IERI STRAGISTI, OGGI GIUDICI

 Il 12 dicembre 1969 i servizi segreti, longa
manus della classe politico-dirigente democristiana, usando la
manovalanza fascista, a Milano in Piazza Fontana compiono uno degli
attentati più tragici della nostra storia, assassinando 16 persone e
ferendone 84.
Dell’attentato furono accusati gli anarchici Valpreda e Pinelli,
quest’ultimo “accidentalmente precipitato” dal quarto piano della
questura durante l’interrogatorio del commissario Calabresi e
naturalmente il caso fu archiviato come suicidio.

Il 12 dicembre 2007 Milano ospiterà la prima udienza del processo ai
danni di 16 compagni, di cui 7 militanti del c.p.o. Gramigna. Un
esempio illuminante di controrivoluzione preventiva, capace di colpire
con ferocia e screditare, con teoremi del tutto campati in aria, i
militanti di quelle realtà che si muovono su un terreno di classe
avanzando le legittime rivendicazioni degli sfruttati senza scendere a
compromessi con le istituzioni.
Tutto questo da un governo sull’orlo del collasso che per mantenersi a
galla ha bisogno di veri e propri casi da sbattere in prima pagina per
distogliere l’attenzione dalle sue palesi nefandezze. Tanto in politica
interna, dallo scippo del t.f.r. all’accordo sul welfare, dal caso De
Magistris-Forleo ad un’inflazione sempre più galoppante, quanto in
politica estera dove, a dispetto dei proclami elettorali, l’Italia
continua ad essere impegnata su molteplici fronti di guerra le cui
spese militari ricadono sulle nostre tasche.

Come se ciò non bastasse, sempre il 12 dicembre a Milano si terrà un
presidio di Forza Nuova di denuncia per il rogo della propria sede
padovana e addirittura si costituirà parte civile contro i compagni. Il
potere politico, ieri stragista, oggi mette sul banco degli imputati i
compagni e su quello degli accusatori i fascisti, i piduisti di Forza
Italia, i padroni assassini. Oltre ad essere un’operazione di
rovesciamento delle parti è un insulto alla memoria, come lo è stato il
pagamento delle spese processuali a carico delle vittime di Piazza
Fontana.
Proprio a Milano, città medaglia d’oro della Resistenza, per l’ennesima
volta verrà permesso di manifestare a questi rifiuti della storia,
figli legittimi dell’operazione Gladio con la quale, negli anni
passati, Dc e Cia formavano veri e propri eserciti di neofascisti per
scongiurare un’eventuale avanzata delle forze comuniste, da veri e
propri cani da guardia del capitalismo.
Come ricompensa per i “servizi prestati” adesso gli viene dato un posto
in Parlamento come alleati del centro-destra, con la complicità del
tacito assenso del centro-sinistra.
A loro vengono concesse occupazioni, mentre noi subiamo sgomberi, a
loro vengono concessi gli spazi e le piazze che a noi vengono vietate,
ma soprattutto vengono sottaciute le infami aggressioni e le svariate
armi che puntualmente gli vengono trovate, minimizzando il tutto a
ragazzate.
Contro i nostri compagni, invece, si è creata una campagna
mass-mediatica senza precedenti per inventare qualche idiozia in modo
da colpire l’opinione pubblica.
Gli ultimi due arresti del 27 novembre ne sono un chiaro esempio.

È in atto un attacco revisionista da molteplici fronti, che mira a
cancellare la cultura comunista in tutte le sue forme stravolgendo la
storia (la richiesta della pensione di guerra per i repubblichini di
Salò è uno scempio alla memoria).

Non si può restare indifferenti e non lo faremo. Contro la
legittimazione delle barbarie fasciste e la criminalizzazione delle
lotte proletarie, mercoledì 12 dicembre saremo a Milano sotto il
carcere di San Vittore per rilanciare la solidarietà di classe.

È UN PROCESSO CONTRO TUTTI, MOBILITIAMOCI!
I COMUNISTI NON SONO TERRORISTI!

Centro popolare occupato Gramigna
www.cpogramigna.org
info@cpogramigna.org

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