Giustizia all’italiana (ordine nero)

Questa è la dimostrazione palese di come giustizia, forze del (dis)ordine, pennivendoli di regime e servizi mediatici siano servili al potere e della differenza di "trattamento" da chi porta avanti l'ideologia comunista e chi da oltre mezzo secolo trama con gli apparati piu' loschi dello stato e dei loro padroni.

Questi neofascisti
cui non hanno potuto evitare l'arresto, a differenza di compagni che da
mesi o da anni sono in galera, avevano già sulle spalle una bella serie
di aggressioni, sono stati trovati in possesso di armi e munizioni,
seminatori del culto dell'odio e del razzismo, di una ideologia 
bandita dalla Costituzione…ma sui media nessun mostro in prima pagina, nessun nome semmai le  iniziali in qualche trafiletto.Allora visto l'assordante silenzio istituzionale, che li copre e li usa riportiamo un articolo tratto da gaynews.

GRUPPO ATTIVO DA 2002; 3 IN CARCERE, MA IN TUTTO ERANO IN 27

 Bologna, 3 ago. – Uno fa l’operaio, uno monta piscine, un altro e’
trasportatore. Nel loro tempo libero, pero’, andavano in giro a
picchiare e offendere militanti di sinistra, immigrati, ebrei e gay,
facevano incursioni notturne nei centri sociali e allo stadio gridavano
cori di stampo neofascista. Si chiamano Alessandro Carapezzi (Bo),
Alessandro Limido (Va) e Fabio Carlini (Fe): i primi due da questa
mattina sono in carcere, il terzo e’ agli arresti domiciliari. Insieme
ad altre due persone (il milanese Matteo Minonzio e Luca Confalonieri
di Bolzano), per i quali il gip di Bologna, Gabriella Castore, ha
richiesto solo obblighi casalinghi a determinate fasce orarie, sono
ritenuti i cinque promotori e organizzatori di un’associazione per
delinquere di 27 persone (tra loro anche 2-3 iscritti a Forza nuova)
attiva a Bologna dal 2002 con un duplice scopo. Da una parte c’erano le
lesioni personali, il porto abusivo di armi improprie e la violenza
privata (concretizzatisi in una sequela di “spedizioni punitive” in
provincia di Bologna dal 2002 al 2006); dall’altra la discriminazione,
l’odio e la violenza per motivi razziali, etnici, nazionali e
religiosi. Finalita’ che secondo il gip Castore sono indipendenti l’uno
dall’altra: nell’ordinanza infatti, scrive, la discriminazione sussiste
anche indipendentemente dalle azioni violente.

Se
gli “organizzatori” individuati dalla Procura (pm Morena Plazzi) sono
cinque, sei sono le misure cautelari e oltre 40 le perquisizioni
eseguite stamattina da Digos e Carabinieri del reparto anticrimine di
Bologna, in Emilia-Romagna, a Pavia e Bolzano. Agli obblighi casalinghi
e’ finito anche Alessandro Vigliani (Fr); carcere invece per Vittorio
Greco (Bo), trovato in possesso di una pistola Steiner di fabbricazione
austriaca risalente al 1915 ma funzionante e con 39 cartucce.

gaynews

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