede l’associazione sovversiva, alla difesa non è permesso parlare di processo politico. Il perché è dovuto al fatto che fa paura porre le cose nel loro legittimo modo e mettere così a nudo tutte le incoerenze e le ipocrisie di questo sistema socio‐politico‐economico, che sta sprofondando in un baratro e che fa presupporre un futuro (se di futuro si può parlare) a tinte fosche. Meritano attenzione anche le richieste di costituirsi parte civile del giuslavorista (!!!) Ichino, del quotidiano Libero e niente meno che di Forza Nuova.


Se per il giornalaccio di Vittorio Feltri, che oltre a rappresentare il peggiore modo per sprecare
carta è stato anche al centro di uno scandalo in cui il vicedirettore era sul libro paga della C.I.A., l’istanza non è stata accettata,sorte diversa è toccata agli altri due soggetti. Ichino, ennesimo santone liberista noto per le sue posizioni antioperaie per essere un senatore del PD (c’è ancora qualcuno che si meraviglia), lamenta danni morali, quando concretamente non ha subito alcun danno.


 


Ciò, oltre ad evidenziare la natura politica del processo, capovolge l’essenza del diritto, poiché non si possono processare intenzioni di cui non è attestata la consistenza. Un discorso a parte merita Forza Nuova, che lamenta l’incendio della propria sede a Padova. Al peggio non c’è mai limite, infatti, all’obiezione degli avvocati difensori per l’incostituzionalità di questo partito sancita
anche dalla Costituzione che vieta la ricostituzione di un partito fascista, l’avvocato di FN, fratello del leader stragista colluso coi servizi segreti Roberto Fiore, ha risposto negando il carattere fascista di questo partito. Ennesima riprova del fatto che l’orgoglio,la dignità e la fedeltà di cui si riempiono la bocca questi elementi è un optional, e ha dell’assurdo sentirli fare la parte delle vittime,quando dispongono di vere e proprie squadracce atte a fare agguati e pestaggi contro compagni, immigrati e chiunque rappresenti il diverso. Come se di colpo la Resistenza e le trame nere non fossero mai esistite ed i partigiani, nel migliore dei casi, rappresentassero una pagina folkloristica della nostra storia e niente più!
D’altronde in questa fase dominata dal libero mercato, dalle banche,dalle logge massoniche e dalle varie lobby, una riabilitazione di questi soggetti è più che mai funzionale allo stato per continuare i propri progetti, avendo a disposizione i cani da guardia più affidabili. In conclusione il processo è appena iniziato ed appare tutt’altro che semplice, visto che le insidie sono molteplici e prevedere come si concluderà è impossibile.
Le uniche certezze sono la forza d’animo dei compagni prigionieri e la solidarietà da parte nostra, riassumibile in quella duplice muraglia dipugni chiusi che ha superato le fittissime maglie delle gabbie in cui sono rinchiusi i prigionieri e che è stata di una carica emotiva irripetibile.


ORA E SEMPRE ANTIFASCISMO MILITANTE


La notte del primo maggio una squadraccia nera, composta da giovani aderenti ad un partito di dichiarata radicefascista, vicini agli ambienti ultras, hanno aggredito un ragazzo e, non contenti, dopo la serie di pugni e calci inflittigli,lo hanno “giustiziato” con un calcio alla nuca, che ne ha provocato la morte. Dopo 2 giorni uno costituito, le notti seguenti due arresti, due fuggiti all’estero, come se patria ed onore, due delle tante idiozie con cui si riempono le bocche, non fossero “valori” loro. Il fatto è gravissimo, i giornali e i media lo declassano come fatto di bullismo, una sigaretta negata la causa, cause affatto politiche. Niente di più sbagliato. Dopo le elezioni amministrative, che hanno visto il netto affermarsi di una coalizione dall’asse decisamente spostato verso destra, decisamente razzista e xenofobo, si è avuto un costante intensificarsi di vere e proprie ronde, auto‐organizzate dai vari estremisti di destra, i vari fascistelli che innalzandosi a spazzini dell’umanità credono di essere legittimati a commettere pestaggi o rapine ai danni di chi è diverso da loro: comunista o immigrato, il punk o l’alternativo. Accecati da una rabbia funzionale allo
stato non capiscono che la feccia da espellere da questo paese, sono proprio loro. I fascisti non dovrebbero aver alcun tipo di agibilità politica nel nostro paese, ma questo non avviene, i vari partiti, le giunte, i sindaci, tutti mantengono una linea politica, puntando sulla sicurezza e la legalità, legittimando questi individui che sempre ormai si credono i padroni delle strade, non glielo permetteremo. Rifacendoci ai valori che hanno ispirato la lotta di liberazione dagli antenati di questi fascisti, sapremo rispondere a queste aggressioni.


 



 

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