E li chiamavano banditi

Appello per la partecipazione al corteo del 25 Aprile a Milano

IERI le armate del duce, con le missioni in Albania, in Libia, la campagna d’Etiopia, la partecipazione alla guerra civile di Spagna e al II Conflitto Mondiale, seminavano distruzione e morte, mentre per le masse popolari in Italia c’era solo miseria, dolore e sfruttamento.

Leggi di guerra, tra cui i reati associativi, stavano alla base del clima costante di caccia alle streghe.

Le strutture e le milizie per la repressione politica creavano uno stato di terrore arrestando, torturando ed eliminando ogni oppositore antifascista, ogni anarchico e ogni comunista.

Le masse popolari con la Resistenza partigiana si sono ribellate e, organizzate nel Partito Comunista, hanno posto la questione del potere e vinto il terrore nazi-fascista!

Ieri li chiamavano “BANDITI”.

 

Appello per la partecipazione al corteo del 25 Aprile a Milano

OGGI le armate del governo Prodi e soci sono presenti in molti fronti di guerra, dall’Iraq all’Afghanistan al Libano. I lavoratori, i giovani e le donne proletarie subiscono attacchi pesantissimi alle loro condizioni di vita.

Miliardi vengono impiegati per le spese militari e per la repressione interna, mentre vengono scippati il TFR e le pensioni, aumentano i costi della sanità e si abbassano i salari; le carceri italiane sono piene di oppositori, di stranieri considerati “nemici”, di anarchici e di comunisti.

Oggi li chiamano “TERRORISTI”.

Hanno varato nuove leggi di guerra ancor più odiose e razziste di quelle del ventennio, negli ultimi anni hanno incarcerato e inquisito, sempre con i reati associativi, centinaia e centinaia di compagni.

Dal 12 febbraio “sinistri” magistrati come Spataro e la Bocassini tengono in carcere sotto la tortura dell’isolamento 14 comunisti “rei” di aspirare e lottare per una società senza sfruttamento e senza guerre.

Da tutte le carceri anche oggi si alza un grido per la libertà mentre per la classe lavoratrice c’è solo impoverimento, morti sul lavoro, disoccupazione e sfruttamento.

Che cosa è cambiato?

Mentre i fascisti rivendicavano apertamente il loro progetto razzista e di dominio sull’umanità, gli imperialisti moderni, in Italia il governo Prodi, si travestono da difensori della pace per portare avanti i loro sporchi piani.

La falsificazione della realtà è diventata la legge per tentare di gestire il consenso.

Così le occupazioni militari diventano “missioni umanitarie” in nome della democrazia, così chi resiste e si organizza per ribellarsi, sia nei territori di guerra che all’interno dei paesi imperialisti, diventa un pericoloso terrorista.

Non solo la destra ma anche tutta la “sinistra” istituzionale, fino a quella definita “radicale”, revisionano vergognosamente la storia arrivando ad equiparare il fascismo al comunismo e dipingendo Mussolini come un bravo statista il cui unico errore fu di dichiarare guerra agli alleati.

Annichiliscono i popoli da dominare e i proletari da “arruolare” attaccando il comunismo e “recuperando” il fascismo.

Ne sono un ulteriore esempio la rinascita di partiti dichiaratamente fascisti come Forza Nuova che portano avanti una politica razzista e guerrafondaia, di odio verso lo straniero e il “diverso” e di difesa della patria dalle “aggressioni” economiche e culturali di altri stati.

La borghesia è terrorizzata da questa ideologia e ha bisogno di estirparla dalle teste degli sfruttati!

E quando ciò non basta e sente odore di rosso, attiva tutti gli apparati contro chi professa e pratica idee rivoluzionarie, e soprattutto contro chi pone la necessità di ricostruire l’organizzazione della classe operaia, un vero Partito Comunista.

E la paura aumenta, tanto più oggi che la capacità di resistere all’imperialismo e di infliggergli duri colpi è di nuovo tornata ad essere concreta e visibile a tutti: in Iraq, Palestina, Afghanistan, Asia e America Latina.

                                                       25 APRILE 2007

                                   PARTIGIANI    SEMPRE

                                           Centro di documentazione Filorosso 

 

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