Dalla parte della rivoluzione

 

 

 

Questa
la sintesi di quegli anni.

Gli
anni in cui lo stato borghese utilizzo’ tutte le frecce al suo
arco ( dalle bombe ai fascisti alla polizia ) per tentare di fermare
l’avvio del ciclo decennale di lotte di classe.

Gli
anni iniziati con la bomba di piazza Fontana, con la messa sotto
accusa degli anarchici e di Valpreda, con l’assassinio del
ferroviere anarchico Pino Pinelli.
Gli
anni dell’attacco statuale alle lotte operaie, dell’utilizzo
sporco dei servizi segreti, dell’omelia opportunista che
chiedeva di “far luce” sulle trame occulte.
Ma
anche gli anni del dispiegamento del movimento operaio e della sua
lotta per il potere operaio e contro il lavoro salariato, delle lotte
degli studenti contro la “scuola dei padroni”, degli
scontri di piazza, della generale e prolungata insorgenza proletaria.
Allora,
come oggi, il movimento rivoluzionario non chiese giustizia, ne’
elemosino’ verita’ da uno stato stragista.
Allora,
come oggi, il movimento rivoluzionario non voleva mettere a posto gli
affari dei padroni, li voleva combattere.
Lo
stato, allora come oggi, non era e non e’ un’entita’
asettica a difesa della “convivenza civile”, ma una vera
e propria organizzazione armata a difesa della classe dominante e
della sua proprieta’.
Per
questo, lo stato, non si puo’ cambiare, ma solo abbattere!
Oggi,
nella fase storica della parziale cessione di sovranità e
comando dello stato nazionale al blocco europeo, assistiamo al
tentativo di snellimento e funzionalizzazione dell’intero
apparato di riproduzione del potere e della ideologia dominante.
La
tendenza al bipartito e la conseguente frammentazione
proporzionalista sono gli effetti di questo processo profondo.
Noi,
che non abbiamo certo il problema di utilizzare sponde istituzionali
ne’ quello di rimproverare ad alcuno una improbabile coerenza,
ribadiamo la nostra sfiducia nei meccanismi della “partecipazione”
democratica comunque camuffata.
Per
noi, la societa’ non e’ divisa in destra e sinistra, ma
in classi; per noi, destra e sinistra sono e saranno sempre piu’
costrette ad applicare le ricette dei loro padroni europei, i nostri
primi nemici.
Loro,
i padroni europei ed i loro servi di governo comunque colorati stanno
attrezzandosi per conservare potere e profitto nel futuro.
Il
nostro 12 dicembre pone, come sempre, il problema dello stato
borghese, e del suo soppiantamento.
Il
nostro 12 dicembre inpone, come sempre, di stare dalla parte della
rivoluzione.

COORDINAMENTO
PER L’AUTONOMIA DI CLASSE

www.controappunto.org

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